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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Veltroni Walter - La scoperta dell'alba

La scoperta dell'alba TitoloLa scoperta dell'alba
AutoreVeltroni Walter
Prezzo
Occasione -26%
€ 6,29
(Prezzo di copertina € 8,50)
Dati2006, 150 p., rilegato
EditoreRizzoli   
 
Disponibile anche usato a € 4,25 su Libraccio.it

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Descrizione
Giovanni Astengo, poco più di quarant'anni, lavora all'Archivio di Stato, dove cataloga le vite quotidiane eppure straordinarie racchiuse nei diari di persone come tante. Ha una moglie in carriera e due figli amatissimi: Lorenzo, ventenne entusiasta e generoso, e la dolce Stella, una bambina down. E c'è una ferita non rimarginata nel suo passato: una domenica mattina, quando lui aveva tredici anni, suo padre è scomparso per sempre, senza un perché. In un'alba d'agosto, un'alba "semplice, banale, senza guizzi né significati", Giovanni prova l'impulso di tornare nel casale di campagna della sua famiglia, il luogo della felicità perduta, abbandonato da decenni. Dentro c'è un telefono di bachelite. Quel vecchio oggetto dimenticato diventa lo strumento grazie al quale Giovanni riesce ad aprire un varco nella barriera del tempo per fare luce sul mistero che ha segnato la sua esistenza. Il primo romanzo di Walter Veltroni racconta la forza e lo strazio dei sentimenti; è un'imprevedibile indagine, un viaggio nella trama dei nostri giorni, intrecciata con le notizie che filtrano dai giornali e dalla televisione, e una dolorosa immersione nella storia insanguinata degli anni di piombo; è un'appassionata dichiarazione d'amore e di fede nel potere unico della letteratura e dell'invenzione fantastica: il potere di svelare il senso nascosto delle cose, e di regalarci un'impossibile consolazione.

La recensione di IBS
Vivere molte vite, migliaia di vite, storie piccole nella grande storia dell'umanità. E' il senso che dà al proprio lavoro di archivista Giovanni Astengo, l'uomo che leggendo e catalogando i diari delle persone che lo circondano all'Archivio di Stato cerca conforto e risposte alla propria esistenza. Un uomo che vive con una moglie assente, un figlio ventenne solitario e un'altra figlia, Stella, che è una bambina down. Lorenzo, il figlio, è appassionato di basket e di Italo Calvino ed è protettivo con la sorella tanto che un'estate la porta in vacanza con sé negli Stati Uniti. E' un'estate caldissima, la moglie sta lontano, in una beauty farm, e a Giovanni sorge un bisogno irresistibile di tornare nella casa delle sue estati di quand'era bambino, quando sua madre era in vita e suo padre non era ancora scappato e scomparso chissà dove.
Così il protagonista torna in quella casa di campagna, rivede l'albero dove lo zio Giorgio gli misurava l'altezza segnandola sul legno, ritrova le stanze, i libri e gli odori in quegli spazi decadenti, malridotti ma maestosi nel loro silenzio. E lì c'è un vecchio telefono di bachelite nera con il quale Giovanni compone per gioco il numero della sua casa di trent'anni prima. Da questo punto il romanzo di Veltroni prende il volo. Inizia per il protagonista la scoperta dell'alba, delle proprie origini, delle risposte più lontane e rimosse nel tempo della famiglia scomparsa. Un'alba speciale che giunge in un giorno speciale a ritroso nel tempo, negli anni '70, quel 13 marzo del '77 quando suo padre era andato via. Riemergono così le storie della famiglia Astengo e, attraverso quelle, uno spaccato dell'Italia degli anni di piombo, del terrorismo, delle battaglie di piazza tra la polizia e gli autonomi, dei brigatisti.
Un romanzo lieve ma toccante, nel quale Walter Vetroni, dopo quelle di politico, giornalista e sindaco di Roma, svela le sue doti di narratore contemporaneo dalla scrittura leggera ma non banale, con uno stile che ricorda un po' Baricco e un po' Veronesi e una prosa che scorre veloce e amabile come una canzone di Luigi Tenco.

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 52 recensioni presenti.  Media Voto: 3.32 / 5 | Invia recensione

camiciaceleste (18-10-2012)
Libro malinconico, poetico, riflessivo, con un'attenzione ai particolari e ai sentimenti umani. Chapeau!
Voto: 5 / 5
piero (20-11-2009)
Veltroni è bravo e il libro è bello. Mi a deluso un pò il finale, mi ha dato l' impresione che volesse concluderlo velocemente.
Voto: 4 / 5
Tinama (17-09-2009)
Piacevole, delicato, toccante, drammatico, a tratti poetico. Mai banale. Tanti gli spunti per riflettere su se stessi e sul nostro tempo. “E’ la paura che domina la nostra vita. Paura degli attentati, paura delle malattie, paura della natura. Paure ovunque. Anche piccole. Paura che avendo messo tutta la vita nella memoria di un computer un virus…ce la consumi lasciandoci vuoti, nudi, senza tracce. E una sensazione di oppressione e di controllo. Qualcuno può sapere che spese abbiamo fatto, le malattie che abbiamo, può leggere le nostre e-mail, può sapere dove siamo grazie al cellulare. Siamo tutti registrati alla locanda della paura.” Un romanzo breve ma intenso, una favola moderna che affonda le sue radici nella realtà. La ricerca della verità, anche quando apparirà nella sua cruda drammaticità, è un invito a ‘vivere’ la vita per coglierne il senso. ”Ora so. Ora il mosaico può ricomporsi. coglierne il senso. ”Ora so. Ora il mosaico può ricomporsi. Ora tutto quello che mi volava dentro, frammentato e puntuto, raggiunge il fondo, come un diluvio di petali di fiori neri. Non mi importa ciò che so che mi fa orrore e miseria. Mi importa di sapere, mi importa di aver visto la luce.” Il periodare è scandito da reiterazioni lessicali e da una frequente punteggiatura forte, a volte, fuori dagli schemi tradizionali che, rallentando il ritmo della lettura, invitano alla riflessione.
Voto: 4 / 5
Pippo (12-05-2008)
Non avevo mai letto nulla di Veltroni anche perchè ha sempre fatto libri politici e questo è il suo primo romanzo. Ottima l'idea del libro e avvincente anche perchè non è troppo lungo e quindi regge bene. Se volete leggere un libro ben scritto e interessante questo fa al caso vostro.
Voto: 3 / 5
leo (22-02-2008)
Quando ho iniziato a leggere questo libro ero un pò diffidente, poi mi ha piacevolmente sorpreso lo strumento con cui il protagonista ripercorre quella drammatica parte della sua vita che era rimasta con tanti interrogativi senza risposta. Nel complesso il libro mi è piaciuto tuttavia gli argomenti di cui ha parlato sono stati trattati con superficialità e la fine ritengo sia stata troppo frettolosa.
Voto: 2 / 5
Flavia (01-11-2007)
Dolce e struggente, ben scritto e lucido. E' proprio lui, Walter...
Voto: 5 / 5
Silvia silvie.malaussene@gmail.com (22-10-2007)
La prosa è scorrevole, poetica e semplice al tempo stesso. L'inizio è ottimo, lo sviluppo un po' frettoloso, la chiusura netta, troppo. Il personaggio di Giovanni Astengo meritava un'analisi più profonda, soprattutto dopo la scoperta della verità sull'abbandono paterno.
Voto: 3 / 5
Giacomo Di Girolaom giacomodigirolamo@logoscom.it (21-10-2007)
Walter Veltroni, “La scoperta dell’alba”, Rizzoli, 2006 Con Veltroni viene voglia di essere cattivi, sempre. Perché lui è buono, è perfetto, piace alle mamme, ed è un tipo vincente. Non solo: fa il Sindaco di Roma, il leader del Pd e trova anche il tempo di scrivere un romanzo! Che però, è un brutto romanzo. Ingegnoso nella trama, nella costruzione, nella sapiente regia, e pubblicizzato, come tutte le cose di Veltroni, in maniera efficacissima ma senza dare nell’occhio. Qualcuno ha sollevato più di un dubbio: no, non è un romanzo scritto dal Sindaco, ha utilizzato qualche ghost-writer. E invece no, vi dico io, l’ha scritto lui. Sono cresciuto a pane e Veltroni. Ho letto tutti i suoi saggi, l’ho sentito parlare decine di volte, era il mio mito politico nella mia militanza giovanile di sinistra. E questo romanzo è farina del suo sacco. Perché, come al solito, c’è tutto il suo background pop - culturale: citazioni, dischi, ricordi Ad un certo punto sembra di leggere un saggio breve su Calvino. E ci sono tutte le espressioni retoriche del Veltroni leader, che però in un romanzo suonano fuori posto, flaccide. Forse il correttore di bozzo era troppo intimorito dallo spessore dell’autore… ma ci sono ripetizioni ed errori a go go, tempi sbagliati. La sensazione che un quarto di libro sia totalmente inutile. E poi, ancora una volta, questa odiosa borghesia romana “alta” che è distante dal paese normale anni luce: i figli belli e intelligenti, che ogni anno partono in vacanza per gli states, i genitori in giro per il mondo, questa Roma fatta di ville e verde, questa città fatta di persone dalle citazioni colte e dalle battute argute. Peccato. La storia c’è. E’ bella, anche. Purtroppo c’è anche tanto Veltroni.
Voto: 1 / 5
Fabiola (20-07-2007)
Il libro è molto bello, emozionante, pieno di stimoli, di spunti culturali, ma soprattutto è pieno di umanità. Ci sono tutti i temi fondamentali per la vita di un uomo: il lavoro, la famiglia e il proprio io. E' un percorso alla ricerca dei tasselli mancanti della propria vita. Il finale è inaspettato anche se verso l'ultimo capitolo perde un po' di spessore. Questo libro non fa altro che accrescere la stima che ho per Veltroni come uomo.
Voto: 5 / 5
Silvio C (03-07-2007)
Leggo giudizi pessimi su questo libro straordinario. Forse soltanto perchè è stato scritto da un uomo politicamente schierato. E' una vergogna che vengano dati giudizi cosi stupidi e insulsi soltanto per ideologie politiche. Provateci voi a scrivere qualcosa, vediamo se sarete migliori di lui...
Voto: 5 / 5
saverio ciccimarra s.ciccimarra@katamail.com (29-06-2007)
Il libro non è da buttare, ma è il solito Veltroni! Scrive come parla: sempre con l'intenzione di commuovere,così va alla ricerca disperata di parole, argomenti e temi che stimolino la lacrima del lettore.
Voto: 2 / 5
Angela M. (01-05-2007)
Dato che ho una forte simpatia per l'uomo Veltroni, probabilmente le aspettative erano molto alte, per cui sono più severa nel giudizio. La trama poteva essere interessante, ma è sviluppata male. Nel complesso la scrittura è dilettantesca.
Voto: 2 / 5
Davide D. (15-03-2007)
Buoni sentimenti, esperienze di vita....che noia però!
Voto: 2 / 5
chimaira (01-03-2007)
Credo sia il sogno di tutti poter tornare indietro nel tempo e rivivere con nuova consapevolezza eventi che ci hanno toccato. Concordo con tutti quelli che hanno detto che in questo romanzo ci sono elementi già letti e riletti però l'ho trovato ugualmente toccante e coinvolgente. E' stata una lettura semplice ma non banale e, direi, anche uno spunto di riflessione su temi e sentimenti quotidiani e comuni.
Voto: 3 / 5
sdazio s.dazio@virgilio.it (12-02-2007)
Un libro ingenuo, sciatto, scritto da mano inesperta. Le poche buone idee vengono raccordate con superficialità, i personaggi lasciati appassire dove capita.
Voto: 1 / 5
Chiara (22-01-2007)
Non mi tornano alcune cose: lui ha 13 anni quando il padre scompare. Dopo trent'anni ha un figlio di 20 anni e una figlia di 10. La moglie ha partorito a 40 anni. Il protagonista avrebbe allora 43 anni e la moglie 50. E' così?
Voto: 3 / 5
simone simoneaiello@virgilio.it (16-01-2007)
In questo racconto Veltroni mi ha trasmesso diverse emozioni. La prima, l’amore infinito e puro di un padre nei confronti dei figli. La seconda, la romantica rappresentazione di quel fenomeno eccezionale che è l’inizio di ogni giorno della nostra vita, l’alba. La terza, la ricerca della verità analizzando il proprio passato, riuscendo a sconfiggere i traumi causati da chi si ritiene debba infondere tante certezze e che invece si scopre essere un vile mandante di un omicidio terroristico, il padre
Voto: 5 / 5
antonio martini antonio.martini4@tin.it (26-12-2006)
L'ordito è prezioso, la spola è condotta con mano sapiente. Quando sembra tirare il fiato, mostra risorse inaspettate ed una vitalità imprevista. L'analisi della temporalità della filosofia contemporanea sembra lo sfondo e il sostrato del dialogo dell'io narrante con il se stesso adolescente. Un pò Proust, ma la ricerca del tempo passato indulge oltre il necessario sulla ciarliera esigenza introspettiva dell'io narrante. Un buon racconto, da leggere.
Voto: 4 / 5
Gi (04-12-2006)
Ho il forte dubbio che se questo libro non fosse stato scritto da un Veltroni politico, non avrebbe certamente creato clamore alcuno; sarebbe passato semplicemente inosservato, sempre ché avesse trovato un editore. Un qualche sprazzo di prosa da "...domani è un altro giorno..." tipo quando rapresenta il tempo che scorre tra i capelli. Per il resto..., la trama poteva anche starci, ma da li riuscire a costrurci una storia che prende, beh, ce ne corre; forse voleva lasciare intendere ciò che non ha detto, ad esempio sugli anni di piombo, ma chi non li ha vissuti o non li ha vissuti a Milano... non può avere abbastanza immaginanzione per capirne i drammi e degli attori, delle comparse e di chi stava, per forza o per amore, lontano dalle scene.
Voto: 2 / 5
kimba (28-11-2006)
direi un libro un po' noioso, la trama non è originalissima ma ha degli spunti interessanti, il finale è un po' troppo frettoloso!
Voto: 2 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 52

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