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Gomez Peter; Travaglio Marco - Inciucio | L'"inciucio" compie dieci anni. Il primo a parlarne fu Massimo D'Alema, nel 1995. Poi, in sei anni di governo, il centrosinistra evitò di risolvere il conflitto d'interessi e di liberalizzare il mercato televisivo. Risultato: informazione modello Tg1 e niente satira politica. Dopo "Regime", questo libro racconta le acrobazie parlamentari dei nemici-amici del Cavaliere e le spartizioni "bipartisan" delle Authority e della Rai. Poi le nuove censure contro Biagi, Santoro, Luttazzi, Freccero, Sabina e Corrado Guzzanti, Grillo, Paolo Rossi, Massimo Fini, Beha e altri; gli attacchi a Report, Fo, Hendel, XII Round, fino a Celentano & C. Senza dimenticare i giornali: la guerra a Furio Colombo e gli assalti estivi dei "furbetti del quartierino".
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 4.88 / 5Piero (11-09-2008) Nonostante questo sia ormai il 7 lavoro che leggo della premiata ditta Travaglio-Gomez e nonostante l’argomento trattato sia ormai “vecchiotto” mi stupisco sempre nello stupirmi di leggere certe cose. Dovrei ormai averci fatto il callo. E invece leggere di come impunemente, e con le peggiori facce di bronzo che la storia ricordi, stiano facendo il “Sacco di Roma” nel III millennio mi fa sempre tremare e temere per il nostro futuro.
Ancora una volta un ritratto impietoso e puntuale di come Banana e la sua classe dirigente stia mettendo in mutande l’Italia con l’unico obiettivo di curare i propri interessi. Questa volta, nel dettaglio, con la più sporca complicità dei c.d. Pa(r)titi della Sinistra. Progressisti a comando che sanno voltare la faccia quando occorre. Nella prima Repubblica si chiamava “consociativismo” l’appiattimento della Sinistra sul Pentapartito per interessi personali. Oggi il concetto lo si sbriga con un termine più facile da usare: Inciucio.
Ormai la banda di Travaglio è l’unica, ultima, stirpe di coraggiosi che in un Paese peggiore pure di alcune Dittature sud-americane riescano a fare i giornalisti con la G MAIUSCOLA.
E non si tratta di essere faziosi. Ne hanno per la destra quanto per la sinistra. E la cosa che più dovrebbe far riflettere qualche “elettore” è che né Travaglio né Gomez sono dei comunisti. Anzi… sono persone che non hanno mai nascosto la loro preferenze per la destra e Travaglio è comunque di scuola Montanelliana.
Quello che continuo a non capire è come qualche milione d’italiani continuano a lamentarsi delle loro condizioni di vita però continuano a votare chi li sta mettendo in queste condizioni.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulio Mancabelli (03-12-2007) Interessante quale spunto per ricercare più necessari sistemi e meccanismi elettorali più pertinenti
Adottando ad esempio il sistema SEMIALTERNO per definitivamente mettere a sistema le risapute e più volte testate parzialità riscontrato negli attuali meccanismi elettorali in quanto da decenni si passa impropriamente da cicliche alterne modalità elettorali proporzionaliste a quelle maggioritarie e viceversa determinando da decenni alternanze governative palesemente incapaci (autosqualificatesi: ectoplasmi gli uni ed Armata Brancaleone gli altri) dove appunto per scarsa coesione ed omogeneità politica quanto per talora inconciliabilità programmatica, risultano incapaci di affrontare i veri e sostanziali nodi strutturali sulle liberalizzazioni, sul conflitto di interessi, ecc. di un’Italia che inopinatamente perde in continuazione terreno nei confronti degli altri partner dell’€urozone e dell’OCSE… disattendendo così ogni prospettiva di un futuro miglioramento!...
Pertanto per tagliare definitivamente la testa al toro si propone mettere a sistema i meccanismi elettorali per incarreggiarli su un automatismo di equilibrio (check & balance) che inietti ed irradi effettiva concorrenza a tutto tondo (A. Smith) affinché automaticamente il sistema stesso si auto corregga!
Questo è quanto il SEMIALTERNO propone, senza alcuna intercessione od intermediazione dei soliti croupier di turno e di casta che comodamente si cambiano ogniqualvolta i gioco per meglio attingervi convenienze di parte al principio del rendere e/o mantenere sempre transitivo il sistema elettorale per restare come cinici ed arditi politici/partiti più possibilmente intransitivi come casta politico/partitica”!
Poiché, or giunti nel terso millennio, non si può permettere di continuare a riscrivere a ritroso la storia e concedere alla solita “autorefernzialità” di casta di rubarci il futuro! Lasciando alla solita élite l’esclusività d’arrogarsi la gestione di quel solito perverso anacronistico inconcludente meccanismo... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dino (14-05-2007) Quando un giornalista sa fare il giornalista!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
milena (09-02-2007) Travaglio si conferma sicuramente tra i pochissimi giornalisti LIBERI ancora in circolazione ed in grado di ricercare e farci conoscere le notizie come sono realmente accadute.Molto preciso e puntuale nei riferimenti, nulla a che vedere con quello che è costretto sfortunatamente a vedere la maggior parte degli italiani in televisione.I suoi testi dovrebbero essere letti a scuola, penso che i suoi scritti siano quasi un pezzo di storia contemporanea.Sicuramente è in grado di smascherare tutti, sia a destra che a sinistra, visto che oggi pochi sono i politici che possono anche definirsi puliti(e lui ci aiuta a conoscerli).Inattaccabile è tutto documentato secondo un vecchio stile di giornalismo ormai scomparso, visto che oggi tutti sono al soldo e quindi al servizio di qualcuno.La lettura scorre veloce ma ci induce molto alla riflessione sull'Italia attuale;appena più complesso l'ultimo capitolo("i furbetti del quartierino")ma comunque imperdibile.
Ma forse una domanda sorge spontanea:
e se un giorno anche queste ultime fonti di verità e informazione dovessero scomparire dove finiremo?
Forse allora non ci sarà neanche bisogno di una risposta perchè ci saremo già persi in questa Italia alla deriva, che come dice il nostro caro Beppe,ha già toccato il fondo ma si continua a scavare,scavare,sempre più giù... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea (14-01-2007) Un libro fantastico che dovrebbe essere un testo di storia contemporanea, storia contemporanea che dovrebbe essere la materia + importante che si insegna a scuola ed è l'unica che non si fa per nulla col rislutato che il 90% di chi va a votare non ha un idea precisa sul partito a cui sta concedendo la sua fiducia.
Quando lo leggevo prima di dormire ci sono state un paio di notti che non sono riuscito a dormire per la rabbia.. incredibile in che mondo viviamo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Lupoletti (10-06-2006) Travaglio e Gomez sono due giornalisti. Quel mestiere che in Italia sta scomparendo inghiottito dal servilismo. I loro libri riportano documenti, utili a capire intrecci ai più oscuri. Inciucio è un manuale per capire in fondo l'inadeguatezza dell'attuale "casta" politica, sia a destra ma soprattutto a sinistra. Chi precedentemente credeva che ci fossero da una parte buoni e dall'altra cattivi dovrà ricredersi, è questo è uno dei migliori libri che fornisce i mezzi per crearsi una adeguata coscienza politica. Ma è anche di più: una bibbia dei modi di fare giornalismo che mi auguro sia di ispirazione a tutta la categoria e a chi in futuro vorrà intraprendere questo lavoro in maniera libera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andal (08-05-2006) Pieni voti a questo grande lavoro giornalistico. Fortunatamente Travaglio e Gomez sono ancora di quella ristretta casta di persone che non hanno preso la loro professione per mera opera di servilismi e favori. Stoccate a destra e sinistra, senza risparmiare nessuno, chi vorrà accusare gli autori o il libro di essere schierato e di parte dovrà ricredersi: qui si fanno i nomi e i cognomi, con ampie pagine dedicate alla fonti, senza generalizzare MAI! Assolutamente imperdibile per tutti coloro che hanno intenzione di aprire gli occhi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adriano Basile (22-04-2006) Semplicemente il miglior esempio di libro giornalistico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (10-03-2006) Sensazionale, un libro che descrive in maniera documentatissima che razza di servizio pubblico abbiamo in Italia. Un libro, che come dice Travaglio, ti fa formicolare le mani dalla voglia di rompere qualcosa... Da leggere assolutamente. In alcuni tratti fa veramente morire dalle risate... Grandi Peter e Marco continuate così! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Domenico M. (28-02-2006) Come per Regime, anche qui siamo di fronte ad un grande esempio di giornalismo italiano. Grandi gli autori, come sempre obiettivi e imparziali; orrendi i fatti che, nonostante la scabrosa verità che li attraversa, danno più chiarezza di dieci anni di giornalismo televisivo e cartaceo (pur con le dovute eccezioni). Ho trovato utilissimo il capitolo sulla faccenda dei "furbetti del quartierino": puntuale, cronologicamente perfetta e praticamente priva (come avviene in tutto il libro) di interferenze da parte degli autori. Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco1978 (27-02-2006) Il libro mette in evidenza i fatti della politica italiana di questo ultimo decennio. Viene attaccata la destra ma non si risparmiano critiche neppure alla sinistra.
Tre aspetti ritengo debbano far riflettere: 1)il fatto che un capo del governo possieda più emittenti televisive; 2)che la televisione pubblica non è liberalizzata dai partiti; 3)le epurazioni nei confronti di personaggi famosi. Davvero incredibile il caso Molière.
La lettura è abbastanza scorrevole ma non sempre: a volte i fatti non sono descritti nel rispetto di un preciso ordine cronologico e ne viene meno una immediata comprensione; non ho inoltre finito di leggere l'ultimo capitolo (quello del corriere della sera), reso pesante e noioso da una trattazione complessa.
Il libro lo consiglio soprattutto a chi non segue molto la politica, anche per avere maggiori informazioni prima di andare a votare. Il peccato è che, dato che i libri non entrano in tutte le case (al contrario della televisione), certi fatti continueranno probabilmente ad essere sconosciuti ad una grande fetta della popolazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo (01-02-2006) Marco Travaglio si conferma il più grande giornalista italiano attualmente al lavoro.
Il suo nuovo saggio è minuzioso e documentato, inattaccabile. Travaglio non inventa niente, ma con stile giornalistico prende i fatti che leggiamo sparpagliati sui mass media, li ordina, e ci racconta la storia com'è stata.
Ne esce l'immagine della solita Italia inciuciara e caciarona, dove il primo ministro ha tolto il velo da qualsiasi forma di pudore politico, dove parlare seriamente di mafia è ancora tabù (basti vedere i candidati dei due schieramenti), dove "destra" e "sinistra" si alternano al governo e all'opposizione senza mai cambiare volti, sorretti da uno stuolo di gazzettieri proni, impauriti, e compiancenti. I pochi uomini veri che cercano di alzare la testa si autoescludono dal gioco della TV: Travaglio, Beha, Biagi, Santoro, Guzzanti, Luttazzi, Grillo, Rossi, Freccero...
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
christian ferretti (23-01-2006) ecco due giornalisti d'inchiesta come non ne fabbricano più! Come sempre si legge come fosse un romanzo, una spy-story o un fantasy, invece purtroppo è tutto vero e documentatissimo. Imperdibile per chi voglia farsi un'idea della considerazione verso i cittadini che nutre la nostra cosiddetta classe dirigente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (16-01-2006) Gli autori, con grande maestria e dovizia di particolari, riescono egregiamente nel tentativo di illustrare l'imbarazzante situazione politico-mediatica che imperversa nel nostro Paese e che purtroppo ci ridicolizza agli occhi del mondo. Un grande esempio di giornalismo puro, esente da vincoli. Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca kiri (13-01-2006) GIORNALISTI FATE IL VOSTRO DOVERE!!IMPARATE DA TRAVAGLIO,UNO DEI POCHI CHE SA FARE ANCORA IL PROPRIO MESTIERE!GRANDE!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Rick (11-01-2006) Ennesimo granitico capolavoro del duo Gomez-Travaglio, che dopo tante critiche allo sfacelo provocato da 5 anni di governo Berlusconi gli riconosce quanto meno la par condicio giornalistica con la sinistra (quella politica, o peggio quella morale, è insostenibile), mettendo sul piatto tutto il peso della sua inerzia. C’è di che infuriarsi: dov’erano i sedicenti paladini della libertà e della giustizia quando veniva occupata la Rai, cacciato il miglior giornalismo italiano con l’avallo prima dell’Annunziata e poi del presidente Petruccioli (premiato dopo la cortese visita a palazzo Grazioli di Berlusconi)? Cosa facevano quando nel precedente quinquennio di governo dovevano approvare le leggi sul conflitto di interessi? A cosa pensavano quando il direttore di un giornale a loro vicino (Furio Colombo dell’Unità) veniva silurato sotto il fuoco nemico di Berlusconi e quello amico del “Riformista”? Il quadro accusatorio è completo: la sinistra ha permesso che Berlusconi facesse carne da porco dello Stato e dell’economia imbavagliando la giustizia. Manca però il movente. Non reggono l’assurdo “non volevamo infierire su un Berlusconi in declino” o “demonizzarlo farebbe il suo gioco”. Quel “Il moralismo di Travaglio mi fa’ venire l’orticaria” di Bertinotti è il manifesto di una sinistra in via di omologazione, affetta da una questione morale che si ostina a non ammettere, solo così si spiegano le imperdonabili mancanze di questa opposizione complice, duole ammetterlo, del decadimento generale della politica italiana, anche se in parte decisamente minoritaria. Ma forse qualcosa sta cambiando, gli accenni di autocritica di Dalema e Fassino di questi giorni potrebbero rappresentare la tanto attesa svolta, meglio tardi che mai! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (10-01-2006) Difficile da leggere senza far crescere dentro sentimenti "particolari"...Perfettamente riuscito in questo. Ottimo il taglio, pochi i commenti di "parte" ma una cronaca precisa di come ci trattano e ci considerano, di come trattano il bene di tutti e come se ne appropriano...spero che faccia a molti aprire gli occhi in vista delle prossime politiche, nella ricerca del "male minore". Da consegnare con la scheda elettorale hai "nuovi venuti" tra noi elettori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo Maino massimo.maino@libero.it (03-01-2006) "QUANDO NON SI PUO' ATTACCARE IL RAGIONAMENTO, SI ATTACCA IL RAGIONATORE" _Paul Valery . E' un aforisma presente nel libro che riassume molto efficacemente l'odierno regime populista-mediatico inciucista berluscaliota. Da dedicare agli epurati Biagi, Santoro, Luttazzi,Freccero,
Guzzanti S.,Massimo Fini,Beha, persino
Giorgino etc. etc... Gia' basterebbe questo. Max Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giacomo (02-01-2006) Ottimo libro, un opera giornalistica di alto livello che consente di comprendere questioni oscure che sono ormai l'ordianaria amministrazione nella politica dell'Italia contemporanea. Forse Travaglio fra qualche anno sarà celebrato come uno dei più autorevoli giornalisti italiani, l'erede di Biagi e Montanelli. Oggi , nonostante la censura, gli attacchi vergognosi che subisce lo è già per centinaia di migliaia di lettori. Consiglio di acquistare questo libro e tenerlo a futura memoria. Peter Gomez, ha dimostrato di essere all'altezza del compito di co-autore brillante e documentato. Ne è scaturito un lavoro coraggioso e preciso che ci serve per capire meglio l'Italia di oggi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (30-12-2005) Come al solito l'arrivo di un nuovo libro della premiata ditta Gomez-Travaglio è una garanzia.
Veramente un bel libro, dedicato a chi vorrebbe un futuro politico migliore per il proprio paese.
Ciao Andrea
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