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Mazzucco Melania G. - Il bacio della Medusa | Dopo dieci anni di matrimonio felice, anche se imposto dalle circostanze, la malinconica e annoiata contessa Norma conosce una ragazzina selvatica ed errabonda, detta Medusa, e se ne innamora perdutamente. Si è nella Torino del primo Novecento, e scoppia uno scandalo che travolge le due donne: Medusa fugge a Parigi, Norma sarà rinchiusa in manicomio. Il primo romanzo dell'autrice di "Vita" e di "Un giorno perfetto".
Media Voto: 3.5 / 5Paolo Alvino (07-01-2008) Si trattasse dell'opera di un autore affermato la giudicherei manieristica e ampollosa. Invece abbiamo davanti un romanzo di esordio, scritto quando l'autrice era poco più che ventenne e che nella stesura originaria sfiorava le 1000 cartelle (come ricorda la stessa Mazzucco nella postfazione). Allora anche i difetti sanno di bucato e diventano virtù, e prefigurano il talento di una grande scrittrice italiana, forse (ma il forse è pleonastico) la più grande della sua generazione. Ci ricorda soprattutto che la ricerca e l'affermarsi di uno stile, e dell'equilibrio tra stile e narrazione, è ciò che qualifica un'opera letteraria come un classico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
claudio arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (05-01-2008) Il primo romanzo della Mazzucco riproposto nove anni dopo l’uscita. Storia ambientata ai primi del novecento, periodo che indubbiamente affascina Mazzucco. Intreccio di vite apparentemente troppo diverse per poter trovare punti comuni. Da un lato le ambizioni piccolo borghesi del conte Felice Argentero che saprà arrivare allo scranno parlamentare nella lontana Roma. La politica, lo sappiamo bene oggi, porta lontano dalla famiglia e la solitudine può diventare un peso troppo difficile da sostenere. Non è però, in questo caso, il conte a perdersi in qualche albergo di lusso in dolce compagnia tra droga e champagne. Sarà la moglie, la giovane e bellissima Norma, a trovare un amore carico di poesia. Con una ragazza a dir poco selvaggia, venduta in tenera età dai genitori al vagabondo Peru, trascinata in Francia, sedotta bambina e poi abbandonata. Finché, sola, disperata, affamata, non ha il coraggio di invocare pietà e lavoro proprio al conte Argentero. Così diventa cameriera al servizio di Norma e lì nascerà quell’amore, un amore impossibile. Vicenda toccante ed avvincente che pone la questione sociale dell’emancipazione femminile, che muove all’interno della filosofia dell’uomo in veste di marito e padrone, che diventa in quanto tale motivo di riflessione sull’evoluzione della società e sui ritardi che ancora oggi viviamo. Per questo, risulta impossibile l’abbandono della lettura. Nonostante, ancora una volta, Melania non sfugga dalla logica della logorrea verbale, delle parole e dei periodi che si avvolgono su sé stessi, si rincorrono, si espandono in un evidente stato d’estasi e d’innamoramento con la parola scritta. Qualche pagina, delle totali 494, diventa così mappazzone che rallenta l’andatura e talvolta par d’affondare nel manto bianco e nero delle parole scritte. Ma l'abbandono della lettura sarebbe impossibile, tanto riesce ad avvolgerti di poesia un amore così grande e d'amarezza una società che, in quanto "diverso", lo rifiuta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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