|
|  |
De Roberto Federico - I viceré | "Tecnicamente, è un romanzo "ben fatto", senza ingorghi e dispersioni. Una tecnica così sicura; un tempo, un ritmo tanto vigilato e costante... a lettura finita, e anche nel ricordo più lontano, i personaggi stanno tutti sullo stesso piano, nella stessa cruda luce, equamente indimenticabili così come equamente necessari ed importanti..." (Leonardo Sciascia)
Media Voto: 5 / 5Serafino seraflower@gmail.com (22-05-2009) "Non dite che era un libro che avreste sempre voluto leggere", recita Marcello Fois nella IV di copertina della mia edizione (Bur Rizzoli). Bene, non ho pudore nel dire che per me I vicerè è stato un approdo felice dopo tanto girovagare a vuoto tra narrativa che - al confronto - appare spazzatura. Qui, ragazzi, ci troviamo di fronte a letteratura vera e di alto profilo. La storia narrata al limite può riassumersi in 4 righe, ma è la qualità della prosa che avvince, seduce, avvinghia molto più di quanto meriti un giallo. L'affresco di un'epoca, lo snodarsi di una saga familiare alla fine giungono al quid: l'affermarsi di un cosiddetto homo politicus, nella figura di Consalvo, che non è che una riedizione dei vecchi Vicerè e preannuncio degli attuali politici, un misto di opportunismo e di ambizione, che non fa che dare ragione all'Ecclesiaste: nulla di nuovo sotto il sole... Un consiglio ritengo di dare: leggetelo, come ho fatto io, sul filo dell'ironia (a mio parere presente nel 90% delle pagine), leggetelo e lasciatevi andare, alla (magra) consolazione che da che uomo è uomo... siamo sempre gli stessi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (26-02-2008) Sono a metà lettura, è un romanzo che data la mole difficilmente avrei comprato, infatti mi è stato regalato. Questo classico mi fa uno strano effetto: quando lo leggo non mi lascia quella voglia di divorare le pagine come mi è successo per altri capolavori, il suo richiamo lo esercita a distanza di qualche ora. Dopo un pò che non ce l'hai tra le mani, sale la voglia di immergersi nuovamente tra i problemi degli Uzeda. Concordo con chi mi ha preceduto sull'assoluta grandezza del personaggio di Don Blasco, molto più che un'icona. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sasso (16-09-2006) Nella sostanza sono d'accordo con Elisa, perché "I vicerè" è davvero un capolavoro, ingiustamente sottovalutato, dimenticato e poco letto (nonostante i vani inviti degli insegnanti liceali). "I Malavoglia" non è sicuramente inferiore ai "Vicerè ("altro che Malavoglia" 'sta cippa, cara Elisa). Direi piuttosto che si tratta di due capolavori della letteratura italiana, conditi entrambi da un substrato di pessimismo e amara ironia che comunque colpisce più volte nel segno. Indimenticabile in eterno il personaggio di Don Blasco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisa rante (01-09-2006) Solo una parola: un capolavoro imperdibile. Un romanzo incredibilmente avvincente, una saga familiare ricca di personaggi indimenticabili e drammi e vicende da cui fai fatica a staccarti (altro che i Malavoglia). E ci si chiede: perché così ignorato nella nostra letteratura? Probabilmente per la lettura che offre dell'unità d'Italia e per l'immagine che da della Chiesa. La morale: l'animo umano è sempre lo stesso, per lo più meschino e attaccato al proprio tornaconto. I furbi vincono sempre! Il "popolo" non sa riconoscere l'onestà in politica e si fa ammaliare dai vincenti e dalla loro immagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di De Roberto Federico |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|