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Klein Naomi - Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri |
 Zoom della copertina |
Titolo | Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri |
| Autore | Klein Naomi | | Prezzo |
€ 20,50 Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 621 p., brossura | | Traduttore | Katerinov I. |
| Editore | Rizzoli
(collana 24/7) |
Normalmente disponibile per la spedizione in 1 giorno lavorativo | | 
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Che cos'hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri-Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine ultraliberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati negli anni Cinquanta dal governo americano? Secondo Naomi Klein, l'idea che sia utile cancellare un intero tessuto sociale per costruire da zero un'utopia, quella dell'ultraliberismo. L'autrice denuncia un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri.
17 recensioni presenti. Media Voto: 3.94 / 5Luca (11-06-2009) Leggevo i commenti precedenti, e la cosa risibile è che sia Pierluigi che Valerio hanno dato a questo libro un basso punteggio, ma per motivi opposti: secondo Pierluigi la Klein non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo, e di trarre le conseguenze finali della sua analisi; secondo Valerio si tratterebbe invece delle "solite" teorie "complottiste".
Bene, quest'ultimo giudizio mi sembra eccessivamente tranchant, superficiale, molto prevenuto e per niente aderente ai contenuti, probabilmente scaturito dopo aver letto qualche recensione in giro per il web o la quarta di copertina. E solo perché la Klein sembra mettere in discussione parzialmente (molto parzialmente) la "storia" economica ufficiale, il suo scritto viene automaticamente inserito tra i libri "di fantasia" e "complottisti" (qualunque cosa si voglia intendere con questo abusato e generico neologismo, molto in voga tra gli strenui difensori dello status-quo).
Della critica minuziosa e motivata ai contenuti, invece, non vi è traccia.
Avendo letto il libro, seppure sommariamente, direi che il giudizio di Pierluigi è invece quello tra i due più condivisibile, per cui questo libro si inserisce nel filone del "sinistrismo" di maniera nordamericano, e si può tranquillamente accostare agli scritti "anti-imperialisti" di Chomsky e di tutta quella sinistra "conformista" americana che non riesce a superare certe barriere psicologiche e culturali, non avendo il fegato di arrivare fino alle estreme conclusioni delle sue analisi, fermandosi piuttosto ad un "anti-imperialismo" di facciata o comunque poco incisivo ed efficace.
Una sorta di "fake opposition", alla fine.
Un libro che apre degli squarci interessanti, rifiutandosi però di allargarli, dacché si limita a puntare il dito contro i soliti capri espiatori ed i falsi miti (il c.d. "neoliberismo").
In conclusione, tutto sommato "perdibile": di Chomsky ne basta uno, o no? Voto: 2 / 5 |
AG (09-02-2009) ILLUMINANTE. Libro da leggere per la quantità di dettagli presi in considerazione per dimostrare un'unica tesi: che il neoliberismo (cioè la dottrina economica di Friedman) sfrutti qualsiasi disastro, casuale o causato deliberatamente, sfruttando l'emergenza per lucrarci sopra in modo devastante. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto ultimamente, anche nel nostro piccolo mondo italiano (è tutto un'emergenza ormai, e tutto è giustificato).
Anche se solo la metà delle affermazioni della Klein fosse vera, sarebbe comunque un libro devastante. Io non posso sapere se molti fatti riportati corrispondano davvero alla realtà, ma comunque ce n'è da vendere, e la tesi mi pare più che plausibile. Per altro non ho trovato UNA smentita di qualsiasi affermazione riportata, e alla fine c'è un immenso elenco di riferimenti. Terrificante. Da leggere assolutamente.
Difetti: troppo lungo e logorroico, ripetitivo, ridondante, poco maneggevole: se voglio cercare una frase non la troverò mai più, perchè può trovarsi in qualsiasi parte del libro. Peccato.
Ma certe informazioni gridano vendetta, anche senza andare a scomodare complotti (peraltro poco credibili scientificamente) come l'11 settembre.
Voto: 5 / 5 |
Pierluigi (25-01-2009) La teoria della shock economy non è stata una novità per me.
Ci sono tanti altri "gruppi di pensiero" che ormai la ipotizzano da qualche decennio, anche se magari la chiamano con altro nome.
Anche se scritto bene e di facile comprensione trovo tuttavia il libro della Klein monco. Probabilmente di coraggio nell'andare fino in fondo alla questione. Insomma mi sembra il classico stagno tirato nell'acqua nascondendo un po la mano.
Come si può sostenere che fatti causati dall'uomo siano una casualità sfruttatta per arricchirsi. Le disgrazie della natura possono esserlo, tipo lo tsunami o l'uragano Kathrina.
Ma le guerre, l'11 settembre ecc. sono fatti voluti dall'uomo. E pensare che ci siano persone disposte a sfruttare la morte di altri per arricchirsi mi fa pensare anche che queste stesse persone non stiano alla finestra ad aspettare gli eventi. ma fanno in modo anche che gli eventi accadano.
In questo senso la Klein è davvero ridicola. Ancora a difendere un concetto di americanità e patriottismo vecchio forse ormai di secoli in base al quale nessuno statunitense sarebbe capace di promuovere azioni che danneggino il loro paese.
Ancora a sostenere che l'amministrazione Bush è estranea ai fatti dell'11 settembre e che a far crollare le torri gemelle sia stata una cellula di al-qaeda composta da 18-20 persone.
Riconosce che l'invasione dell'Irak e dell'Afganistan sia stata solo strumentale per far arricchire delle lobby eppure continua a sostenere la casualità degli eventi.
E' strano di come due "forti oppositori" come lei e Michael Moore, apertamente contro la disastrosa amministrazione Bush, siano poi anche gli strenui difensori dell'idea che l'attentato che ha cambiato le sorti del mondo sia stato veramente voluto da Bin-Laden.
Questi sono gli americani signori miei Voto: 2 / 5 |
teu (07-11-2008) Splendido libro della klein. Non credevo di riuscire a leggere un saggio giornalistico in modo cosi appassionato, eppure questo libro con le sue analisi (per ognuna delle quali c'e' una corposa bibliografia) e' riuscito a catturarmi come pochi prima d'ora e mi ha aperto gli occhi su pagine di storia che in alcuni casi ignoravo. Da leggere per aprire gli occhi sugli eccessi piu' violenti dell'economia liberista, capaci di generare miseria e distruzione su tutto il globo. Voto: 5 / 5 |
Miky (23-06-2008) Scritto benissimo e molto interessante. Lo preferisco molto di più a No logo, il primo della Klein. La storia degli ultimi decenni, in america latina e non solo, interpretata come una serie di shock e ricostruzioni, è davvero illuminante. Allo stesso modo sono chiari e lampanti anche i danni provocati dal neoliberismo dei filo-friedman della scuola di Chicago, che hanno sempre messo la dottrina economica sopra ogni cosa con un cinismo raccapricciante. Consigliatissimo.
Voto: 5 / 5 |
Gianluca opal1968@libero.it (23-02-2008) Un libro che denuncia in modo chiaro e critico l'ultraliberismo americano,un sistema che sinora ha permesso di arricchire un'esiguo numero di persone a discapito degli altri.
Sicuramente da leggere.
Voto: 5 / 5 |
Valerio (22-01-2008) Probabilmente, la Rizzoli dovrebbe vergognarsi di aver tradotto un libro così biecamente ottuso, che non fa altro che propagandare stereotipi assolutamente folli, basate su una logica che definire difettosa è farle un complimento. Ricostruire gli ultimi cinquant'anni della storia mondiale individuando in Milton Friedman l'architetto di qualunque disastro, dallo Tsunami a Katrina, è un'operazione intellettuale talmente risibile che solo un corredo massiccio di note a fine capitolo può tentare di dissimulare. Non fatevi imbrogliare dalla Klein: questo libro è solo per chi vuole ritrovare stampate su carta le proprie fantasie complottiste e noglobbbal. Lungo tutte le 600 pagine del libro non c'è un briciolo di analisi economica o storica che abbia un minimo senso. Se comprate i libri divulgativi di fisica scritti da Feynman, i libri sulla matematica di Odifreddi, i libri di cucina della Sora Lella, allora perché dovreste comprare un libro di economia scritto da una semplice giornalista che, di economia, per sua stessa ammissione, non capisce niente? Risparmiate i vostri soldi, di questi tempi è meglio non buttarli al vento. Voto: 1 / 5 |
Arianna (14-01-2008) Un altro fantastico libro della Klein. Al di là della traduzione italiana non sempre perfetta (a volte mancano i punti a fine frase e addirittura i verbi ausiliari in + occasioni!), questo libro illustra in modo chiaro come si è dipanata la storia mondiale degli ultimi 60 anni confermando quello che in fondo già sapevamo. La democrazia è una pia illusione, le oligarchie finanziarie spadroneggiano e chi si trova sulla loro strada fà una brutta fine. Lo consiglio caldamente. Tra l'altro la teoria dello Shock and Awe la si può riscontrare anche qui in Italia, basta guardare al problema dell'immondizia a Napoli. Ciò che prima era impossibile ora sembra inevitabile: uso della forza per contrastare qualsiasi tipo di opposizione e costruzioni di inceneritori/tumorifici, dopo che per vent'anni hanno violentato quella terra ora le danno il colpo di grazia! E non sono lontani i tempi in cui anche qui si inneggiava alla privatizzazione a tutto spiano: e guardate come sono ridotte Telecom e Autostrade, x fare un esempio. Questa è la vera faccia della globalizzazione. Un bel 10 e lode alla Klein che ci ha aperto gli occhi. Voto: 5 / 5 |
Gabriele Lanzi gablanzi@hotmail.com (08-01-2008) Qualunque sia la tua visione questo libro ti costringe a riflettere. Tutti gli eccessi sono deleteri. Il liberismo selvaggio arricchisce un'esigua minoranza e rende la vita difficile a moltissima gente! I Chicago Boys dovrebbero essere costretti a subire le conseguenze di azioni irresponsabili. La gente muore!! Viene da chiedersi dove colpiranno ancora. Una cosa è certa, ci riproveranno!! Voto: 5 / 5 |
marco (03-01-2008) Mancanza di dati??? Mancanza di dati??? Forse nella copia che ha comprato daniele si sono dimenticati di metterci la bibliografia!!! Che per questo libro è RICCHISSIMA! Ottimo libro! Voto: 5 / 5 |
Claudio (05-12-2007) Un invito a leggere Keynes e a non ascoltare le boiate che dice la TV! Un urlo contro l'ipocrisia della beneficienza di controllori (non più politici ma controllori) assetati di potere e denaro. Sempre grande. Voto: 5 / 5 |
Alessandro (05-11-2007) E' un libro complesso e di ampio respiro che inevitabilemnte fa discutere. Che si concordi o meno con le tesi esposte dalla Klein è sicuramente un libro da leggere perchè propone una rilettura globale degli eventi storici dal golpe di Pinochet allo Tsunami nel sudest asiatico. Il quadro che ne esce è alternativo alla classica visione che solitamente viene data dei maggiori eventi della storia contemporanea e attuale. Durante la lettura, riandando al crollo della Russia postcomunista o dell'aparthaid in Sudafrica o all'America Latina delle giunte militare, ci si può coinvolgere in un interessante gioco confrontando la visione che ognuno ha nel proprio immaginario di quei fatti e quella proposta dalla Klein. Sicuramente un utile esercizio per non far assopire le menti e le coscienze. Voto: 5 / 5 |
Valentino (04-11-2007) Concordo con l'analisi della mia omonima.
Se procediamo a ritroso e seguendo una ricerca economica storica,si evince che Naomi Kleine cerca di spiegare come é stato possibile mettere in ginocchio delle economie indipendenti e funzionali che sono costate la vita a centinaia di migliaia di persone innocenti. L'autrice, al contrario di ciò che afferma Daniele, parte da dei fatti (e non personali interpretazioni) indiscutibili e ne segue via via il percorso sino ad arrivare ad una analisi chiara e priva di dogmi. Ciò che,oltretutto, rende interessante il libro é che possiamo vedere sotto i nostri occhi e quotidianamente, l'effetto che questi economisti continuano a perpetrare nei confronti di vari paesi,(vedi lo strapotere delle banche e dei gruppi finanziari ad esse legati anche a livello europeo) sino ad arrivare ad una plausibile interpretazione dell'aggressione mediatica nei confronti di alcuni paesi mediorientali che hanno l'idea di creare un mercato petrolifero indipendente dai dollari. Per cercar di capire quale sia l'importanza di questo libro sarebbe sufficiente affiancarlo ad un'altra analisi economica scritta da Paolo Conti ed Elido Fazi nel bellissimo libro "Per scrivere Euroil - La borsa iraniana del petrolio e il declino dell'impero americano" edito da Fazi editori 2007. Per concludere ritengo che scrivere un giudizio come quello di Daniele dove con una riga e mezza ha stroncato il libro di Naomi Kleine mi induce il sospetto che il libro non lo abbia letto (con la dovuta attenzione). Voto: 5 / 5 |
Ivo Roberto Carbone (02-11-2007) Nonostante il volume corposo è un libro scorrevole ed interessante. Tratta delle crisi economiche che hanno segnato le sorti di tante popolazioni dell'America latina e lascia riflettere sulle controindicazioni del liberismo e su come l'economia del Pianeta possa essere guidata da teorie unilaterali di un dipartimento universitario di economia. Molto utile per capire la situazione contemporanea dell'equilibrio tra le grandi Potenze economiche.
Voto: 4 / 5 |
daniele (31-10-2007) Di nuovo un altro testo che l'autrice percependo come la verità, riempie con falsità e soprattutto assenza di dati. Voto: 1 / 5 |
valentina (24-10-2007) In riferimento al commento scritto da attila, vorrei esprimere il mio più profondo disaccordo.
E' vero che nel libro si parte dalle teorie economiche affermate e ben note, tuttavia per la prima volta si analizza e si documenta dettagliatamente l'applicazione di tali teorie nelle società moderne.
Klein, grazie ad una ricerca ed uno studio approfondito durato diverso tempo, dice sicuramente qualcosa di nuovo!
L'attuazione, delle shock therapy negli ultimi 30 anni, con la divinizzazione del libero mercato mondiale, ha portato ad uno forte squilibrio sociale in diverse economie del nostro pianeta. La sua teoria viene supportata da dati, citazione, analisi, ed informazioni sicuramente poco accessibili e volutamente poco o per niente divulgati dai mass media.
Voto: 5 / 5 |
attila (22-10-2007) Dalla sintesi dell'esposizione del libro non sembra che la Klein dica qualcosa di nuovo, anzi anche lei come li allievi della scuola di chicago sfrutta l'occasione per scrivere un libro sul quale espone teorie ben note e logiche essendo legate alle cause esposte.In simili occasioni anche molti poveri e baraccati trovano l'opportunità per uscire dalla precedente miseria anti shock, un libro che si propone di riscaldare una minestra che ormai tutti ne conoscono il sapore. Voto: 2 / 5 |
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