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Due sorelle adolescenti sono divise dalla separazione dei genitori. La più piccola resta con la madre, l'altra finisce col padre a Parigi. Per attutire il colpo si scrivono. Scrivendosi si raccontano l'una all'altra. Ma raccontano anche, con innocente crudeltà, le nuove vite dei "grandi". Scherzano, ma la commedia sfiora il dramma. Due sorelle per parte di padre viaggiano sulla vecchia Jaguar ricevuta in eredità. La più giovane è studiosa e tranquilla, la più vecchia spericolata e oppressa da una vitalità debordante. Scherzano, ma la commedia si fa tragica. Due sorelle già donne sono separate dalla morte della più grande. Quella che resta, racconta l'infanzia, la giovinezza, la maturità e la malattia finale come tappe di un viaggio doloroso e bellissimo.
Media Voto: 3 / 5Emy (23-12-2008) Le storie raccontate sono interessanti, avvincenti, ricche di emozioni, commoventi e precise. Tuttavia non apprezzo la scelta della scrittura come lettere e racconti.Con un po' più i discrsi diretti e scritti come romanzi, avrebbero dato molto di più.Nel complesso la Ravera non mi appassiona particolarmente per il modo troppo rude di vedere i rapporti, sempre con doppio fine, sempre pessimisti e interessati..Ottime le idee, un po' meno in certi casi le conclusioni Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Elena (27-02-2006) Originali le storie e il modo di ritrarre i rapporti ambigui e tuttavia profondi fra sorelle. Non apprezzo tuttavia la demonizzazione della famiglia che la Ravera non manca mai - anche nei libri precedenti - di utilizzare per condire le vicende: possibile che i genitori siano sempre degli imbecilli egoisti e la famiglia una gabbia soffocante tutta perbenismo da cui non si vede l'ora di fuggire? Che l'amore familiare sia sempre "borghese", di destra?
Eccettuati questi rigurgiti sesantottini dell'autrice, apprezzo comunque il suo stile e le sue originali metafore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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