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Travaglio Marco; Gomez Peter - Regime |
Il libro ricostruisce i più clamorosi casi di censura televisiva degli ultimi due anni. Documenti inediti e interviste ai protagonisti permettono di tratteggiare il quadro dell'informazione giornalistica in Italia, a partire dall'occupazione della RAI da parte degli uomini Mediaset, fino al caso Biagi, "reo" di aver intervistato Montanelli e Roberto Benigni in campagna elettorale. E poi Michele Santoro e la squadra dei giornalisti di "Sciuscià", smembrata e "mobbizzata"; Daniele Luttazzi, Massimo Fini, Sabina Guzzanti ed Enrico Deaglio. E ancora: Paolo Bonolis, Paolo Rossi, Giovanni Minoli e le censure ai TG. Un viaggio nelle verità taciute sull'informazione in TV.
Recensioni 1 - 20 di 144 recensioni presenti. Media Voto: 4.48 / 5Stefano Facci zio_stefano@yahoo.it (15-01-2009) Il solito ottimo lavoro di due giornalisti senza guinzaglio. Il degrado della TV pubblica ben documentato e violentemente spiattellato davanti agli occhi di chi vuol vedere. Voto: 5 / 5 |
Mosè (30-06-2008) "A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire.
Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare."
Da "Niente Paura" di Luciano Ligabue
Voto: 5 / 5 |
antonio (25-05-2007) Grande Travaglio, grazie per averci fatto spalancare gli occhi davanti a tante ingiustizie e a tantissime cose NON DETTE!
Questo libro dovrebbero leggerlo tutti, ragazzini compresi, perchè bisogna essere a conoscenza di certe schifezze che fanno i media! ce ne sono ancora pochi, purtroppo, di scrittori come Travaglio! Voto: 5 / 5 |
stefano (25-04-2007) Quando ho letto questo libro ( per me tra i piu belli di Travaglio )son rimasto senza parole , non pensavo che al giorno d' oggi si fosse arrivati a questo alla RAI ! Travaglio sarebbe un ottimo ministro delle comunicazioni Voto: 5 / 5 |
Pierluigi (04-04-2007) Mi spiace dover fare una aggiunta alla precedente recensione. Però mi sono preso la briga di leggere le altre e così vorrei semplicemente dire a chi ha recesito Regime come un libro fazioso, partigiano, di sinistra ecc. ecc. che o non ha letto il libro e se lo è fatto raccontare da Emilio Fido e i suoi amici o che non ci ha capito proprio nulla.
Come ho già detto nella recensione principale il libro è bello proprio perchè non fa sconti a nessuno. Infatti Travaglio bastona anche l'Annunziata, Petruccioli e i tanti politici di sinistra che hanno assistito senza muovere un dito alle epurazioni "bulgare".
Quanto poi alla solita vecchia storia trita e ritrita che chiunque va al Governo lottizza la Rai sarà pure vera, però nessun Capo del Governo si è mai sognato di farlo in maniera così diretta e pubblica come ha fatto il Cavalier Banana. Volgio ricordare che qui non si sta parlando di giornalistucoli da 4 soldi. Si sta parlando di Enzo Biagi (che insieme a Indro Montanelli ha costituito la storia del giornalismo moderno italiano) e Ferruccio De Bortoli il cui unico torto è stato quello di non pensarla come il Berlusca. Voto: 5 / 5 |
Pierluigi (02-04-2007) Come al solito: grade Travaglio!
Con la sua solita semplicità e schiettezza denuncia il clima da Regime instaurato nel mondo dell'informazione dal solito Cavaliere nel periodo del suo ultimo governo.
E poi, sempre come al solito, non fa sconti a nessuno. Per cui le bacchettatte piovono a destra come a sinistra. E questa sua sana obiettività nel giudicare le cose senza preconcetti di partito, lo rende, ai miei occhi, ancora più grande.
Voto: 5 / 5 |
Luca (27-11-2006) Travaglio e Gomez hanno reso un encomiabilissimo servigio a tutti noi che abbiamo subito l'ukase bulgaro reagendo con solenni e sacrosante incazzature. All'inizio. Ma poi siamo stati anestetizzati, narcotizzati dalla demenzialità dei 'pacchi' che Raiuno ci ha incessantemente rifilato nel preserale. Quasi rassegnati. Indispensabile riscoprire la portata antidemocratica del licenziamento in diretta da Sofia. Basta vedere a che posto ci relegava 'Freedom House'...Che vergogna. Il regime mediatico, però, sebbene sia cambiato il governo già da un semestre, non è affatto finito. Sebbene sia tornato Santoro ossigenato e adeguatamente placato. Benché siamo all'"annozero". Nonostante 'Striscia' o 'Le iene' fingano mordacità. Il regime mediatico, in questa miserrima Itaglietta campanilista e lottizzatrice, non finirà mai: ottimismo della volontà e pessimismo della ragione. Siamo gattopardeschi all'inverosimile. E preferiamo la censura di regime alla libertà di espressione. L'art. 21 della Costituzione, per tutti gli itagliani e itaglioti, è più opinabile di un parere personale.
Inguaribili, eterni balilla. Voto: 5 / 5 |
Otto (06-11-2006) Buon libro, interessante e rivelatore. Vengono scoperti altarini gustosi e tristi, e fatta luce sul marcio che c'è dietro la televisione italiana. Da leggersi "da destra a sinistra". Voto: 5 / 5 |
Rosalba Fronteddu babina77@tiscali.it (25-03-2006) Ho letto Regime circa un anno fa, e visto che seguo Marco Travaglio, è un libro che, come tutti gli altri, analizza lucidamente e in maniera oggettiva quello che succede sotto i nostri occhi, tutti i giorni: in RAI, ma non solo, nei giornali di regime, nella testa della gente che non vuole informarsi e sapere. Il mio giudizio è naturalmente alto, anche se, come ha scritto un'altra lettrice, preferirei ci fosse il lieto fine. Sono una studentessa che vorrebbe fare la giornalista in modo serio, e sapere che ancora esistono giornalisti liberi e intellettualmente onesti, è per me una gran notizia! Marco, vai avanti così! Voto: 5 / 5 |
gianluca gianluca_bidin@hotmail.com (21-03-2006) i molti commenti sono, se non altro, indice che almeno qualche centinaio di lettori italiani esiste. purtroppo la sostanza dei commenti stessi è indicativa, passa dal tifo da stadio alla repulsione. pochi i giudizi equilibrati (Luciano, Piero e qualche altro). mi pare che nessuno nomini la postfazione di Beppe Grillo, che pure è importante. comunque un gran chiacchierare, e mi chiedo come andranno le elezioni, essendo evidentemente utopistico aspettarsi che siano senza proselitismi né fanatismi. il volume è di piacevole lettura, a volte amaro, a volte eccessivo e scade di tono e contenuto. non tutto è TV-radio-giornali, non tutto è Berlusconi, la politica, la vita sono altrove. finché resisteranno l'ipocrisia e il pregiudizio sull'uomo e sul denaro, resteremo al palo a criticare invece di creare, condivideremo i malcelati presupposti dell'attualità invece di lasciare cadere l'enorme sovrastruttura priva di vita che ci sommerge di informazioni e banalità. lettura che comunque rimane buona, da integrare certamente, p.es. con Popper, Cioran, Coomaraswamy, Enzensberger, Pasolini, Eliade, Guénon, Quinzio e chi altro vi pare, ma che stia dalle parti in cui si respira l'aria pulita dello spirito. qualsiasi cosa esso sia. saluti. Voto: 4 / 5 |
Luciano Riccardi luciano.riccardi@gmail.com (05-03-2006) Il giovane Isao di Yukio Mishima si chiede se e come è possibile la preservazione della propria purezza nel tentativo di purificare il mondo - ecco pertanto il richiamo dei fiordi norvegesi, la breve estate del Nordland di Hamsun, ciò che vorrei dopo aver letto l'ultima pagina di questo libro - non aver a che fare con tutto questo gioco degradante che banalizza l'esistenza umana. Per il resto, un libro interessante, ben scritto, ironico - unico neo, a mio modo di vedere, la quasi assenza di note; ad esempio, gli autori come sono venuti a conoscenza della conversazione riportata a p. 354?
Voto: 4 / 5 |
luca (23-01-2006) Vi racconto una storiella. C'è un signore settantenne, piccoletto, calvo, che un bel giorno, da Sofia, esprime il suo leggittimo dissenso circa l'utilizzo della televisione pubblica da parte di due giornalisti e un comico. Dico legittimo perchè a) si suppone che il suddetto paghi il canone e b) l'articolo 21 della costituzione garantisce libertà di pensiero e di parola. Il problema è che il protagonista di questa triste storia, non essendo nè il presidente della Rai, nè uno dei membri del CdA, bensì il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica, non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo riguardo alle vicende della Televisione di Stato. Ciònonostante, Biagi Santoro e Luttazzi spariscono dallo schermo, in compagnia di altri, l'Italia naviga attorno al 70mo posto della classifica dei paesi in cui è maggiormnete garantita la libertà d'espressione ( quella dell'art. 21, appunto ) e si qualifica come un paese "parzialmente libero", alle spalle persino di Capo Verde.
Travaglio e Gomez raccontano questo, nel loro libro, i casi vergognosi di censura di questi ultimi anni beceri, le maipolazioni cui è sottoposto il TG1 di Mimun e molto altro. Voto: 5 / 5 |
Ivan (09-01-2006) ATTENZIONE!!!!
Questo libro è Contagioso!!! (oltre che fondamentale)
Dopo che l'avrete letto:
- NON guarderete + il TG1 per lo sdegno....(o almeno lo guarderete con molta + attenzione per ciò che Vi nascondono)
- andrete per supermercati a girare su se stessi i libri di Vespa (per nasconderli) perchè noterete che ce ne sono dappertutto (anche in mezzo al pesce!!) mentre NON troverete i libri di Travaglio (se non pochi e ben nascosti)...
ATTENZIONE..."ESSI" SONO TRA DI NOI E CI NASCONDONO LA VERITA'....
UN CULT...Grazie Marco Travaglio
Voto: 5 / 5 |
Barbara (02-01-2006) Dovrebbe essere adottato come libro di testo!
Grande Marco Travaglio! Voto: 5 / 5 |
Dino d.gugliuzza@libero.it (05-12-2005) Un libro che fa chiarezza su dove viviamo e come veniamo "educati" dal nostro premier. Lettura educativa da consigliare a tutti...destra, sinistra e centro!!! Voto: 5 / 5 |
ilaria (25-11-2005) lo definirei commovente se ci fosse il lieto fine....apprezzo il suo coraggio e determinazione Voto: 5 / 5 |
Rick (23-11-2005) Chi vuole davvero conoscere lo stato dell’arte dell’informazione in Italia, deve obbligatoriamente passare per la lettura di questo libro, che getta un faro nelle nebbie in cui Berlusconi ha avvolto il sistema radio-televisivo pubblico. Il maggior pregio di questo lavoro è che aguzza lo spirito di critica del lettore, invitandolo a verificare nella realtà quanto asserito: il risultato è illuminante. Due esempi per tutti: la tecnica del panino nei servizi politici del TG1 (prima si riferisce l’operato del governo, poi le critiche dell’opposizione – spesso solo citate, perciò non sempre riportate a voce – e poi si chiude il sandwich con le controcritiche della maggioranza, cui spetta sempre l’ultimo giudizio, affinché rimanga bene impresso). Ebbene, 4 volte su 4 osservazioni, ho appurato che questo schema è stato rispettato. Secondo esempio: il 21/11 ho messo a confronto il tg1 di mezza sera con il tg3. Il secondo ha riferito il dato del crollo del fatturato delle industrie nel mese di settembre, il primo neanche ne ha accennato: perché guastare la fiaba delle eccezionali performances di questo governo?
Ma il quadro più desolante riguarda il sistema dei mass-media in generale: epurazione di giornalisti di fama mondiale (Biagi in testa), imbavagliamento della satira, critiche internazionali alla mancanza di libertà di stampa nel nostro Paese (niente meno che dalla federazione internazionale dei giornalisti, dal rappresentante in Italia dell’Ocse, dalla Commissione Europea, dal Parlamento Europeo e da altre voci autorevoli), con l’elencazione puntuale di decine di casi di censura e di mobbing. Gomez e Travaglio meritano un encomio, perché smontano, con la cronaca dei fatti, le menzogne della propaganda berlusconiana che tenta di infangare la reputazioni di professionisti che si macchiano del più grave reato che un regime possa concepire: raccontare la verità.
Voto: 5 / 5 |
Carlo (27-09-2005) Un ottimo libro. E a distanza di oltre un anno ancora attualissimo. Voto: 5 / 5 |
Enrico R. (22-09-2005) Un ottimo libro, scritto bene da due giornalisti bravi e soprattutto informatissimi (non a caso entrambi sono di scuola montanelliana). Inoltre è ricco di informazioni, difficilmente smentibili, che evidenziano il degrado della televisione pubblica (in ambito dell'informazione) in questi ultimi anni.
Una piccola curiosità: ma quelli che danno 1 esprimendo talvolta giudizi che non c'entrano nulla con gli argomenti trattati nel libro, sono sicuri di averlo letto bene? E poi siete davvero sicuri che i personaggi "epurati" abbiano fatto davvero propaganda politica? Cosa dovevano fare, starsene buoni buoni in silenzio e fare finta di nulla? Cosa significano per voi concetti come "indipendenza" e "imparzialità di giudizio"? Boh...
Consigliato a lettori di ogni orientamento politico...
Voto: 5 / 5 |
Mauro (20-09-2005) Mah! Si certo bel libro pieno di "prove" ma.....il regime di adesso e' identico a quello di prima (Benigni, Biagi, Luttazzi, Santoro, Travaglio stesso) che ha fatto una campagna elettorale vergognosa per una parte politica, con l'avallo del presidente della rai Zaccaria che doveva essere "super partes" e adesso fa i girotondi.
Percio' se prima andava bene quella tv questa di adesso non mi sembra tanto diversa.
Voto: 1 / 5 |
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