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Rea Ermanno - La dismissione | Smontare l'impianto dell'Ilva prima che giungano gli acquirenti cinesi che si porteranno via «la fabbrica» a pezzi, è il pensiero che ossessiona Vincenzo Buonocore, operaio elevato a tecnico, chiamato a realizzare lo smantellamento dell'acciaieria. Per Bonocore è impossibile condurre a termine il compito con professionalità: mettendo mano a quelle macchine egli è costretto a rileggere episodi di vita, ritrova volti e nomi di chi ha condiviso con lui l'amore per l'acciaieria. Il suo resoconto dettagliatissimo rivela un'impresa che è prima di tutto interiore, e così l'io narrante, l'interlocutore che raccoglie la confessione di Bonocore, traccia la storia della vita di un uomo che non può disgiungere il proprio destino da quello della fabbrica in cui ha lavorato.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.14 / 5Carlo (28-09-2011) Più che tristezza le ingenerose critiche dei precedenti lettori mettono paura.
Sono la "cartina di tornasole" del livello cui è precipitata la società italiana.
Libro indimenticabile, che ti rimane dentro anche nove anni dopo averlo letto!
Splendido il rapporto del protagonista con "la macchina".
Pre-veggente la descrizione del ruolo della Cina nel nuovo mercato mondiale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flavio G. (21-09-2007) Noioso, pomposo, nello stile classico di Ermanno Rea. In questa Napoli e in qusta Bagnoli non ci si pul riconoscere. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
roberto (06-09-2007) Mettono un po' tristezza, i commenti precedenti, dovuti forse alla giovane età di chi immagino frequenti questo sito. Questo è un libro bellissimo e singolare, fusione perfetta di reportage e narrativa. Alta letteratura. Solo un grande narratore può tracciare una figura così forte e indimenticabile, ma allo stesso tempo di uomo comune, come quella del protagonista-io narrante. Solo un grande giornalista come Rea può inserire un ritratto privato in un contesto corale descritto in modo non solo documentato ma anche vivissimo. Certo, ci sono esposizioni minuziose di come funziona un'acciaieria, ma sono assolutamente funzionali al racconto e alla descrizione di un valore del protagonista, che penso purtroppo ben pochi giovani abbiano la possibilità di conoscere: l'amore per il proprio lavoro, l'orgoglio per la propria condizione. Un libro finissimo, da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piero s (06-06-2007) se questo libro viene proposto a scuola avremo certamente molti meno lettori nel futuro...
libro difficile e noioso perchè entra in descrizioni pseudo tecniche inutili.
bella è la descrizione dell'amore del personaggio principale nutre per la moglie.
se proprio avete tanto tempo leggetelo altrimenti passate ad altro Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Paolo (24-09-2006) Protagonista del libro dovrebbe essere la storia di una grande realtà operaia e civile che si perde. Il punto di vista del personaggio narrante, l'operaio/tecnico che sovrintende alla dismissione per l'appunto, prende però il sopravvento, facendo diventare il tema del libro la storia psicologica di una ambizione di perfezionismo un po' surreale e disumanizzata. Un buon libro comunque, come ha detto qualcuno prima di me, non un bel libro. La scrittura giornalistica lascia poco spazio a poesia e riflessione. Forse il momento più bello è quello in cui Daniele Sepe suona l'Internazionale in onore di una torre che crolla. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
carlalberto (12-09-2006) buon libro. non conoscevo Rea, del tutto. buon libro più che bel libro come si suole dire. buon libro di umanità, di storie dialogate intorno a problemi grandi e piccoli. ma che poi vengono attraversati. io ho letto il libro in poco tempo per prepararmi al film. ho sentito una intervista nella trasmissione di livio partiti "il posto delle parole". mi auguro che il film non mi deluda anche se è una interpretazione di questo libro. buon libro da leggere e anche da citare nelle scuole. il racconto di questa storia è il racconto di una italia vera. da cui dovremmo sempre imparare. il disastro che viene fuori da questo libro è un disastro che non è stato "capito" forse. ma è stato ed è grande. leggere questa storia, sarà banale dirlo, aiuta a capire. e non è poco. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (02-09-2006) Il libro ci parla di una "Napoli operaia" come non si era mai letto prima, ben vengano questi testi ;per demolire quei luoghi comuni che parlano di Napoli e della Campania solo per il degrado ed il disordine Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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