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Vittorini Elio - Conversazione in Sicilia | Elio Vittorini, primo di quattro fratelli e padre ferroviere, cresce in mezzo ai treni. Più di una volta usa il treno per scappare da casa. Vive prima a Gorizia, poi a Milano. Diventa antifascista. Impara l'inglese e comincia a tradurre gli scrittori americani. Si impegna in politica: comunista, polemizza con i comunisti; fonda riviste letterarie ("Il Politecnico" nel 1945, "Il Menabò", con Calvino, nel 1959), scopre, tra gli altri, Fenoglio, Calvino e Cassola. Ha saputo raccontare, come pochi, trent'anni di vita italiana.
Media Voto: 3.5 / 5Michele (25-09-2011) Lirico ed onirico. Bizzarro ad una prima lettura per via della particolarità della tecnica narrativa, che però ne è il punto di forza. Il simbolismo (rectius: l'allegoria) non è affatto astruso e le note a pié di pagina - sebbene minimali - ne rivelano il significato (per chi vuole o è capace di coglierlo). Splendida la descrizione di Diego De Silva sulla quarta di copertina: "Leggere questo libro è un'esperienza sensibile, poco intellettuale. Perché sa di terra e di gente. È come una grande delazione commessa mediante letteratura, un appassionato verbale umano che riferisce luoghi, incontri, volti, dialoghi. Soprattutto, Conversazione è il racconto di un viaggio e quindi - più che un poema, una fiaba antifascista, un canto della vita danneggiata e mai risarcita - un romanzo. Perché il romanzo racconta sempre un viaggio, in un modo o nell'altro". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Geffina gemondi@libero.it (14-03-2010) Un libro enigmatico, pieno di simboli non sempre decifrabili; conversazioni ermetiche in un dialetto ostico dove le domande trovano risposte. I personaggi del libro, i luoghi, i pensieri, sono solo ricordi di un passato “statico” che non trova alcun riscontro con il presente. Ne scaturisce una lettura lontana e per niente piacevole.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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