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Stella G. Antonio; Rizzo Sergio - La casta. Così i politici italiani sono...

La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili TitoloLa casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili
AutoreStella G. Antonio; Rizzo Sergio
Prezzo
Sconto 15%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Dati2007, 284 p., rilegato
EditoreRizzoli  (collana Saggi italiani)
 
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Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788817017145 La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti. 15,30 new EUR in_stock
La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Per un libro di analisi e denuncia, diverso da un pamphlet a tesi, come farebbe supporre il titolo, è essenziale la fiducia. Fiducia del lettore che gli autori si guadagnano, via via che procede la lettura, in due modi: con l'accuratezza dei dati e con la mancanza di pregiudizi politici o geografici. Per quanto riguarda il primo aspetto sono molti i colpiti dalle loro accuse di sprechi ingiustificati a essere motivati a contestare le cifre fornite. Non lo hanno fatto. Né gli autori ricorrono al sotterfugio, frequente in inchieste giornalistiche ormai ricorrenti su costi e prebende della politica, di confondere introiti lordi con quelli netti. Può darsi che qualche errore vi sia nell'abbondanza dei dati offerti, ma chi legge con qualche esperienza o competenza sull'argomento è pronto a scommettere che trattasi di errori singoli e, soprattutto, casuali; non la risultante di una tesi precostituita, da dimostrare a ogni costo. La tavola imbandita degli usi e degli abusi della casta è di dimensioni tali da non risparmiare nessuno: politici del Polo e dell'Ulivo, ove occorra della sinistra alternativa. Qui nessuno sfugge, anche se il pasto risulta così abbondante e pittoresco, a Stella e Rizzo (ma quale sia stata la divisione del lavoro tra gli autori essi non rivelano) non manca certo il gusto dell'aneddoto, che rischia di fare l'effetto di un tavolo di antipasti scandinavo (smoergaasbord): sovrabbondante, splendidamente allestito, composto di prodotti freschi e genuini, talvolta indigesti per gli stomaci deboli, ma che può lasciare disorientati i commensali. Quelli più esperti riempiono i loro piatti di alcuni alimenti particolarmente prelibati perché inediti. Quanto dimostrano gli autori sui costi del Quirinale, anche grazie alla decisione senza precedenti del presidente in carica di consentire (scommetterei: sollecitare) ai propri uffici di fornire alcuni dati, costituisce una vera e propria conquista civile, tale da dimostrare che la presidenza della Repubblica italiana costa circa quattro volte più della Corona britannica, malgrado i presidenti, da Scalfaro in poi, si siano autoridotti i loro stipendi personali (cfr. tabella a p. 252). Si tratta della violazione sacrosanta di quello che, fino a qualche mese fa, veniva trattato dalle stesse presidenze delle Camere come un vero e proprio segreto, con l'argomento specioso che trattavasi di dati interna corporis (il latinorum non manca mai nell'armamentario degli azzeccagarbugli nostrani) di un diverso ordine costituzionale. Meno scandalosi in linea di principio, più gravi dal punto di vista della buona amministrazione, sono i dati che riguardano (ma gli esempi sono pressoché infiniti) i costi dei nuovi palazzi presi in locazione dalla Camera dei deputati (Palazzo Marini e annessi), per un totale di 652.703.728,32 euro, alla scadenza dei contratti per meno di un ventennio, ovvero quanto basterebbe per acquistare una bella fetta del centro storico di Roma. Chi scrive è, invece, in disaccordo con gli autori quando essi menano scandalo per l'esigenza che in parte motiva il fatto: quello di dotare ciascun membro del Parlamento di una modesta ma funzionale stanza di lavoro. Sfugge loro lo scandalo nello scandalo: che è quello di una gestione generosa quando si tratta di distribuire privilegi e prebende agli eletti, ma avara quando si tratta di dotarli di strumenti indispensabili nel loro lavoro (ad esempio, i lauti rimborsi forfettari per collaboratori, pagati in nero o inesistenti, in mancanza di un adeguato supporto indispensabile degli uffici-studio per ricerche, indispensabili a un lavoro legislativo e di vigilanza degno di questo nome, soprattutto per chi voglia lavorare con un minimo di indipendenza dai gruppi parlamentari di appartenenza). O che dire dei l79.452 euro al giorno da imputare a voli di stato, a cui aggiungere quelli dei nuovi impianti di linea e aeroportuali a cui sono particolarmente dediti i parlamentari della Valle d'Aosta e del Trentino Alto Adige? Esempi della citata mancanza di pregiudizi geografici degli autori, i quali si guadagnano ulteriori frammenti di fiducia del lettore, sottolineando le meritorie battaglie di Renato Soru per ridurre gli sprechi della sua Regione o ricordando lo scandalo sollevato dalla signora Mastella per le inutili spese della (probabilmente) superflua rappresentanza newyorchese della Regione Campania. È invece carente la chiave di lettura della messe di dati offerti e mancano del tutto i possibili rimedi. I commensali vengono abbandonati a loro stessi e rischiano l'indigestione, senza nemmeno l'indicazione di un alka-seltzer che potrebbe evitare almeno in parte una prevedibile rassegnazione di fronte ai beni (o al male) denunciati con tanta dovizia di episodi e di particolari. Con giusta severità sono indicati i meccanismi consociavi che sottendono ai costi stratosferici della politica e che consentono di individuare i responsabili come appartenenti. Ma qual è la natura e l'estensione di questa casta? Certamente i responsabili di partito, bersaglio ovvio e scontato. Ma che dire dei grands commis, in alcune pagine giustamente denunciati come complici e beneficiari del sistema in atto? Per non parlare della giungla retributiva in cui pascolano dirigenti e impiegati delle aziende pubbliche e di alcuni, ma solo alcuni, ministeri. Non dovrebbero preoccupare anche coloro che, nominalmente o meno, occupano posizioni di responsabilità non sufficientemente retribuite come esposti a possibili malversazioni? E che dire degli intrecci perversi tra pubblico e privato, tra politica e finanza, per non parlare delle retribuzioni e liquidazioni assurdamente percepite da manager del tutto privati incapaci di offrire ad azionisti e consumatori una produttività proporzionata alle loro retribuzioni? In altre parole, senza negare la specificità della casta politica, particolarmente riprovevole perché mantenuta dai contribuenti, non si pone il problema di una più ampia fragilità, talora corruttela della classe dirigente che costituisce la peculiarità di questo paese nei confronti di buona parte dell'Occidente? Affrontare, o quantomeno individuare questa problematica, significa sfuggire al troppo facile gioco della denuncia di una corporazione (quella della politica) da parte di altre corporazioni o centri di potere che intendono farsi spazio a sue spese. Forse varrebbe la pena interrogarsi se l'accelerazione della spesa pubblica non sia in qualche modo legata alla precedente crisi di sistema causata da Tangentopoli che, se ha avuto il merito storico di colpire la patologia, non avrà anche nutrito una fisiologia distorta, fondata su una ricerca di privilegi e spese assurde per via legale?   Gian Giacomo Migone

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 114 recensioni presenti.  Media Voto: 4.55 / 5 | Invia recensione

Gianni (20-01-2014)
Questo libro verrà letto dagli italiani e verrà preso a modello dagli storici anche tra 60 anni, per capire in che epoca di corruzione, incompetenza e stupidità vivevamo Noi del passato.
Voto: 5 / 5
Il Nazicomunista (11-09-2009)
Libro che davvero merita!! Un voto massimo non poteva mancare per questo lavoro, che non ha paura di dire come stanno le cose, ed aprire gli occhi a chi vuol sapere! Grazie Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella!
Voto: 5 / 5
*Sir Psycho Sexy* (26-02-2009)
giusto, se soffrite di gastrite non leggetelo o fatelo in piccoli dosi...è veramente avvilente leggere come vengono buttati nel gabinetto i soldi sudati da noi comuni mortali...la cosa peggiore è che nonostante libri come questo nulla è cambiato e gli sperperi continuano se non aumentano...poveri noi...
Voto: 4 / 5
michele68 (27-10-2008)
L'ho letto nella primavera di quest'anno (2008): abbiamo nel frattempo votato e abbiamo un "nuovo" governo. Ottimo libro d'inchiesta, ma non credo che sia una novità perchè già altri giornalisti, come la Gabanelli & Co., hanno avuto modo di denunciare almeno parte di quello che riporta il libro. È vero che siamo giunti in questa situazione dopo 60 anni di Repubblica, che all' inizio non era così e servirebbe un po' di tempo (e volontà in misura incalcolabile !) per ripristinare certi margini, sarò miope, ma non colgo alcun cenno significativo di cambiamento. Spero di sbagliare. Se soffrite di gastrite o simili, leggetelo poco x volta.
Voto: 5 / 5
Silvia shiondgl@interfree.it (17-09-2008)
Libro curato e ben spiegato, senza dubbio, mi e' piaciuto molto e non sono mai stanca di leggere libri del genere, anche se purtroppo tanta gente si fida soltanto di cio' che ascolta e che vede in tv. Ovviamente anch'io mi sono indignata, anche se bisognerebbe fare anche dei distinguo, come in tutte le situazioni della vita. Da leggere.
Voto: 4 / 5
Alessandro Maiucchi a.maiucchi@libero.it (15-07-2008)
La situazione è grave ma non seria, disse qualcuno. La Casta è un viaggio tragicomico nel bel mezzo della follia italiana, tra sprechi assurdi e altrettanto assurde abitudini... non posso togliere al lettore la gioia di scoprire tutto: sappiate che ogni 2-3 pagine dovevo interrompere, sopraffatto da rabbia e vergogna...
Voto: 5 / 5
marco m.molteni@hotmail.it (27-05-2008)
Ad ogni elezione, potica od amministrativa che sia, sovente ripetiamo il ritornello "voto quel partito sperando cambi qualcosa", salvo poi tornare alle urne solo due o tre anni più tardi, contestando l'operato dell'amministrazione uscente, ma comunque inneggiando il medesimo vano auspicio. Orbene, penso che la contestazione di fondo che muove egli autori, nel dettagliato resoconto numerico degli sprechi della politica italiana, parta proprio da questa premessa, ovvero dal fatto che in Italia il sinallagma contratuale rappresentato nel voto elettorale possa essere realizzato in maniera quanto più efficace posibile, quanto più le maglie delle politica siano ben distese lungo tutta la penisola. Nonostante le delusioni subite dall'amministrazione di turno eccoci a votare in misura percentuale tale come non accade in nessun altro stato estero: paesi che invece, guarda caso, hanno rappresentanze elettorali assai più smilze e funzionanti delle nostre (mi viene in mente, solo per citare un esempio, la Germania dove non esistono le amministrazioni provinciali, che da noi occupano, se non ricordo male, circa 4.000 dipendenti). Ritengo quindi, al di là, come detto, del dato economico in sè, che una delle tante critiche, forse la più importante, per la quale val la pena di leggere il libro, sia proprio quella rivolta agli elettori affinché partecipino in maniera più costrttiva alla vita politica togliendo di mezzo ogni inutile aspettativa legata al concetto del voto di scambio.
Voto: 5 / 5
Giovanni (24-05-2008)
Mi viene voglia di non andare mai più a votare. Quanti soldi buttati. Il libro è ben scritto, mette a nudo tutti gli sprechi e i lussi a cui i nostri politici, sia di destra che di sinistra si sono abituati e non ne possono più fare a meno. Eliminando i costi inutili della politica risolleverebbero un paese in ginocchio. Ritornando al libro, non ho dato il massimo di voti, perchè i tanti numeri elencati, spesso rendono la lettura pesante. Consigliatissimo!!!!!
Voto: 4 / 5
Simone simone.carletti@libero.it (20-05-2008)
Questo libro è agghiacciante. Non per come è scritto, ci mancherebbe (si tratta di un reportage documentatissimo e dettagliato sui vizi e i privilegi dei politici italiani), ma per quello che racconta. Si dirà che tutti sapevano e si è sempre fatto finta di nulla. Rizzo e Stella hanno però avuto il coraggio di mettere tutto nero su bianco, senza lesinare in cifre, nomi, date, con il rischio di rendere la lettura leggermente faticosa. Ma il quadro che ne esce sull'Italia dei nostri anni è quanto mai sconvolgente, da brividi, nauseante. Assolutamentenecessario però. E non ci potranno essere querele o accuse di nessuno (vedi ciò che subisce ogni volta Travaglio quando esce con un nuovo libro) che riusciranno a tappare la bocca a questa manciata di giornalisti coraggiosi, a caccia della verità, anche quella più scomoda. Da leggere e meditare.
Voto: 4 / 5
CORRADO (06-05-2008)
Ecco il libro verità! Coraggiosi gli autori che con una cinica perfezione mettono nero su bianco ciò che noi tutti perlomeno immaginavamo. La politica in Italia è talmente corrotta e priva di rimorso che nemmeno davanti all'evidenza di questo libro ha fatto un passo indietro.
Voto: 5 / 5
Giuseppe (05-05-2008)
Non ho ancora terminato la lettura del libro ma già posso scrivere un giudizio. E do il massimo dei voti pur essendo questa una lettura a dir poco nauseante (sembra un controsenso ma non lo è). Non riesco a digerirne più di un capitolo al giorno, neanche il peggiore degli horror o il più smielato dei romanzetti rosa può provocare un tale fastidio strisciante che parte dallo stomaco e invade tutto il corpo. Questo perché ciò che è scritto (e che ritengo attendibile) riguarda tutti noi, vittime immolande, cittadini in balia di ladri che si fanno chiamare governatori, deputati, onorevoli! Ma onorevoli di cosa? Purtroppo niente cambierà in futuro perché il popolo è come un gregge di pecore: andiamo dove ci dicono di andare, facciamo quello che ci dicono di fare. Sappiamo ma facciamo finta di non sapere e andiamo a votare sperando che la nuova classe dirigente sia migliore. Illusi! Forse solo il baratro economico sveglierà la nostra coscienza, ma di certo non quella dei loschi figuri che si sono arricchiti per generazioni a spese di chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese. Politici di destra, di sinistra e di centro: fate vomitare.
Voto: 5 / 5
ric richimcmurphy@libero.it (21-04-2008)
Agghiacciante. Reportage come non se ne vedevano da tempo. Stella_Rizzo, nonostante scrivano per il Corriere, dimostrano di saper fare il giornalista, cosa rara in Italia oggi. LA CASTA, GOMORRA, IL MOVIMENTO GRILLIANO, TRAVAGLIO-GOMEZ, ecc. . Tutto lasciava credere che l'antipolitica, come la chiamano dispregiativamente molti pseudo-giornalisti, potesse portare a livelli di protesta importanti. Invece no. Non è successo per ora. Peccato. Una parte degli italiani comunque è viva, e loro lo dimostrano.
Voto: 5 / 5
G (19-03-2008)
Ul libro che sconcerta perche' ottenuto con dati disponibili a tutti. Stella e Rizzo si limitano a ordinarli e pubblicarli, quindi non credo che siano alla ricerca di facili carriere. Anche autori stranieri hanno cercato di far luce sulle vergogne Italia: ad esempio - Italy and Its Discontents: Family, Civil Society, State 1980-2001 - The Dark Heart of Italy by Tobias Jones. A chi non piacciono Rizzo, Stella, Travaglio e Grillo chiedo: cosa fai tu per migliorare la situazione? Cosa fate voi tutti Italiani? Che potere abbiamo se non la denuncia e mettere sotto pressione queste canaglie? Siete pronti a rinunciare ai vostri piccoli privilegi come un lavoro sicuro o una caomoda tessera di partito per il bene della nazione? Noi Italiani siamo cosi': fiche' c'e' pizza c'e' speranza. Qui in UK un uuomo politico e' stato linciato per uno stipendio di 15.000 Euro all'anno che passava a suo figlio per un impiego inesistente. La popolazione si e' inorridita, i comenti sono stati pesantissimi e il politico in questione si e' dimesso. In Italia ci sono famiglie allargate di cugini, fratri cuggggini e balle varie tutti a sbafo a spese vostre, con i vostri soldi. a questo punto meglio uno stato basato sulle corporation come gli USA dove se lavoro ottengo che uno basato sui partiti dove + lavoro e + la prendo in quel posto. NON C'E' SPERANZA L'UNICA SOLUZIONE: madarli tutti a casa e vendere l'italia ad un paese civile per annessione come nuovo territorio.
Voto: 5 / 5
Filippo (18-03-2008)
Giusta denuncia del malcostume italiano ma degenera in una critica generalizzata al sistema tirando tutto e tutti nel calderone
Voto: 1 / 5
ant lomell@libero.it (14-03-2008)
Vado contro corrente nel giudizio, ma voglio essere sincero. Premesso che il libro racchiude verità incontrovertibili, a me Stella , come Travaglio, Beppe Grillo e tutti i profeti di questi ultimi anni...non piaccciono. Se questo libro non smuove coscienze o le desta appena appena è perchè il pubblico ha capito che è un operazione di marketing e servirà allo scrittore un domani a diventare un ...uomo di potere, vedrete! C'è una netta differenza con Saviano (qualcuno ha paragonato questi 2 libri), in quanto l'ultimo si è addentrato in un campo veramente minato e rischioso...e sta pagando le conseguenze(Saviano), queste cose lette qui le sapevamo gia
Voto: 1 / 5
Richebourg (11-03-2008)
Il libro è una buona raccolta di notizie sul malfunzionamento della nostra politica. Ciò che inquieta molto più del libro è la mancata reazione del popolo. Ogni popolo ha il governo che merita: in un paese civile dopo la pubblicazione di certe notizie e la loro "ripubblicazione" con questo libro-raccolta e tanti altri non si potrebbe continuare, invece da noi si va avanti sempre peggio.
Voto: 4 / 5
Michele Alessandro (05-03-2008)
Gran bel libro, da leggere assolutamente, anche se narra di fatti di cui già si era a conoscenza seguendo l'informazione quotidiana. Ma il merito di Rizzo e Stella è quello di aver assemblato questi fatti e ricavato un saggio che fotografa la politica italiana in maniera fedelissima e lucidissima. Una domanda, però, sorge spontanea: come fa a sopravvivere una politica così malata se non è circondata da una società (cosiddetta "civile") che non sia altrettanto malata? Se non ci fossero le connivenze tra politica e società, politica ed economia, politica e cultura, intorno ai nostri politicanti si sarebbe fatta terra bruciata. Se sopravvivono è perchè distribuiscono favori, prebende e privilegi a vaste aree della società, mantenendo, e consolidando, così, il consenso di cui hanno bisogno per esistere. Se i sindacati, i giornali, le associazioni imprenditoriali, i circoli culturali, ecc., fossero sani, se la società fosse sana, i politici italiani già sarebbero stati spazzati via.
Voto: 5 / 5
Pic (27-02-2008)
“La Casta” e “Gomorra” rappresentano, o meglio, presentano un Italia che non mi appartiene. Un Italia che mi rincresce. Un paese fatto di Comuni montani in pianura, di discariche abusive, di collusioni, di spietata camorra, di classi politiche corrotte ed incapaci, di un parlamento composto da soggetti che formalmente rappresentano il popolo ma che nella sostanza rappresentano solo se stessi. E’ uno spaccato di una civiltà marcia fino alle radici, imputridita da interessi personali, dalla bramosia di potere, da meccanismi giudiziari che non tutelano il rispetto della legge, di un Sud che si scanna, che inquina le sue terre di sozzerie e di sangue di gente ammazzata anche per il benessere del nord che con il denaro copre e mette a tacere tutto: dai prodotti taroccati ai rifiuti tossici, dagli appalti truccati alle assunzioni pilotate. Eppure nonostante questo, nonostante che la lettura di questi due libri mi abbia profondamente colpito, graffiato il mio essere come un gatto che cadendo si aggrappa con gli artigli alla tua pelle di cittadino, io continuo a sentirmi profondamente italiano. Una italianità fatta di regole che mio padre mi ha insegnato, di principi di uguaglianza, di correttezza, di rispetto della legge. E’ la forza di sentirsi in pace con se stessi e con gli altri. La forza dell’amore, del duro ma onesto lavoro. La forza delle piccole gioie della vita, del sereno dopo le tempeste che la vita inevitabilmente ci dà. La forza di una comunità civile, che vuole vivere e talvolta sopravvivere nella vera democrazia fatta di interessi e finalità comuni. Senza inganni o scorciatoie. Uno Stato forse utopico ma a dimensione umana e non diabolica. “La casta” e “Gomorra”. Due martellate nella sudicia scorza dell’Italia di oggi i cui effetti rimarranno a lungo. Due libri da non perdere: per capire, crescere. Un ringraziamento a Rizzo, Stella per il loro giornalismo asciutto, oggettivo, serio. E a Saviano vero eroe del nostro tempo oltre che ottimo scrittore. In quest’Italia c’è bisogno di più gente come voi!
Voto: 5 / 5
riccardo (21-02-2008)
sconsigliato ha chi ha problemi di ipertensione. visto la veridicita' dei fatti non puo' che aumentare. da leggere e riflettere.
Voto: 5 / 5
Silvio (20-02-2008)
Una rivelazione. Sicuramente un libro da leggere, regalare, prestare e discutere.
Voto: 5 / 5
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