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Küng Hans - L' inizio di tutte le cose. Creazione o evoluzione? Scienza e religione... |
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Titolo | L' inizio di tutte le cose. Creazione o evoluzione? Scienza e religione a confronto |
| Autore | Küng Hans | | Prezzo |
€ 18,00 Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2006, 263 p., rilegato | | Traduttore | Rossi V. |
| Editore | Rizzoli
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| Da quando, un secolo e mezzo fa, Charles Darwin elaborò la teoria della selezione naturale, la polemica tra evoluzionisti e creazionisti non accenna a placarsi. Negli ultimi anni la discussione si è fatta progressivamente più accesa, non di rado assumendo asprezze da guerra santa e importanti valenze politiche. Negli Stati Uniti - e più di recente anche nel nostro Paese - la diatriba ha investito il terreno dei programmi educativi, dando luogo a una disputa giuridica sull'opportunità o meno di insegnare nelle scuole la dottrina del "disegno intelligente" del cosmo, fondata sulla Bibbia. Dopo aver narrato la storia millenaria delle tre grandi religioni monoteistiche, Hans Küng affronta nel suo nuovo libro il tema sempre attuale del rapporto tra scienza e fede. La sua sintesi ripercorre secoli di storia del pensiero scientifico - da Copernico a Galilei, da Albert Einstein a Stephen Hawking per approdare infine a una conclusione innovativa e stimolante. Scienza e fede devono ripensare il loro rapporto reciproco: è necessario affrancarsi da uno schema teorico "concorrenziale", ma guardarsi al contempo dall'ipotesi "integrazionista", per orientarsi invece verso un modello di complementarietà dei due ambiti. Il "si a Dio" rende allora possibile una fede illuminata e una razionalità radicale, che si differenzia profondamente da quel razionalismo ideologico i cui limiti sono ormai evidenti agli occhi della stessa comunità scientifica.
Media Voto: 3.66 / 5Mauro Lanari (un grazie a Fabio) haldullea@libero.it (06-06-2009) La scienza e la Genesi biblica concordano in un cospicuo numero di punti, nessuno dei quali però corrisponde a quelli indicati da Küng che è ancora troppo impegnato nel perseguire i propri interessi d’apologeta teista. La cosmologia conferma come il male ci preesista: lungo la "grande catena dell’essere", la negatività umana (Adamo ed Eva) viene ereditata dal regno animale (il serpente maledetto) e ancor prima dal regno vegetale (l’albero malefico della conoscenza) e dal regno minerale (la terra informe e deserta). Pertanto la conclusione comune è che "malum mundi homo factum est". O con altre parole: "Cosa c’è di mondo nel mondo?". Inoltre alcuni mistici, per esempio i renano-fiamminghi, hanno lasciato documentata la loro consapevolezza del fatto che il secondo giorno della "creazione" non termina con l’altrimenti consueta frase benedicente: "E Dio vide che era cosa buona". Ulteriore aspetto evitato d’essere preso in considerazione: se il motto di Haeckel "l’ontogenesi ricapitola la filogenesi" ha ricevuto poderose smentite, invece appaiono del tutto elusi a priori l’analisi, lo studio e l’esame dell’ipotesi che "l’ontogenesi ricapitoli la cosmogenesi". 1) Il venire alla luce del neonato="Fiat lux"="Big Flash"; 2) il venire al mondo del nascituro intrauterino (gettatezza, deiezione, "Geworfenheit")="Fiat"=Big Bang; 3) il prima del concepimento=pre-"Fiat", il quale potrebbe anche non coincidere col nulla o il ni-ente, poiché è teorizzabile che ogni Big Bang sia un "white hole", la controparte speculare d’un "black hole". Quest’idea, appartenente al modello degli "universi fecondi" elaborato da Lee Smolin, a detta di Leonard Susskind non sta affatto ricevendo l’attenzione che meriterebbe. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
lobi (29-09-2008) Ma siamo proprio sicuri che una visione del mondo scientifica sia in contrasto con una visione spirituale e di fede?
Un grande teologo, si cimenta con un argomento impegnativo e attualissimo. Ne esce fuori un ottimo libro in cui Hans Küng affronta dal punto di vista teologico e non solo, senza omissioni, reticenze e in maniera mai banale, tutte le sfide più impegnative che la scienza moderna pone alla fede. A mio giudizio una lettura imprescindibile per chi voglia approfondire il dibattito del confrondo tra la fede e la scienza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio .mau. codogno (17-09-2008) Per chi si lamentasse perché un teologo ha deciso di scrivere un libro che parla di scienza: fisici come Fritjof Capra hanno scritto libri "teologici", no? Comunque questo libro merita la lettura. Innanzitutto Küng ha una prosa molto chiara e nemmeno troppo arzigogolata, anche se la sua formazione si vede chiaramente quando scrive alcune parole con un trattino per farne risaltare l'etimologia e nel suddividere minuziosamente il libro in una gerarchia di sezioni e sottosezioni. Ma soprattutto, lavorando a Tubinga, ha avuto la possibilità di chiedere lumi ai suoi colleghi: e questa sinergia ha fatto sì che le parti in cui spiega il modello standard della fisica e la crisi dei fondamenti della matematica siano delle eccellenti introduzioni per chi non ha una formazione specialistica.
A parte le solite frecciate al Vaticano e al suo oscurantismo, citando ad esempio un documento di Pio XII che ancora nel 1941 ammoniva che il darwinismo non aveva nessuna prova a proprio favore, Küng non ha nessun problema ad accettare le teorie fisiche, né si mette a dire che la Bibbia "raffigura poeticamente il Big Bang"; anzi è contro questo modo di vedere le cose, perché ribadisce che il campo d'azione della filosofia e della teologia è separato e complementare a quello delle "scienze dure". Trovo assolutamente corretto il suo affermare che, proprio per la natura stessa del metodo scientifico, questo non può applicarsi alla metafisica e chiedersi ad esempio "che cosa c'è prima del Big Bang"; sulla sua proposta di un percorso collaborativo tra i due campi scientifico e filosofico resto perplesso, anche perché non sono riuscito a comprenderla esattamente. In definitiva, un libro che ci permette di vedere le cose in maniera un po' diversa dal solito, e ci costringe a mettere in azione il cervello. Un plauso poi a Valentina Rossi e alla sua ottima traduzione.
Una chicca finale: da buon teologo, Küng riformula il teorema di incompletezza di Gödel dicendo che nessun sistema finito di assiomi può essere completo... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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