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Severino Emanuele - Cosa arcana e stupenda. L'Occidente e Leopardi | Un libro che ricostruisce il pensiero filosofico del Leopardi, un pensiero che ha un'importanza basilare per la definizione di quell'"essenza del nichilismo" attorno alla quale ruota la riflessione di Severino. Leopardi ha affrontato le questioni ultime (la verità, l'essere, il nulla) per giungere a un linguaggio in cui la poesia diviene la forma della filosofia. Per questo Severino studia e interpreta l'intero corpus leopardiano, illuminandone l'intima coerenza umana e intellettuale e la tragica grandezza. Perché "l'autentica filosofia dell'Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi".
Eugenio Ferrero eugenua@fastwebnet.it (27-01-2007) Finalmente si ripubblica questo volume, edito la prima volta nel 1997 e ormai introvabile. Esso prosegue il discorso del "Nulla e la poesia" del 1990. Severino collega Leopardi alla grande filosofia greca e a Eschilo, come già attesta il titolo, un verso emblematico del Coro dei Morti di Federico Ruysch: "cosa arcana e stupenda". Le contraddizioni dell'essere e del nulla e la loro identificazione, che si annida nella profondità del pensiero occidentale trovano un'evidenza concettuale inedita, che nasce dalla lettura puntuale dei testi leopardiani, affrontati con una capacità di scavo assoluta. Il commento al "Coro dei morti" è forse il capolavoro del filosofo, che qui è anche eccellente letterato. L'opera dimostra che poesia e filosofia sono tutt'uno in Leopardi, vera sintesi definitiva della filosofia occidentale, che nasce da una frequentazione continua con i classici greci. Numerosi temi si intrecciano a quello di base, dal cristianesimo all'idea di ragione, dalle riflessioni politiche a quelle sociali. Severino offre così una lettura nuova, completa ed esaustiva dell'opera del massimo poeta dell'Ottocento italiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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