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Agosti Silvano - Lettere dalla Kirghisia due anni dopo | Rispondendo alle lettere di Fabio Agosti, Fabio Volo scrive: "Caro Silvano, ho pochissimo tempo per scriverti, devo andare di corsa a fare un lavoro importante. Da quando però ho condiviso un po' di Kirghisia con te, mi chiedo molte cose. Primo: perché sono sempre di fretta? Secondo, i miei appuntamenti sono veramente importanti? È sucesso qualcosa di strano con le tue lettere. Ho capito che, senza accorgermene, mi sono abituato a non vivere. I miei impegni sono così lontani dalla vita e dalle cose che realmente vorrei fare, e spesso faccio fatica a trovare stimoli per andare avanti. Vivo nella speranza che arrivi presto il fine settimana per avere un po' di tempo libero per me ma poi quando ce l'ho, spesso mi capita di non sapere come spenderlo. Non sono più abituato a stare con me stesso e ad ascoltarmi. Come sono potuto arrivare a questo? Come ho potuto permetterlo? I pensieri che ho fatto in questo periodo grazie a te mi stanno dando la forza per concepire una nuova vita. Sto progettando una serie di cambiamenti e questi pensieri diverranno azioni. Sto già meglio..."
Media Voto: 2.66 / 5Stefano (06-09-2011) A distanza di quarant'anni dalla rivoluzione culturale hippy arriva uno scrittore illuminato a spiegarci come si potrebbe vivere in un'ipotetica grande "comune"...apprezzabile nell'intento, risulta noioso alla lettura, di una banalità sconfortante. Alberi inutilmente sacrificati alla stampa di questo libello. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco (27-06-2009) Questo libro sicuramente regala emozioni pagina dopo pagina raccondando questo mondo ideale del Kirghisia. Ma credo che nella sua estrema semplicità (sicuramente ricercata) tralasci diversi particolari senza contare che nelle ultime lettere i contenuti scadono lasciandomi la sensazione di una carenza di idee nel voler completare questo percorso. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Brunella (19-03-2009) Parto col dirvi che questo libro e' da guardare andando un po' oltre con la fantasia...ho letto lettere dalla kirghisia qualche anno fa',ma credetemi,ha lasciato in me dei concetti precisi.ogni qual volta mi ritrovo a pensare o a sentire altri che si affannano per gli orari di lavoro che sono sempre troppi,a quelli da dedicare a se stessi che sono sempre troppo pochi,a quanto poco tempo dedichiamo ai nostri reali piaceri,a quante volte rimandiamo dei momenti di apparente piacevole banalita'per delle cose di apparenti utilita'...bhe' mi ha fatto riflettere e in un qualche modo mi ha anche aiutato a PRETENDERE i miei spazi..lo consiglio a tutti quelli che non si sono ancora arresi alla follia dei nostri tempi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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