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Gianini Belotti Elena - Prima della quiete. Storia di Italia Donati | Un'emblematica figura femminile di fine Ottocento è la protagonista del nuovo romanzo di Elena Gianini Belotti: un caso oggi completamente dimenticato, ma che all'epoca attirò l'attenzione della stampa e di cui si occupò anche Matilde Serao. Italia Donati sfugge al destino della sua poverissima famiglia analfabeta e diviene maestra, ma sconta duramente il coraggio di una scelta di involontaria emancipazione. Lontana dal concepire qualsiasi progetto di trasgressione, anzi persuasa di poter offrire un modo per stringere più forte il legame dei contadini con la terra, grazie alla maggiore consapevolezza di sé che l'istruzione comporta, Italia Donati è soffocata dalla condanna senza appello che tutti emettono contro di lei.
Media Voto: 4.66 / 5katanoce (04-11-2009) Sembra una storia del verismo Verghiano i cui personaggi non possono sfuggire al loro ineluttabile destino, il problema è che qua non stiamo parlando di personaggi di fantasia ma di persone vere. Si, sembra incredibile sembra pura immaginazione invece questa è proprio una storia vera e possiamo tranquillamente dire che, come spesso accade, la realtà supera la fantasia.
Il racconto è bellissimo e struggente ed è da considerare quasi un saggio storico sulla condizione della donna nei primissimi anni del '900. Se posso esprimere poi un giudizio da insegnante, allora c'è da dire che questa storia dovrebbe essere letta soprattutto da quelle persone che esprimono facili e gratuiti giudizi sul ruolo degli insegnanti, senza avere alcuna conoscenza delle problematiche scolastiche, per capire che quelli che loro ritengono privilegi della classe insegnante, altro non sono invece che conquiste ottenute con sacrificio, con impegno, con lotte e, perchè no, col sangue di chi ci ha preceduto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lucia Mascalchi (25-11-2008) Ho trovato il libro bellissimo e dotato di una struggente e lineare predestinazione catartica, intuibile fin dai primi movimenti della sua prosa. La cosa più sconvolgente è che la Belotti ha ben sceneggiato e messo in prosa una vicenda veramente accaduta, circostanza che estrae il volume dal genere del romanzo tragico con al centro un eroina d'invenzione. C'è nel linguaggio di Belotti un grande sforzo per ricostruire anche la dimensione riflessiva e di pensiero della protagonista, che credo abbia esemplato sia sulla corrispondenza epistolare dell'epoca che attraverso quella sopravvissuta e scritta dalla protagonista stessa, come gli inutili appelli da questa fatti a Pascoli, che all'epoca ricopriva un ruolo ispettivo nell'organizzazione scolastica della zona. Mi auguro che qualche bravo sceneggiatore, regista, autore, attore come la Cortellesi sappiano cogliere l'occasione per dar voce a questa vicenda, la quale pare che aspetti solo di essere messa in scena o girata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
M. T. (12-02-2008) Romanzo venato sin dall'inizio da un cupo pessimismo e un tragico realismo, comunque utile per capire la condizione della donna nell''800. Sin dalle prime pagine si è presi da una profonda commozione e rabbia per le vicende della protagonista. Un libro emozionante che non si dimentica... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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