|
|  |
Vecchio Concetto - Ali di piombo | Ouesto libro è la cronaca appassionata di un caso italiano: il 1977. Un nuovo Sessantotto, culminato nelle morti tragiche di tre militanti: Francesco Lorusso, Giorgiana Masi, Walter Rossi. Ma è anche l'anno che segna la drammatica ascesa delle Brigate rosse, che a Torino uccidono il presidente dell'Ordine degli avvocati Fulvio Croce e il vicedirettore della "Stampa" Carlo Casalegno. Concetto Vecchio, trent'anni dopo, è tornato a Bologna, Roma, Torino, rivisitando i luoghi di allora, e ha ripercorso gli ultimi mesi di vita di Casalegno e dei suoi assassini. Attraverso quasi quaranta testimonianze, tra cui quelle di Gad Lerner, Ezio Mauro, Diego Novelli, Giancarlo Caselli, Giampaolo Pansa, Gianfranco Bettin, Diego Benecchi, Bifo Berardi, Silvio Viale, Renato Nicolini, racconta l'attacco dei giovani del movimento al Pci, la nascita di Radio Alice, il trionfo della controcultura. Spiccano figure indimenticabili come quella di Carlo Rivolta, giovane promessa di "Repubblica" stroncato dalla droga, e di Antonio Cocozzello, un piccolo democristiano che si ritrova incredibilmente nel mirino del terrorismo.
Media Voto: 4.75 / 5MARIACONCETTA (19-04-2009) un libro che merita solo commenti positivi..bello, scorrevole e vero.
complimenti a concetto vecchio da una lettrice di linguaglossa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna (11-05-2008) ho letto questo dopo un sacco di libri sull'argomento, e l'ho apprezzato per la chiarezza, la concisione, e la mancanza di infiocchettature retoriche ed ideologiche. lo consiglio a chi voglia farsi un'idea del fenomeno, a partire dai fatti Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sasso (12-05-2007) Quello di Concetto Vecchio (non sempre nomina sunt omina) è un libro utile e non convenzionale, in quanto pone al centro della materia trattata il rapporto, molto sui generis, tra Carlo Casalegno, piemontese vecchio stampo, conservatore e taciturno, e il figlio Andrea, aderente a Lotta Continua, assalito dai dubbi di fronte alle violenze dei compagni dell'Autonomia Operaia e alle minacce ricevute dal padre a causa delle idee espresse sul giornale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
robpaz (22-04-2007) Un libro scritto con stile asciutto e giornalistico, periodare breve ed essenziale. Un libro che attraverso le voci dei protagonisti di allora (ora anche personaggi influenti, affermati giornalisti o professionisti di fama), oltre che informare riesce anche ad emozionare per la “verità” degli avvenimenti raccontati.
I vari capitoli, tutti collegati da un evidente filo rosso, parlano di quell’anno “maledetto” e di tutto quello che ruotava intorno (giornalisti e magistrati nel mirino, la voglia di esprimersi in tutta libertà, la “giustizia proletaria”, etc.).
Anche attraverso le voci dei protagonisti involontari di allora, rivivono le lotte di piazza dei disoccupati e degli studenti, gli scioperi degli operai, l’esperienza unica ed iconoclasta di Radio Alice (prima radio libera d’Italia). Ma anche l’esperienza tragica dell’eroina e la deriva autodistruttiva del terrorismo (che purtroppo si riaffaccia proprio in questi mesi).
Un libro per chi in quegli anni non c’era o era troppo giovane, per cercare di capire cosa abbia spinto un’intera generazione a contestare un sistema “marcio” fino ad arrivare, per una parte significativa di essa, alla scelta criminale (e non tanto isolata) della lotta armata.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Vecchio Concetto |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|