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Dov'è finita Colomba? Perché la sua bicicletta giace abbandonata ai margini della foresta? Tante ipotesi si affollano nella mente di sua nonna Zaira, dalla fuga al rapimento, alla morte. L'unico indizio è la bicicletta abbandonata dalla ragazza, un anno prima, ai margini della foresta. Ogni mattina Zaira passa al setaccio i boschi delle montagne abruzzesi e intanto cerca una soluzione nell'ordito dei ricordi. Così, in quella nipote persa finisce per cercare tutte le persone scomparse nel passato, in un percorso a ostacoli che diviene la storia della sua famiglia. Con l'aiuto della "donna dai capelli corti", una scrittrice che vive tra le montagne d'Abruzzo, Zaira riannoda i tanti fili della memoria. Le voci delle due donne si alternano, si sovrappongono, narrano una fiaba che intreccia storie personali e storia italiana. Un romanzo epico e corale, che segna il grande ritorno di Dacia Maraini ai suoi temi prediletti: la trama sottile dei sentimenti, l'attenzione per il mondo femminile e i suoi conflitti, il dolore causato dalla storia, l'amore per la natura.
Saffo (27-04-2008) Il testo narrativo è molto intrecciato fra passato e presente, e probabilmente è per questo che è di difficile lettura, specie nella seconda parte, in cui sono presenti le parti narrative legate alla ricerca di Colomba, che sembrano, a volte, piuttosto ripetitive. La prima parte invece, cattura moltissimo, anche perchè la storia della famiglia di Zaira riprende un pò quelli che sono i canoni descrittivi di alcuni dei romanzi più famosi della letteratura mondiale, come per esempio i Buddenbrook. Il racconto s'intreccia nevralgicamente con lo stato d'animo dell'autrice, disegnando un filo che lega il romanzo all'autrice quasi come legasse una bimba alla propria madre. Inutile anche sottolineare l'attenzione che Dacia Maraini riversa nei confronti dell'universo femminile, che in questo caso riveste il ruolo di vittima consapevole dei bisogni primari maschili, quello sessuale (Pietr' i pelus', Pitrucc' i pelus', Cignalitt', Roberto Valdez, Valdo Mitta, Sal e i suoi amici) e quello di non rimanere soli (Pitrucc' i pelus' e Cignalitt'). Questo romanzo da sicuramente un giudizio molto negativo dell'universo maschile, giudizio che viene stemperato e limato dalla forgiatura delle personalità di Pitrucc' i pelus' e Cignalitt', anche se il giudizio su quest'ultimo viene lasciato in sospeso, forse volutamente... quasi l'autrice lo prendesse ad esempio di tutta la sfera maschile: un lato negativo e prepotente, un lato positivo e dolce. In definitiva, posso affermare che è sicuramente un romanzo da leggere con la dovuta attenzione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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