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Arslan Antonia - La masseria delle allodole | Uno dei romanzi italiani più fortunati degli ultimi anni esce ora in edizione speciale. Anni Venti: storia di una famiglia che vive in Armenia e che in attesa dell'arrivo di parenti trasferiti in Italia restaura una masseria per accoglierli. Ma la guerra e il genocidio sotto cui soccomberà il popolo armeno faranno sì che l'incontro con questi familiari italiani non avverrà mai. Sarà anzi uno dei più giovani, unico maschio sopravvissuto, a raggiungere l'Italia e a dare inizio a una speranza per la famiglia e il popolo che rappresenta.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.47 / 5Luigi (29-01-2012) Bellissimo anche se non sempre facile da seguire; una scrittura ricercatissima, "poetica" per narrare una vicenda orribile e un dramma misconosciuto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nadia (11-01-2012) Grazie Antonia.Un libro splendido Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gozer (20-07-2011) Un libro necessario. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Laura (13-09-2010) Struggente e intenso racconto che dà finalmente voce ad un massacro terribile e poco conosciuto: quello degli armeni. Colpisce lo stridente contrasto tra le due parti del libro. La prima, in cui fervono i preparativi per l'arrivo del primogenito Yerwant - assente da casa ormai da anni - a cui il fratello Sempad vuole organizzare un'accoglienza degna di un re, è densa di colori, di sapori, di regali, di decorazioni (l'allestimento della casa di famiglia: la Masseria delle Allodole), di attese e di speranze (le due sorelle la frivola Veron e la bella Azniv che sognano un futuro rosa), di scambi di telegrammi tra i due fratelli lontani che sognano di rincontrarsi. La seconda, tragica e di inenarrabile orrore, racconta la marcia forzata delle donne e dei bambini verso Aleppo. Un inferno in terra senza pietà dove il coraggio di Nazim, che vuole riscattarsi, di Ismene e di Isacco porterà a compimento il salvataggio di qualcuno dei sopravvissuti della famiglia Arslanian. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
doc76 (13-03-2010) A tratti crudo, è una testimonianza di eventi storici che forse non tutti conoscono. Lo stile può risultare un po' ostico, ma nel complesso si fa leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
diomede (26-09-2009) Il libro è bello e nonostante qualche difettuccio secondario costituisce comunque, a prescindere dai suoi maggiori o minori meriti letterari, una preziosa occasione per parlare e ricordarsi di una storia, quale quella del genocidio degli Armeni, da noi completamente misconosciuta e dimenticata.
Tanto misconosciuta e dimenticata che anche chi ha scritto il paragrafo "in sintesi" dice che la storia è ambientata negli anni venti, e non all'inizio della prima guerra mondiale.
Altra imprecisione riguarda la sorte dei componenti della famiglia, in quanto oltre al bambino, anche altre due bimbe riescono a sopravvivere e a raggiungere l'Italia.
. . . Ma chi è che li sintetizza, 'sti libri? Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maria Cristina osti@ostivisual.com (14-04-2009) Un libro da leggere anche per raccontarci un periodo della nostra storia purtroppo poco conosciuto.La vera storia di questa famiglia viene raccontata con un linguaggio scorrevole ma tuttavia avvincente.Ho approfondito le tematiche con altri libri sull'argomento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (11-04-2009) Commovente!Bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisa (17-02-2009) Bellissimo. Semplicemente. Stile originale, narrazione, lettura mai pesante. E poesia. Molta poesia dentro i personaggi e nelle descrizioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
m.silvia (23-01-2009) bello...ma atroce se si pensa che è una storia vera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maura (15-12-2008) un libro che avevo comprato tempo fa, ma non avevo mai letto, forse il titolo non mi ispirava, pensavo ad un romanzo che poco avesse a che fare con la vera storia del popolo armeno. l'ho finito ieri e devo dire che mi sbagliavo proprio, l'ho trovato molto bello, storicamente fedele e nello stesso tempo quasi poetico. ti accompagna come una nenia dolce e dolorosa, vera e purtroppo spesso dimenticata. lo cosiglio caldamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tina (14-12-2008) bello
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mary (05-05-2008) Bellissimo! é un libro che ti consente di conoscere realtà così drammatiche non a tutti note; eppure nella sua durezza l'autrice riesce a srotolare il racconto con una prosa magistrale e certamente piacevole. da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
claudio arzani (arzy) claudioarzani@jumpy.it (05-01-2008) Una vita come tante, vissuta serenamente tra lavoro e affetti familiari, compreso il fratello emigrato in Italia ma che, minacce di guerra permettendo, dovrebbe finalmente arrivare a conoscere i nipoti. Invece, improvvisamente, cala la notte su un popolo intero: il partito turco al potere inventa l’accusa di collusione col nemico, raggruppa truppe speciali che si preoccupano di “convocare” gli uomini per non meglio precisate comunicazioni. Sarà un massacro immane e totale che si consuma alle prime luci dell’alba. Restano le donne, i bambini, i vecchi. Non hanno il coraggio, i governanti, di ordinare l’eccidio, il massacro totale. Ufficialmente si avvia l’esodo: le superstiti di un popolo fiero vengono incolonnate, direzione il confine. Ben pochi sopravviveranno alla fame, agli stenti, alla stanchezza di un viaggio infinito verso il miraggio delle mura di Aleppo. Nessuno può portare loro aiuto: il governo ha decretato la pena di morte per chiunque osasse, mosso da pietà, avvicinare la colonna della disperazione offrendo un tozzo di pane.
Maggio 1915. Antonia Arslan ci racconta la storia della sua famiglia, del suo popolo e di come, miracolosamente, mentre i bambini cercano invano di sopravvivere rovistando nello sterco dei cavalli, pochissimi riusciranno a sfuggire alla condanna decretata. Oltre un milione. I morti del primo genocidio del secolo scorso sul quale sembra calato un velo di silenzio incomprensibile.
Confesso. Non ne avevo notizia alcuna e, leggendo il romanzo resoconto di Antonia, sono rimasto incredulo di fronte alla sistematicità dell’eliminazione fisica da parte di un governo che, ancora oggi, nega quelle cronache di disumanità inconcepibile.
Per questo la lettura del libro diventa anche motivo di solidarietà, di condanna nei confronti dei mandanti politici e degli esecutori del massacro, dell’Europa e della Società delle Nazioni che, all’epoca, evitò di intervenire e che ancora oggi preferisce, come fa lo struzzo, negare una seria ed approfondita analisi storica degli eventi.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (27-12-2007) Curiosamente le persone che non hanno apprezzato il libro, incolpano la scrittrice di averlo scritto in maniera piatta, fredda e noiosa. Io non la penso così, anzi, mi è molto piaciuto questo suo modo di scrivere: ha mantenuto un distacco ammirevole nello spiegare il genocidio armeno e la terribile deportazione della famiglia d'origine della Arslan.
L'argomento in se è devastante, ci vuole appunto una buona dose di bravura nel presentarlo ai nostri occhi senza cadere nello scontato e senza cercare di suscitare quella pietà sicuramente dovuta.
Uno stile diretto e veloce che ci porta per mano verso l'orrore, senza perdere mai la speranza nel domani. E' orribile questo senso di impotenza davanti a questa pazzia di un popolo che per potere essere forte ha bisogno di uccidere le proprie minoranze, è l'ennesimo caso della follia dell'uomo che oltrepassa un limite e perde la ragione.
Un libro davvero straziante, che mi ha messo davanti a fatti che conoscevo poco e come tutti i libri di questo genere, insegna la vita.
Sono curiosa di vedere il film dei fratelli Taviani
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cinni (04-11-2007) Un libro avvincente, dalla prima all'ultima pagina.
Da leggere e rileggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pasquale (29-04-2007) Un appassionante racconto purtroppo vero che ci svela quello che fu l'olocausto dimenticato per molto tempo e non ancora riconosciuto dai turchi del popolo armeno.
Consigliato. Voto 4+ Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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