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Tamaro Susanna - Ascolta la mia voce | Cosa ne è stato della nipote di Olga, la nonna protagonista di "Va'dove ti porta il cuore?". È tornata dall'America in tempo per riappacificarsi con la nonna o ha trovato solo la lunga lettera diario a lei indirizzata? E se il destino le avesse riservato invece una terza ipotesi che esclude le precedenti? Se, vagando per le stanze di quella grande casa, la solitudine l'avesse spinta a salire in soffitta a cercare tracce delle due uniche persone che davvero avrebbe voluto conoscere: sua madre e suo padre? Chi erano? Qual è stata la loro storia? È davvero figlia di un principe turco, come le raccontava la nonna da bambina, o c'è qualcosa che chiede ancora di essere svelato? Alla ricerca di quel segreto, la ragazza scava tra bauli, carte e quaderni ingialliti ricomponendo, pagina dopo pagina, i vari tasselli di un mosaico generazionale. Scopre così, in un diario, le fragilità, i sogni e le inquietudini di sua madre Ilaria, studentessa di filosofia, affascinata da un professore di vent'anni più vecchio di lei. Scopre che un anziano prozio si è rifugiato in un paese lontano per sfuggire alle leggi razziali e da laggiù ha continuato a mandare sporadiche notizie. Forte di questi pochi indizi, la ragazza deciderà di andare alla ricerca del padre e di quel lontano zio, in un viaggio che la condurrà alle origini della propria inquietudine.
Recensioni 1 - 20 di 31 recensioni presenti. Media Voto: 3.09 / 5Antonio (19-11-2011) Avevo acquistato il seguito di "Va dove ti porta il cuore" alcuni anni fa, sull'onda della tenerezza che avevo porvato per il primo libro. Forse avrei dovuto leggerlo subito, "a rimorchio", probabilmente l'avrei apprezzato maggiormente. E invece, a distanza di anni, "Ascolta la mia voce" mi è sembrata una banale operazione commerciale, quasi che la scrittrice, che stimo molto, sia stata costretta a scrivere un sequel contro la sua volontà. I personaggi del romanzo sono tutti "ingessati" e parlano come un libro stampato, senza la minima traccia di spontaneità. La Tamaro sfiora numerosi temi, dal significato della vita, all'olocausto, alla clonazione, al consumismo, senza approfondirne nessuno. Non ho mai visto tanti punti interrogativi in un romanzo: purtroppo a così tante domande non corrisponde nessuna risposta. Leggerò sicuramente ancora qualcosa di questa scrittrice, sperando che nel frattempo la sua nevrosi esistenziale abbia raggiunto un certo equilibrio (ma forse a molti piace per questa sua insicurezza). Voto: 2 / 5 |  |  |  |
PAOLA (01-07-2011) Appena ho iniziato a leggere questo libro mi e' sembrato bello, con una trama interessante ma poi è diventato veramente noioso... tante domande senza risposte.... un pò pesante per i miei gusti. Non lo consiglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Eleonora (05-06-2007) E' stato un romanzo bellissimo.... Non è stato per niente pesante.... L'ho letto in appena due giorni...... Anche se devo dire che in "Và dove ti porta il cuore" ho pianto tantissimo..... Ma comunque Susanna Tamaro non delude mai.... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gnavitto (31-05-2007) Duecento pagine di noia!
è il seguito di "va dove ti porta il cuore"...e si vede...! come nell'altro libro, infatti, l'autrice sembra adoperarsi con tutte le sue forze per rendere pesanti, logorroiche e ripetitive, pagine e riflessioni che potrebbero essere dette in non più di dieci righe, ma, a differenza del primo romanzo, in quest'ultimo si nota una netta mancanza di contenuti e spunti originali e la narrazione procede lentissima, e senza nessun colpo di scena.
In molti passaggi la scrittrice si perde in contorti giri di parole e, nel non riuscito intento di rendere aulico anche quello che, di fatto, è banale, ottiene solo il risultato di stancare ed annoiare il lettore.
La storia e il messaggio che l'autrice voleva comunicare, poteva tranquillamente condensarsi in 30-40 pagine, e invece...! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Simo (08-05-2007) Libro scritto, come il precedente "Va dove ti porta il cuore", con semplicità....semplicità che rende la storia piacevole e allo stesso tempo coinvolgente.....il lessico scorrevole e la precisione descrittiva completano un giudizio che non può che essere positivo...La protagonista, orfana di madre e che non ha mai conosciuto il padre, cresce con la nonna...un rapporto non senza attriti...e quando anche questa figura di riferimento scompare, incentivata anche dal ritrovamento di alcuni scritti, ricerca il padre con cui recupererà parzialmente il rapporto prima inesistente.....Libro di sentimenti: tenero e appassionato Lo consiglio se piace il genere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
flavia (02-05-2007) carino, leggermete inferiore al primo, forse un pò troppo inconcludente per i miei gusti, ma profondo e abbastanza bello Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Snorkia snorkia81@yahoo.it (20-04-2007) Devo ammettere che il primo libro è decisamente meglio di questo... concordo con gli altri quando dicono che si dilunga molto. Infatti vengono utilizzati una marea di esempi ke potevano tranquillamente essere eliminati e magari potevano essere sostituiti da "più sostanza". In ogni caso verso la fine noto un leggero miglioramento ma troppo poco nel complesso. Cmq le risposte sulla vita e sull'esistenza nn verranno mai pubblicate perchè sono soggetive. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rodolfo (20-02-2007) Una degna continuazione per il mitico "Va dove ti porta il cuore", forse non allo stesso livello ma comunque bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rossana derosa rossanaderosa@hotmail.it (17-02-2007) troppe domande e poche risposte...tanti giri di parole ma buoni spunti per una riflessione profonda...mi sembra ke qst testo abbia cuore ma manchi di leggereza! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Etta (15-02-2007) All'inizio l'autrice si perde in riflessioni che talvolta risultano difficili da seguire. Per il resto lo trovo un libro davvero bello, degno seguito di "Va dove ti porta il cuore", dove la protagonista può finalmente fare chiarezza sul proprio passato e aprire una prospettiva più ampia sul futuro. La caratterizzazione della madre, Ilaria, e del padre, il professor Ancona, sono talmente ben riuscite da rendere il romanzo indimeticabile!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cmdr.Lisa (23-01-2007) Prodigiosamente malscritta la prima parte, poi va un po' meglio. Caso strano, ho trovato un personaggio con cui simpatizzare: quello della madre. Le domanda sono quelle che l'uomo si pone da sempre, magari non tutte la stessa persona nell'arco di pochi mesi, quindi non è male tenerle vive...ma davvero, nell'epoca delle armi di distruzione di massa, basta prendere in braccio il proprio bambino, coltivare il proprio giardino e al resto penserà il buon(!?!) Dio? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
LELLA (17-01-2007) BRUTTISSIMO. UNO TRA I ROMANZI PEGGIORI CHE HO LETTO. NON SEMBRA NEMMENO ESSERE STATO SCRITTO DALLA STESSA MANO DI "VA DOVE TI PORTA IL CUORE". FA PASSARE LA VOGLIA DI LEGGERE.... CONSIGLIO ALLA TAMARO DI CAMBIARE LAVORO. SUL SERIO. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
neve (14-01-2007) Troppo semplice la storia, banale direi, troppo antipatica la protagonista, irritanti le continue domande sul senso della vita, che restano - ovviamente - senza risposta. Se Va' dove ti porta il cuore mi era piaciuto, quando l'avevo letto parecchi anni fa, questo l'ho trovato deludente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Manuela di Trieste (12-01-2007) Susanna Tamaro si conferma autrice molto diseguale, a volte nell'ambito dello stesso libro: senza dubbio nella prima parte del romanzo usa un linguaggio a volte arzigogolato, e nella descrizione della malattia di nonna Olga cade, a tratti, nella comicità involontaria....però l'idea di partenza è buona, l'impianto narrativo regge, i personaggi sono credibili.Le riflessioni di carattere filosofico-esistenziale enunciate dalla protagonista sono le stesse che passano per la testa di qualsiasi persona che abbia un minimo di spessore intellettuale ed umano, per cui in definitiva ritengo che l'ultima fatica letteraria della Tamaro sia un libro che vale la pena di leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Annie91 eidicy@hotmail.it (09-01-2007) Assolutamente fantastico. La Tamaro è la mia idola!!! Non ho parole, un libro bellissimo. Più di cinque non c'è?!?!? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bea (17-12-2006) Che dire? Che offre occasioni non banali per riflettere su noi stessi e la nostra storia,in rappporto a chi ci ha preceduto o ci ha accompagnato nel corso della nostra vita.
Allo stesso tempo trovo che Susanna Tamaro faccia un uso eesagerato della componente metaforica, dilungandosi in continue quanto monotone e ripetitive similitudini che appesantiscono la scrittura e l'andamento della vicenda narrata.
Le 'poesie di Ilaria' mi hanno molto emozionato, secondo me la Tamaro dovrebbe coltivare di più il proprio senso poetico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
monia monia@butilazzerini.com (07-12-2006) Sarà perchè avevo nel cuore ancora il precedente "Và dove ti porta il cuore" ..letto in un periodo decisamente parallelo, emotivamente parlando , con le emozioni della protagonista e del suo vissuto ... ma questo "Ascolta la mia voce" l' ho trovato un pò noioso , tanto che ho avuto difficoltà ad arrivare alla fine . Mi è sembrato privo di una trama ; come se stessi leggendo il diario confuso di una "sfigata" piena di fisime mentali assurde ... Decisamente al di sotto delle mie aspettative Voto: 1 / 5 |  |  |  |
manu (04-12-2006) Avevo letto Va dove ti porta il cuore qualche anno fa, mi era piaciuto oltre che per la semplicità di scrittura e lettura anche per la storia, vera e commovente. Ascolta la mia voce, nonostante si legga altrettanto bene, si dilunga troppo sulle domande della protagonista tanto da farmi venire talvolta il nervoso (davvero troppe!). La storia alla fine è sì semplice, ma davvero a dismisura, al punto di chiedermi: "Tutto qui?". Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mariantonietta (04-12-2006) La Tamaro mi emoziona sempre di più , sei straordinaria, Grazie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonioTiobec tiobec@supereva.it (24-11-2006) ho letto sto libro subito dopo aver letto Và dove ti porta il cuore, e se devo essere sincero, mi è piaciuto leggermente più del primo, però, i personaggi di entrambi i libri secondo me, si interrogano troppo sulle cose della vita, come se l'unico pensiero fosse quello di cercare e trovare comunque un filo logico nella nostra esistenza. Vi chiedo: ma non è forse meglio farsi meno domande, certe masturbazioni celebrali, e vivere la vita così come ci viene? Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 31
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