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Fasanella Giovanni; Grippo Antonella - I silenzi degli innocenti | Quasi 600 morti e 5000 feriti. E in più il calvario dei loro familiari. È il costo umano di una guerra dichiarata non solo contro lo Stato. Questo libro dà voce a chi non l'ha mai avuta. Anzi, a coloro cui è stata, in mille modi, negata. Solo i carnefici sono stati chiamati a testimoniare su quei terribili anni. L'Italia, allora, rischia di essere l'unico paese al mondo dove paradossalmente la storia la si lascia scrivere dagli sconfitti, dagli ex terroristi. Avvicinando le vittime (scampati o sopravvissuti a stragi e ad attentati) e i loro familiari, mostrando loro interesse e facendoli parlare, si ascoltano racconti di delusioni, di solitudine e di disinteresse da parte delle istituzioni.
| La recensione de L'Indice |
 Qui la voce delle vittime del terrorismo è declinata al plurale: accanto alle testimonianze della figlia di Moro e della moglie di D'Antona, gli autori hanno infatti affiancato quelle di coloro che hanno perso uno o più congiunti nelle stragi "nere". In polemica rispetto alla tendenza verso la contrapposizione tra le vittime "della sinistra" e "della destra", l'intento è duplice. Innanzitutto restituire dignità ai familiari delle vittime. In secondo luogo, infrangere il velo di ambiguità che ancora ricopre gli ultimi trent'anni. In tal senso, l'accertamento della verità diviene un obiettivo primario rispetto alla piena soddisfazione della giustizia, al punto tale che tutte le testimonianze convergono su due nodi decisivi: da un lato, la richiesta di liberare gli incartamenti dal segreto di stato; dall'altro, la proposta di scambiare la verità con l'impunità per mezzo di una "Commissione per la verità e la riconciliazione". Dalla girandola di ricostruzioni, che, pur concedendo spazio al gioco delle fatalità e delle premonizioni, riesce a non scivolare nel noir, emergono in particolare le considerazioni del giudice Sossi, convinto sia della responsabilità della stampa di sinistra nel suggerire gli obiettivi ai brigatisti sia della preferenza di alcuni in merito a un esito tragico del suo rapimento, così come quelle di Benedetta Tobagi, certa che i politici riformisti, più che i presunti "nemici del popolo", fossero gli autentici obiettivi dei terroristi. In conclusione, affiora la sensazione che, basandosi quasi esclusivamente sui racconti dei pentiti, le indagini giudiziarie abbiano individuato sì i responsabili diretti, non sempre e non tutti, ma tralasciato i livelli più alti, forse confusi nel grande magma delle complicità interne e internazionali. Si è trattato di inefficienza o di volontari tentativi di insabbiamento? Federico Trocini |
8 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Chiara (26-09-2008) Bellissimo, confermo in pieno tutti gli altri commenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia shiondgl@interfree.it (24-02-2008) Ha ragione chi fra i lettori ha detto che questo libro dovrebbe essere adottato come testo nelle scuole medie e superiori. E' verissimo, sono d'accordo. Pagine di storia italiana che spesso viene omessa e non raccontata, non svelata, aumentando così il dolore di tante persone che hanno perduto congiunti ed amici, e aumentando la disinformazione che regna nel nostro Paese. Compimenti ai due Autori! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro mauro@virtualgate.it (18-10-2007) Dovrebbe essere adottato come libro di testo nelle scuole medie superiori, per permettere una visione della nostra storia recente purtroppo soffocata dall'enfasi dell'immediatezza della cronoca combinata con l'oblio mediatico che puntualmente segue. Ho rivissuto tante storie, commuovendomi ed indignandomi, ma sempre riflettendo su come la storia viene scritta con la penna che fa più comodo.
Grazie agli autori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola nickpez@tiscali.it (14-06-2007) Finalmente l'ho finito. E' stato molto faticoso leggerlo. Voi penserete: che senso ha votare un libro 5/5 e poi dare un commento negativo? Infatti il mio commento non è negativo! E' stato dura leggere questo libro perchè in ogni testimonianza, mi saliva un groppo in gola difficile da far scendere. Frequentando l'università, immedesimarsi nei ragazzi che hanno vissuto quel periodo sulla propria pelle è inevitabile. E mi chiedo: come è potuto accadere tutto ciò? Lo so è una domanda che non avrà mai risposta. Cmq, anche se doloroso, è un libro che va letto, perchè dobbiamo tutti conoscere il nostro passato e non dobbiamo mai dimenticarlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (02-02-2007) Un pugno allo stomaco di chi lo legge.
Una serie di spunti sui quali riflettere rispetto al tema della giustizia e delle "stragi di Stato".
Vale la pena di leggerlo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARCO (24-01-2007) con questo libro si porta a conoscenza il dramma
vissuto da tanti ,lasciati soli nel dolore in questo paese ingiusto dove ad alcuni è stato permesso tutto mentre ad altri è stato negato perfino il
rispetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (19-12-2006) Un libro per riflettere sul senso di quei terribili anni che hanno segnato la vita di molti. Un libro che commuove ma fa anche arrabbiare, per il senso di impotenza che trasuda. Perchè a distanza di tanti anni non si alza finalmente il sipario sul cosiddetto "segreto di stato" e si cerca di dare verità e giustizia a povere vittime innocenti? Chi proteggeva gli "utili idioti" dei terroristi rossi o neri? Queste persone ricoprono ancora ruoli importanti nella società? Perchè i terroristi non fanno i loro nomi e dicono fino in fondo tutta la verità? Sono allora forse potranno essere perdonati da coloro cui hanno stravolto la vita.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
federica federaimondi@libero.it (03-12-2006) Semplicemente SPLENDIDO! Finalmente si dà voce a chi ha pagato più di tutti. Il libro trasuda dolore, un dolore composto e profondo. Bellissime le riflessioni sul senso della memoria e del perdono (quello vero!).
Per me è un libro da far leggere anche nelle scuole superiori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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