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Chabon Michael - Lupi mannari americani |
Storie di ordinaria follia, di quotidiano imbarazzo, di irresistibile vanità. In nove racconti, Chabon coglie con ironia i momenti cruciali della vita di esseri umani normalissimi e paradossali: un bambino che crede di essere un lupo mannaro; una coppia in crisi che ritrova una parvenza di serenità grazie a un demenziale agente immobiliare; una donna vittima di uno stupro che si scopre incinta e decide di tenere il figlio, imprimendo al proprio matrimonio una svolta sorprendente; un ottico fallito, che decide di rapinare la nonna dell'ex moglie, e assiste impotente a un evento che lo libera dalla sua disperazione; la vicenda di un archeologo che, in un crescendo di mistero e di orrore, scopre i terribili segreti di una cittadina e dei suoi abitanti.
| La recensione de L'Indice |
 La vita è solitudine e il tempo sembra una coltre di fumo che copre la capacità di sperare, in una società che dimentica gli individui e li rimpiccolisce, fino a rendere concrete le loro ansie: Michael Chabon descrive uno spaccato dell'America di provincia contemporanea e, nelle nove storie che formano Werewolves in Their Youth (sua seconda raccolta di racconti), il lettore si trova a fare i conti con protagonisti comuni e paradossali, come un bambino che crede di essere un lupo mannaro, una coppia in crisi, una donna vittima di uno stupro, un ottico che si trasforma in rapinatore, un archeologo in cerca di segreti. Avvenimenti "normali" che non sempre hanno una fine. L'intera raccolta ha come tema principale le conseguenze del divorzio. Al loro interno è necessario farsi forza e affrontare i dolori più intimi, portando avanti gravidanze non volute, combattendo guerre immaginarie, scendendo a compromessi con una vita che pure un tempo era stata piena di luce e che oggi mostra solo ombre o, ancora, sopprimendo amori sbagliati. I protagonisti si imbattono di continuo nel dolore, e con il dolore cercano un accordo. Il risultato è una vita che si deteriora, appunto, nella normalità. Michael Chabon accenna, rievoca, non dice. Lascia che sia il lettore a completare le sue storie e, come nella migliore scrittura minimalista, gli concede il gusto dell'inferenza, permettendogli di scegliere da quale parte stare. La sua scrittura è veloce, fluida, piena di un sottile humour che lascia trasparire la frustrazione per i continui necessari adattamenti richiesti dall'esistenza. Bruno Puntura |
Media Voto: 1.5 / 5Alisha (19-02-2007) Racconti raschiati dal fondo del barile tanto per mettere assieme una raccolta. Di gran lunga inferiore alle altre opere di Chabon. Voto: 1 / 5 |
Angelo Ventura angeloventura@iol.it (01-06-2006) L'aspetto che più mi ha colpito dello stile di Chabon è la sua abilità nel descrivere particolari sgradevoli (specie riguardo al cibo) in maniera inquietante. Cura molto i dettagli delle cose, ma per quanto riguarda le persone è sintetico in modo irritante: avremmo voluto essere meno informati di arredi e contenuti di valigie e sapere di più delle storie, dei conflitti interpersonali, e dei tormenti interiori dei personaggi.Alla fine dei racconti sappiamo ancora poco di loro,o meglio, abbiamo una insoddisfacente sintesi.
Quanto alla storia horror finale, si sente l'omaggio a Lovecraft, ma ancora una volta l'eccessiva sinteticità colpisce. Voto: 2 / 5 |
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