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Mancassola Marco - La vita erotica dei superuomini |
In una New York luminosa e inquieta, un giornalista di origine italiana scrive reportage su quella che appare la fine di un'epoca. Gli ex-supereroi più in vista del pianeta, coloro che un tempo incarnavano una gloriosa mitologia, sono il bersaglio di una serie di clamorosi omicidi complottati, sembra, da un gruppo di fanatici. Ma cosa significano gli ambigui e quasi sentimentali biglietti d'addio ricevuti da alcuni di loro? Sotto la cronaca si nascondono trame più struggenti e carnali. Com'è possibile che Reed Richards, il supereroe dal corpo di gomma, colui che ha combattuto mille epiche battaglie e che oggi conduce una dignitosa vita da scienziato e consulente di agenzie governative, sprofondi ormai maturo in un'ossessione senza ritorno per una giovane astronauta con trentacinque anni di meno? E com'è possibile che un altro mitico ex-supereroe, il celebre Batman, sia morto in circostanze scabrose nel pieno di un delirio feticistico? E cosa dire di Mystique, la donna dalla pelle bluastra, la mutante protagonista negli anni Settanta di controverse vicende politiche, oggi divenuta una famosa comica televisiva, anche lei sull'orlo di un pericoloso precipizio fatto di ossessione e bisogno amoroso? "La vita erotica dei superuomini" è una saga iperrealista, un romanzo del corpo, un thriller esistenziale, un affresco metaforico composto di ferocia e pietà, ironia e commozione.
| La recensione de L'Indice |
 Nella babele di valori del nostro tempo, con l'ultimo personaggio da reality accolto dall'immancabile standing ovation, non stupisce ritrovare i supereroi di un tempo, Superman e Mister Fantastic, Batman e Mystique, riposto il costume nell'armadio, nelle loro ordinarie esistenze, acciaccati dall'età, fragili e soli. Così nel nuovo romanzo di Marco Mancassola, tra i narratori italiani di questi anni uno dei più credibili e tra i pochi dai quali è lecito attendersi un tratto di distinzione. Ambizioso anche nella mole, il romanzo non delude le attese. Avevano creduto possibile cambiare il mondo, ora, al mesto tramonto della loro esistenza, i supereroi vivono l'ultimo fatale innamoramento, cui si abbandonano con la speranza stanca di chi è rassegnato alla sconfitta. Solo l'amore li può salvare, ma l'amore, quello stesso amore, finirà per ucciderli. L'abbraccio tanto agognato, una volta raggiunto sarà senza ritorno: un abbraccio mortale. Se si presta attenzione al titolo, La vita erotica dei superuomini, può accadere di avvertire uno scarto nei due termini, tra ciò che sono e ciò che avrebbero potuto essere: erotica, rispettivamente, e supereroi. Ma in quello scarto c'è già buona parte della storia raccontata da Mancassola. Erotica perché è scelta la dimensione privata, la più intima degli eroi, quella amorosa, dei sentimenti e del sesso; quella che mostra, e siamo al secondo dei due termini, il lato umano, nella sua caducità e solitudine. Come scrive Cesare Pavese, nel suo diario a proposito del suicidio: "Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla". E così è per i supereroi, e più di tutti per Mister Fantastic, stimato professore, esperto di missioni spaziali, che perde la testa per una giovane astronauta. Superuomini e non supereroi, perché la condizione umana è quella che più interessa a Mancassola. Anche nei supereroi; che si rivelano, oltretutto, un formidabile espediente narrativo: essi assicurano un tratto di originalità e insieme un orizzonte condiviso per il lettore – c'è da scommettere, in molti casi, con nostalgia e favore. E rappresentano pur sempre l'ultima epica dei tempi moderni o forse l'unica possibile, almeno fino a ieri. A dare un tono epico sembra concorrere, forse non per caso, anche l'incipit del romanzo: "Un tempo quello era il centro del mondo", una New York che sotto il suo cielo accoglie una moltitudine di solitudini, solo all'apparenza anestetizzate. I supereroi, in definitiva, possiamo leggerli come "personaggi dello schermo" per Mancassola: attraverso loro egli racconta le storie che da sempre ama raccontare, e lo fa spogliandoli dello straordinario della loro esistenza, per restituirceli, con sguardo nuovo e penetrante, nella loro nuda ordinarietà. L'attempato Reed Richards (chiamato con nome e cognome nel romanzo, come del resto Batman, entrambi sottratti all'intangibilità dei loro nomi di battaglia – lui è Mister Fantastic, un tempo capo dei Fantastici Quattro, l'uomo allungabile) è la figura tragica e più dolente, la più umana nelle sue compromissioni con la vita: ha un figlio di cui piangerà la morte. Il racconto del suo struggimento è la parte più intensa e riuscita del libro. Un'altra sezione è dedicata al vecchio Batman, rimasto solo, Robin nel frattempo è stato ucciso, che si gingilla nel suo lussuoso appartamento in incontri sessuali di rara perversione. Mystique, la donna mutante, come tanti supereroi avvizziti ha scelto la televisione: conduce uno show di successo trasformandosi nei più svariati personaggi, da Putin a Mel Gibson. L'epilogo è affidato al vecchio Superman. Una trama oscura vuole la morte dei supereroi, cui giungono dei misteriosi biglietti anonimi di addio. A seguire gli omicidi in serie è un giornalista di origine italiana, la cui storia, insieme a quella della sua strana famiglia, è incastonata al centro del romanzo. Suo fratello, poliziotto, indaga sul disegno criminale che vede morire, uno dopo l'altro, i supereroi di un tempo. La sua presenza nei diversi episodi, in filigrana, conferisce unità all'insieme: particolare che si apprezza nel corso della lettura, anche per le sorprese che è destinata a riservare. È un romanzo sull'amore e le sue compromissioni: "Non si poteva essere innamorati e mantenere intatta la dignità. Per amare, Reed realizzò, bisognava un poco umiliarsi". L'amore come umiliazione. Per Batman sarà quella fisica, del suo corpo farà il simulacro di un estenuato narcisismo. E il corpo, la solitudine dei corpi, altra costante della narrativa di Mancassola, è uno dei temi forti del romanzo. Del corpo, come una febbre, è la nostalgia della persona amata: "Sembrava impossibile aver toccato quel corpo. Sembrava impossibile averlo avuto tra le braccia". I supereroi vivono con disagio il rapporto con il proprio corpo, un tempo invincibile, mostrano di non saperlo gestire. Mister Fantastic si chiede: "Cosa fare di questo corpo per renderlo felice?". Marcello D'Alessandra |
Media Voto: 4.75 / 5loris parma (16-03-2009) Di Mancassola sento a volte parlare come di una sorta di genio minore, nascosto, che prima o poi scriverà il libro del secolo. Ma se il nostro fosse un tale genio, qualcuno oltre ai suoi fedeli lettori (che non sono ancora una marea, mi pare) avrebbe ormai dovuto accorgersene, o sbaglio? Detto questo, è indubbio che la scrittura è di notevole qualità. E in questo libro ci sono cose interessanti: fin troppi personaggi e troppi temi, forse. Il libro è nettamente più coinvolgente di qualunque altro romanzo scritto oggi dagli scrittori italiani under 40. Mancassola è uno che non si risparmia. Aspettiamo il libro del secolo. Voto: 4 / 5 |
Satanik satanik_67@yahoo.com (16-01-2009) L'ho letto in meno di una giornata, non avevo letto mai niente di così bello Voto: 5 / 5 |
maurizio (21-12-2008) Incredibile libro. Un ulteriore salto di qualità per questo autore, che scrive ormai con una forza e un tono che sembrano quasi quelli di un grande autore americano. Come sempre in Mancassola la storia è solo un pretesto per parlare di una condizione umana vera e toccante. Peraltro, in questo libro anche la trama si rivela ben congegnata. Il mio personaggio preferito è stato quello della Signora dell’Occhio, ma anche gli altri personaggi restano impressi, con il loro carattere comico oppure drammatico. Voto: 5 / 5 |
Giulia lettrice (09-12-2008) All’inizio temevo che i ‘superuomini’ fossero ‘supermaschi’. Invece qui si parla di puri e semplici esseri umani! Un libro davvero bello, autentico e appassionante. Il titolo a mio avviso può essere fuorviante, la parte erotica è presente ma non centrale. Voto: 5 / 5 |
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