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Jones Babsi - Sappiano le mie parole di sangue

Sappiano le mie parole di sangue
Zoom della copertina
TitoloSappiano le mie parole di sangue
AutoreJones Babsi
Prezzo € 16,50
Prezzi in altre valute
Dati2007, 259 p., brossura
EditoreRizzoli  (collana 24/7)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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Descrizione
Una reporter italiana decide di rimanere a Mitrovica, nel Kosovo, nella settimana in cui la popolazione serba viene evacuata, prima dell'arrivo delle milizie albanesi. Dalla città fantasma la reporter scrive al suo direttore lettere che non verranno mai pubblicate. La sua, infatti, è una posizione controcorrente: è filoserba, antislamica, antioccidentale, decisa a fare piazza pulita delle falsificazioni e delle versioni di comodo che presentano i serbi come gli eterni cattivi, meritevoli dei bombardamenti umanitari che gli piovono addosso. Le lettere diventano questo "quasiromanzo": "quasi" perché la materia della narrazione deriva dall'esperienza diretta di Babsi Jones nei Balcani.

I vostri commenti
15 recensioni presenti.  Media Voto: 3.6 / 5

virginie (23-07-2008)
È solo una nota, la numero 5 a pag. 53, di uno dei libri più dolorosi e intensi che abbia mai letto, un libro assolutamente necessario nel quale le parole sanno tremendamente di sangue e in cui ciascuna sillaba pesa tonnellate. Ecco la nota: "Per compensi mensili di qualche decina di migliaia di dollari, l'agenzia Ruder & Finn ha curato gli interessi dei governi croato e bosniaco, orchestrando un'intensa attività di promozione della loro immagine e di propaganda ai danni dei serbi in Occidente. Tra i suoi clienti, registrati per legge presso il Dipartimento di Giustizia statunitense, figura dal 1992 anche la Repubblica del Kosova albanese. (...) Se notizie, filmati e immagini rispondano in qualche misura al vero, però, non ha importanza per l'agenzia". La nota (da Jacques Merlino "Les vérités yougoslaves ne sont pas toutes bonnes à dire") prosegue, le cose peggiorano. Basterebbe, quasi, questo. Ma c'è molto altro: la prosa frammentata, i flashback e le allucinazioni, la scomodità, l'alterità, la pesantezza. Il coinvolgimento che mi ha condotto a postare nel vuoto un messaggio per babsi. Eccolo. Cara Babsi Jones Lo so, cara è farsesco, non mi sei affatto cara, non ti conosco. Per di più suppongo che tu non lo apprezzeresti. A mia parziale discolpa aggiungerò che questo vorrebbe essere un messaggio in bottiglia, lasciato sul mio blog perché sul tuo non è possibile commentare. Comunque. Sto leggendo il tuo quasi-romanzo. Da giorni. Più probabilmente da settimane. Procedo lentissima. Per via della densità di quanto scrivi. Sottolineo molto (almeno rispetto al mio solito) perché vorrei a volte gridare qualcuna delle tue verità altre. A volte mi fermo per riflettere, a volte perché le lacrime, fluido inutile da spargere, mi velano gli occhi. Fosse per me, in ogni caso, adotterei "sappiano le mie parole di sangue" come libro di testo in tutte le scuole superiori. Forse anche alle medie. Insomma, che dire?, volevo ringraziarti: il tuo quasi-romanzo mi sembra sempre più necessario a ogni pagina.
Voto: 5 / 5

Armiria (27-03-2008)
Orrendo, inutile, ridicolo Una autrice che scimmiotta la Fallaci senza averne un briciolo della sua personalita', ne' tantomeno capacita', che come qualcuno ha gia' scritto, ha la pretesa di poter parlare della guerra senza nemmeno averla vista. Un libro inventato, io non credo a una parola di quello che dice di aver vissuto la signorina Babsi, io dubito che sia anche realmente stata a Mitrovika. I dialoghi sono immaginari, sopratutto quelli con la "Umanitaria Inschallah", dialoghi che probabilmente avrebbe voluto sostenere, comportamenti che avrebbe voluto avere, ma che data la sua fragilita' e' costretta solo a sognare. Estremamente scorretta, razzola con gli stessi strumenti di propaganda che critica in tutto il libro e poi, entrando nel merito, volete vedere riabilitata la figura di uno dei peggiori, e piu' ricercati, criminali di guerra dalla Seconda Guerra Mondiale, Ratko Mladic? Volete vedere giustificata anzi quasi esaltata la strage di Srbrenica del luglio '95? Accomodatevi. Io mi vergogno di aver speso i soldi per l'acquisto di questa schifezza, con tutto il rispetto, e mi meraviglio che sia stato pubblicato. Smetto, perche' non vorrei che a qualcuno, incuriosito da tanta invettiva, venisse voglia di leggerlo.
Voto: 1 / 5

maateo maateo@katamail.com (29-12-2007)
Peccato per la grafica di copertina, che di per sé è anche bella, ma forse dà un'idea sbagliata. Ok, mais on s'en fout. Non solo è un libro di grande coraggio, ma è scritto in maniera sublime - e semplice. Un italiano splendido, ricchissimo, musicale. Commovente, accorato. Il tema invece è veramente arduo, cercare di raccontare la sofferenza dei senza voce, cercare un brandello di giustizia dove c'è stato un caos indicibile, è un processo estremamente doloroso. Perché "caos indicibile" non è omogeneo, occorre fare dei distinguo. Dire. Come si fa a scriverne una recensione, come per un libro qualsiasi? Non è un libro qualsiasi, è un libro speciale. E già, è un libro scomodo, facile da attaccare: si mette estremamante a nudo, e turba i cultori della "bella letteratura"; denuncia, punta il dito - l'autrice non va per il sottile - e certa sinistra si arrabbia... e certa destra si arrabbia pure. Si potrebbe dire che è un libro troppo onesto. Manca di ipocrisia: peccato mortale in Italia.
Voto: 5 / 5

diamonds (23-11-2007)
Brucia il carburante della storia,lasciandoci "più di là che di qua",a rifare conti che non torneranno,persi in un imperativo che funziona
Voto: 4 / 5

Cesco (31-10-2007)
Ormai l'ha mollato e c'è questo libro. Ne peggiore ne migliore di tante altre pubblicazioni, con un taglio eccessivamente personalistico. Ciò che mi fa riporre questo libro sugli scaffali dei libri cominciati e non finiti è l'inutilità divulgativo-culturale che ha in sé. In pratica, la Jones, racconta se stessa in uno dei tanti tragici teatri di guerra recente. Lo fa con seduzione letteraria e, a mio avviso, con il perverso tentativo di dare una pattina di lucida estetica all'orrore nel quale narcisisticamente si specchia.
Voto: 2 / 5

Andrea info@dmmpallanuoto.org (23-10-2007)
Il fascino del verbo risiede nella verità. La parola ha il potere di fare male come la verità. Sangue parole verità Sarà retorica ma per me bello o non bello quando un libro ti regala momenti di intensa lettura i soldi sono stati spesi bene.
Voto: 5 / 5

fabrizio (17-10-2007)
mamma mia. a 20 anni mi sarebbe piaciuto, forse. adesso lo trovo un libro assolutamente inutile. pretenzioso. noioso, noiosissimo.
Voto: 2 / 5

enzima (12-10-2007)
comprato con molta curiosità dopo aver letto sporadicamente il suo blog. Che dirvi sarà un periodo in cui sono poco propenso alla lettura , ma nonostante qualche passagio riuscito ed una scrittura a tratti efficace ed accattivante ,mi sono trascinato stancamente alla fine del libro senza la curiosità di sapere cosa ci fosse alla pagina successiva.
Voto: 2 / 5

Demetrio Stratos (25-09-2007)
Di nuovo uno scritto che non racconta, senza anima. Scritto in una prosa appena appena da taccuino. Un reportage inutile di una persona che per pochi giorni ha visto la guerra e crede nella sua presunzione di poterne raccontare, con l'aggravante di dire che è la sua guerra. E' proprio una robetta commerciale nata dalla tastiera di una comunissima blogger. Sconsigliato, c'è poco o nulla da leggere, anche fra le righe.
Voto: 1 / 5

Vanessa (24-09-2007)
Sono corsa a comprare il romanzo dopo aver letto lo speciale di Alcide Pierantozzi su Rolling Stone. Questo libro è davvero unico e - davvero - fa parlare tutte le cose.
Voto: 5 / 5

Irene (22-09-2007)
Ho comprato il libro dopo aver letto la recensione entusiasta di Sbancor su Megachip e quella recensione dice tutto. Libro unico e bellissimo, mezzo romanzo e mezzo diario, poetico ma cattivo. come la Nothombe, Babsi Jones è unica, ha un suo stile che non assomiglia a niente. non ci sono paragoni. Bravissima.
Voto: 5 / 5

Igor' Fëdoroviè igorfedorovic@gmail.com (21-09-2007)

Sì, è un capolavoro. Imperdibile non solo per quanti amino e abbiano amato le terre dei nostri vicini di casa e dirimpettai d'Adriatico, o abbiano avuto interesse per le loro vicende, ma per tutti. La potenza, la dolcezza, la musicalità, la forza – la nuda umanità di queste pagine sono un regalo che nessun lettore dovrebbe negarsi.


Voto: 5 / 5

francesca mazzucato amicizieprofane@katamail.com (19-09-2007)
Anch'io l'ho letto in un giorno, forse due. Poi l'ho riletto. Alcuni pezzi ad alta voce per la bellezza assoluta, ossea, viscerale, commovente del linguaggio. Per la potenza della narrazione che apre gli occhi sul non visto, sulla svista, sulla storia, le Storie, una storia, delle storie. So che necessita un'altra lettura, tanto è ricco, importante. Un libro che modifica chi legge, che consente di capire qualcosa in più sul mondo e sulle cose. Ne scriverò ancora, lo sto consigliando, regalando, suggerendo a tutti. Ma desideravo lasciare qui un segno. Leggetelo, non perdete QUESTA possibilità, non è un libro facile, non è neanche un libro difficile, è un libro "summa", un libro dolce, un libro per quelli che non sempre hanno voce, un libro, per usare parole care all'autrice, dalla parte dei"contromano". Un libro che è un circolo inconcluso( anche se c'è una vicenda, e CHE vicenda, densa, potente, corraggiosa) come la vita, un libro che mi fa commuovere quando lo apro e ne rileggo un piccolo pezzo, una pagina. Unico apputo, la copertina poteve essere diversa, ha poco a che fare, dice poco rispetto a quello che viene "detto" all'interno. Ma ha ben poco valore questo. Anzi nullo. Babsi Jones fa esplodere il linguaggio, lo moltiplica. Lo de- costruisce e ri-costruisce. Nell'ansia forte di dar voce, lei rende tante voci con una perfezione inaudita, con una capacità di stratificazione e armonia inarrivate e inarrivabili. Non dimenticate anche il sito-labirinto, compendio correlato. Libro e sito insieme. Per un'esperienza epica e storica. Il miglior libro italiano che ho letto da molti moltissimi anni. Un libro che non solo resterà ma che lascerà tracce profondissime.
Voto: 5 / 5

Il partigiano Johnny oedipa@intrage.it (17-09-2007)
Piccoli Blogghisti, Scrittori immaginari Dopo il tam-tam sui blog ecco l'ennesimno tentativo di una crisalide da blog in farfalla della carta stampata. La mutazione non riesce e va ad annoverarsi tra le mostruosità burroughsiane, tanto spesso evocate nel libro e nel sito.Quella che la Sig.ra Jones chiama "esperienza sul campo" andrebbe più correttamente chiamata, con termine antico, "drammatizzazione".Che è poi la stessa che si usa nella scrittura allucinata, "privata" e out of control dei blog, dove ognuno si ingigantisce in una falsa illusione di onnipotenza autoriale. Personalmente consiglierei all'autrice (ammesso che sia persona che ascolti, cosa che non è del tutto evidente ma che non escluderei a priori...) è di lasciare da parte i fantasmi di Burroughs (amarlo è una cosa, tirarne fuori un metodo è come voler imparare a dipingere con i saggi di Kandiskij o far musica con il trattato di armonia di Schoenberg.....),non farsi mai consigliare nè "piegare il polso" da GiuguGenna (ma è davvero possibile imparare qualcosa da Genna?!)e scrivere in modo più onesto e autentico.Può farlo perchè non le mancano nè le idee nè la capacità. Basta con le elissi ed i nascondimenti,Sig.Ra Jones, sei adulta ormai ed un libro non è, in alcun senso, un blog.Per chi è interessato al dramma della ex-Jugoslavia,rimando alle secche ed incisive pagine di Peter Handke.
Voto: 2 / 5

Michele (16-09-2007)
Letto in un giorno: capolavoro. CAPOLAVORO.
Voto: 5 / 5

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