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Socci Antonio - Il segreto di padre Pio |
Ci sono molti misteri nella vita di padre Pio: i miracoli, le grazie concesse, le stimmate, ma anche la persecuzione subita all'interno della Chiesa (anche da parte di personalità come padre Gemelli o papa Giovanni XXIII). Questo libro afferma che la vocazione di padre Pio era semplicemente caricarsi del dolore altrui, proprio come Gesù, e che questa capacità di rispondere alla grande domanda sulla sofferenza umana rivela l'eccezionale profondità mistica e teologica del santo del Gargano, spesso considerato solo uno strano taumaturgo popolare. E Socci racconta, attraverso decine di storie, che l'opera di padre Pio continua ancora oggi, grazie ai tanti suoi figli e figlie spirituali che.
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti. Media Voto: 4.08 / 5giuseppe (11-09-2009) Adoro questo stupendo libro di Socci sia per la sua scorrevolezza sia per i contenuti interessanti. Lo consiglio a tutti gli interessati Voto: 5 / 5 |
No-Man (24-08-2009) Ci sono molti misteri nella vita del santo più grande della storia del cristianesimo e tali resteranno. Già, non è dato a noi entrare per indagare cose che la scienza, con tutto il suo bagaglio prestigioso, non saprà mai fare luce. Padre Pio è stato (ed è tutt'oggi) un mistero a se stesso, figuriamoci a tutti noi. Possiamo solamente ipotizzare, attraverso ciò che la teologia e la mistica ci mettono a disposizione, ma non sapremo mai cosa ruotava intorno alla sua vita di umile frate. Torno a ribadire che l'invito del grande Blaise Pascal, a proposito dello scommettere su Dio, è la cosa che noi tutti dovremmo fare. Ma scommettere su Dio non vuol significare addentrarsi a discorsi pre-giudizievoli degli scientisti, capaci di far passare per vero ciò che loro stessi vogliono, a discapito del vero senso di ricerca scientifico, ma ammettere, in primis, che esistono cose che noi e la scienza (quella vera e pura) non potremmo mai comprendere fino in fondo! E poi, se tutto fosse chiaro ai nostri occhi, che senso avrebbe la fede? Vincolo doveroso per entrare a far parte del progetto divino per l'uomo e la sua storia di salvezza e redenzione. Padre Pio va preso per quello che è stato e che è: un mistero come è stato ed è un mistero la vita, le opere, la sua morte in croce come l'ultimo dei delinquenti di Gesù di Nazareth. Scommettere è l'unica cosa che possiamo fare. Ed anche la più sensata. La scienza di oggi ha perso il gusto dello scommettere. Ecco perchè ha fatto la fine che ha fatto! Una fine dove i capricci di uno sono diventati vincolanti a discapito dello spirito più puro di ricerca. Come prodotto umano, la scienza è affine al divino. Se viene meno questo fattore si determina solo il deserto relativista e 'scientista' della situazione. Un errore madornale che ha causato solo disastri e incomprensioni. Lode a Socci per questo lavoro che, indirettamente, sembra guidato da Blaise Pascal. Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |
Filippo (18-06-2009) Un libro sensazionale che esprime un rapporto perfetto anche con argomenti diversi come quello scientifico (Einstein). La vita del santo come un faro chiarificatore ci mostra il sacrificio perfetto, il sacrificio di Nostro Signore che da figlio di Dio si è fatto uomo e ha sacrificato se stesso sulla croce per Amore, in tempi in cui la messa da ritualizzazione incruenta del sacrificio di Cristo si è trasformata in un banchetto a fini sociali privo di qualsiasi significato. riflettiamo su questi individui che hanno sofferto una vita per amor Suo e che non ebbero preoccupazioni futili ed egocentriche come quelle di molti uomini dei nostri giorni. Giorni tristi in cui il sacrificio è sostituito dall'edonismo e dalla voglia di fama, di successo e di gloria.
"Che importa all'uomo di conquistare tutto il mondo se poi perde l'anima? Questo si è dimenticato anteponendo al Paradiso il mondo, a nostro Signore il principe del male. invece di portare avanti inutili critiche contro l'autore del libro ci siamo mai chiesti perchè le chiese sono sempre più vuote, perchè i giovani non vanno più a messa, perchè si drogano sin dalla più tenera età, perchè si autodistruggono? perchè è venuto a mancare il sacrificio, perchè tutti si salvano (questa è la visione distorta dilagante) e perchè è meglio crearsi un paradiso in terra piuttosto che tendere a uno celeste per mezzo dell'uniche chiavi che sono il sacrificio e la fede. sono d'obbbligo ancora i complimenti all'autore del quale ho letto già parecchi libre e che dimostra una fede degna di un vero Cattolico. Voto: 5 / 5 |
Noemi (03-02-2009) Penso che un libro migliore su Padre Pio non potesse essere scritto! Dire che mi è piaciuto è poco! Un libro da leggere assolutamente! Come sempre Socci dà il meglio di sè, con un'indagine meticolosa basata sui fatti con dovizie di particolari. Voto: 5 / 5 |
ANDREA CARDINALE (01-02-2009) Allora, io Padre Pio l'ho conosciuto personalmente; avevo sette anni quando mio padre,dopo due anni di ricoveri e tre operazioni fallite, fu mandato dalla clinica di Roma a morire vicino ai suoi familiari, a Bari. Solo che mamma lo convinse a pentirsi ed a passare prima un po' da San Giovanni Rotondo: lui si pentì, pianse, chiese scusa, il tumore scomparve, tant'è che i medici di Bari e Roma si dettero reciprocamente del "cretino". Padre Pio non era ne' masochista, ne' vittimista, non si divertiva a soffrire ma non poteva sopportare gli egoismi , le durezze dei cuori e soprattutto le mille ipocrisie che spesso utilizziamo per vivere meglio... Questo sì, lo faceva soffrire! Io l'ho visto sorridere, scherzare, soprattutto con noi ragazzini che qualche volta ci siamo presi il lusso di entrare nella sua cella per rubargli i ceci (ce ne era sempre un po'). Lui a mio sommeso avviso, avvertiva il dolore di Gesù rispetto a tante nostre azioni e, immedesimandosi in quel che sentiva stesse provando Gesù, soffriva. In questo senso era compartecipe della croce.Ma tutto ciò in modo estremamente spontaneo, cioè soffriva e basta, senza chiedersi se quella sofferenza era stata prevista dalla Bibbia o catalogata in qualche modo dai teologi. In questo senso Socci non sbaglia. Secondo il mio modestissimo parere di cittadino e testimone oculare, Padre Pio e Gesù erano spesso "la stessa cosa" e lui soffriva esattamente come "sentiva" che stesse soffrendo Gesù. E gioiva alle cose belle esattamente come "sentiva " che stesse gioendo Gesù.Non so se tutto questo è teologicamente corretto, ma credo sia così. Voto: 4 / 5 |
Ruggero (01-11-2008) Il segreto di padre Pio, scritto con straordinaria ricchezza bibliografica, è una attenta e minuziosa ricostruzione di alcuni avvenimenti della vita del Santo, la cui opera salvifica lascia tracce indelebili nella storia dell'ultimo secolo. E' inevitabile rimanere catturati e pensosi man mano che si scorrono le pagine. Anche il positivismo e la ragione, se sostenuti da un serio intento di ricercare la verità, non possono trincerarsi dietro una negazione assoluta e incontrovertibile del trascendente. Si avverte piuttosto il fascino e la modernità della conversione e della fede.
Voto: 5 / 5 |
stefano (17-10-2008) grazie socci e a tutti gli autori che scrivono in favore del sacrificio e dei suoi risultati come persone che si mettono in discussione , che iniziano a chiedere e a bussare , che si redimono e i miracoli della fede .
Solo una società attenta al proprio orticello , genitori egocentrici e schiavi dell'apparenza , un'arricchita cultura a discapito dell'intelligenza e del suo buon senso ,
può confondere la luce del sacrificio in una buia illusione dell'imitazione .
Ammiro il coraggio nel sacrifico , anche e per imitazione e mi dispiace per chi non sa vedere l'opportunità e preferisce brancolare nel buio del problema . Voto: 5 / 5 |
Elisa Merlo (15-06-2008) Il lettore Giovanni49 non ha un concetto chiaro della Salvezza che è già stata donata a tutti gli uomini, e si realizzerà pienamente alla risurrezione finale (Rm 5, 9,10). L'uomo quindi non ha assolutamente bisogno di ulteriore altrui "accettazione della sofferenza vissuta in unione a Cristo...che il Padre applica per la salvezza dei peccatori" (è un nuovo cristianesimo?). L'uomo risponde allla Salvezza offerta da Cristo, seguendo il suo comandamento (vedi: lavanda dei piedi).
Molti santi, compreso Padre Pio, non si sono limitati ad accettare una sofferenza inevitabile, ma si sono procurati sofferenze e patimenti a scapito della propria salute, il che va contro lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2280; 2288).
Il lettore scrive poi: "E' certo che se il figlio di colui che ha sacrificato la vita per la sua salvezza a sua volta sacrifica la sua per la salvezza di qualcun altro fa cosa eroica e grata a Dio". Il sacrificio per il prossimo deve avere carattere di necessità (come quello di Cristo), altrimenti è perfettamente inutile, non eroico, sciocco e quindi non grato a Dio. Poi scrive: "Padre Pio ha desiderato soffrire come Cristo per offrire, sul Suo esempio, questa sofferenza a favore dei peccatori". Nel Vangelo non esiste un solo versetto che ci autorizzi a pensare che la sofferenza degli uomini vada a favore dei peccatori. E ancora: "La condivisione dei dolori, morali e fisici, di Cristo è una delle forme più alte di partecipazione alla salvezza". L'affermazione è pura invenzione. Non trova, infatti, fondamento alcuno nelle Scritture, e contrasta con la ragione. E' ovvio che il cristiano soffre pensando alle sofferenze del Cristo sulla croce, ma si rallegra anche pensando allla sua gloria e alla sua vittoria sulla morte. Dio vuol vedere la sue creature felici a cominciare da questa vita, così come farebbe qualisiasi padre amorevole terreno.
Voto: 1 / 5 |
veronica tussi (15-06-2008) A sostegno di quanto afferma Francesca Ribeiro, riporto questa mia lettera pubblicata da "La Stampa".
La Stampa 15 maggio 2008
Padre Pio. Le accuse e le virtù
Gentile direttore, mi capita per caso sotto gli occhi un articolo di un giornale (Libero del 27 aprile) che di norma non leggo, e mi viene da sorridere per l'ingenuità dell'autore Antonio Socci, il quale, rilasciando un'intervista su padre Pio al New York Times, è rimasto colpito dalla "reazione sbigottita di Ian Fisher" (cito le sue parole), suo collega del giornale americano. Lo sbigottimento, infatti, è più che naturale per chi conosce magari bene il Vangelo e il significato del sacrificio cristiano, e si sente dire che padre Pio "primo (e unico) sacerdote stigmatizzato dopo Gesù Cristo...è un alter Christus". Ad Antonio Socci sfuggono due sostanziali differenze. A Gesù le ferite (nei polsi, non nel palmo delle mani) furono inflitte dagli uomini. A Padre Pio le ferite sarebbero state inflitte dal Signore, il che è un po' come bestemmiare. Il sacrificio di Cristo aveva uno scopo preciso e necessario (cf Lc 17, 25): la salvezza dell'umanità. Il "sacrificio" di padre Pio non era necessario ed era perfettamente inutile. Forse Socci potrebbe comprendere la differenza (ma non è facile) se pensasse, tanto per fare un esempio, al sacrificio di San Massimiliano Kolbe, il quale ad Auschwitz offrì la sua vita in sostituzione di un padre di famiglia. Tra il fine del sacrificio di Cristo e il fine del sacrificio di padre Kolbe c'è somiglianza reale.
Veronica Tussi
Voto: 1 / 5 |
Giacomo (24-01-2008) Bellissimo.
Non una biografia del Santo ma un approfondimento sulla sua missione. Voto: 5 / 5 |
Zio Caste (11-01-2008) Personalmente credo che Socci abbia un gran talento nel cercare e divulgare i fatti, mi colpisce una cosa che lui fa e che altri non fanno, soprattutto i ricercatori laici, cioè la ricchezza di fonti, nomi e testimonianze.
Se sono fandonie possiamo sempre verificarli!.
Se uno storico, come Luzzatto, evita a priori le testimonianze che non gli fanno comodo e magari si limita a citare gli atti pubblici (Socci risponde pregevolmente sul fatto dell'Acido fenico e sugli ultimi dubbi sulla Santità di padre Pio!)allora questa non è ricerca obiettiva, non basta scrivere bene! Voto: 5 / 5 |
Gabriella (01-01-2008) Dettagli.Cronaca.Obiettività.Fede.
Tanti elementi per un libro tanto intenso.Pensare a Padre Pio significa pensare a quanto Dio richieda all'uomo per raggiungerLo. Una vita, breve comunque, di sacrifici, per un'eternità di luminosità.Un Dio non vendicativo, ma un Dio di amore.
Troppo immediato è il mistero del santo, da non poter non riconoscere, in questa opera, una stesura limpida, ingenua, seria. Voto: 5 / 5 |
miss_blutner uzura@libero.it (01-01-2008) L'ho letto in pochi giorni, la sera nn vedevo l'ora di tornare a casa per continuare con un nuovo capitolo. E' il libro di un credente,oltre che di un giornalista, forse è per questo che non va giù a quelli che si affannano (con scarsi risultati) a costruire tesi per negare l'esistenza e la vera identità di Dio. Ma chi crede trova in questa lettura un bel ritratto di padre Pio, molto evocativa di quella che è stata la sua esperienza, e anche dei momenti di profonda meditazione. Mi è piaciuto e ringrazio Socci di avermi regalato spunti di riflessione che raramente ho trovato in altri autori. Buona lettura! Voto: 5 / 5 |
Stefano (20-12-2007) Socci non si smentisce. Ci sono libri ben più seri e storicamente attendibili sul frate di Petralcina, fortunatamente. Voto: 1 / 5 |
Toni (18-12-2007) Quello che si deduce da questo stupendo libro (certamete più interessante delle presunte "scoperte storiche" del malloppo inutile e noioso di Luzzatto)è semplicemente questo: "chi vuol essere mio discepolo rinneghi se stesso, prenda la propria CROCE e mi segua". Probabilmente il vangelo lo si può conoscere benissimo, forse a memoria. Eppure non si comprende mai come dovrebbe essere compreso e letto come dovrebbe essere letto. Come diceva Messori, basta scavare più a fondo quei versetti per scoprire cose davvero sorprendenti. E se si procede in questo modo si può trovere in quei versetti tutto padre Pio e il suo cuore, i suoi carismi, la sua santità, il suo essere burbero, il suo essere CORRENDENTORE!
I discorsi velati di "tentativo di essere polemici ma originali" non possono riguardare ne la Chiesa cattolica, ne i suoi santi ne tantomano uno come il santo sannita-garganico! Le polemiche velate di "pseudo-originalità filologica-antropologica-teologica" lasxciamola ai protestanti che hanno svuotato il paradiso e hanno reso il loro mondo materiale un inferno con l'essere stati gli inventori di tutti gli "ismi" della storia che hanno rovinato l'esistenza del genere umano. Voto: 5 / 5 |
Giovanni49 gio.cerbai@libero.it (14-12-2007) L'esempio citato da Francesca Ribeiro è fuorviante. Una cosa è l'accettazione della sofferenza vissuta in unione a Cristo, perché in tal caso è come se diventasse sofferenza di Cristo stesso, che il Padre applica per la salvezza dei peccatori (concetto di "comunione dei santi" + Colossesi 1,24), altro è l'emulazione senza scopo. E' certo che se il figlio di colui che ha sacrificato la vita per la sua salvezza a sua volta sacrifica la sua per la salvezza di qualcun altro fa cosa eroica e grata a Dio ("cosa c'è di più grande che dare la vita per gli altri"?). Padre Pio ha accolto la sofferenza, ogni sofferenza -morale e fisica-, a sconto dei peccati dei "tralci" della "vite" mistica. Il sacrificio divino sulla croce è sì perfetto e sovrabbondante, ma la passione di Cristo continua nella storia attraverso la sofferenza dei giusti. "Saulo (Paolo), perchè MI perseguiti?" dice Gesù risorto e non "perché perseguiti i miei seguaci?" . I cristiani sono il corpo mistico di Cristo. Il sacrificio di Cristo fu unico, irripetibile e sovrabbondante, ma la Sua passione nella storia continua ancora oggi (anzi, direi, oggi più che mai). La condivisione dei dolori, morali e fisici, di Cristo è una delle forme più alte di partecipazione alla salvezza (Dio non ci vuole salvi a nostro dispetto).
E' l'amore a portare l'innamorato ad identificarsi con la persona amata anche nella sofferenza. E' il folle innamoramento dell'Amore che porta a desiderare di vivere la follia della croce. Padre Pio ha desiderato soffrire come Cristo per offrire, sul Suo esempio, questa sofferenza a favore dei peccatori. Voto: 5 / 5 |
Franco (14-12-2007) I profumi che pervadono la lettura del testo sono gli stessi che Padre Pio emanava dalla sua profonda spiritualità. Lì c'è Cristo. Lì c'è un'anima che salva il mondo. Dettagliato resoconto di testimonianze, il libro farebbe convertire anche un ateo. Profondamente umano. Imperdibile. Voto: 5 / 5 |
Francesca Ribeiro ribesca@tiscali.it (10-12-2007) Ancora un libro sul frate di Pietrelcina; ancora un libro che fa una disastrosa confusione sulla conformazione a Cristo. Si immagini un uomo che si getti tra le fiamme per salvare il figlio, e riporti ustioni in tutto il corpo, e soffra fino a rimetterci la vita. Un giorno il figlio, per "conformarsi" al genitore che si è sacrificato per lui, si getta nel fuoco. Un sacrificio inutile, insensato. Questo lo strano concetto della imitazione di Cristo che permea tutto il libro; assieme al concetto altrettanto assurdo che la propria sofferenza vada a vantaggio dei peccatori. Nel Vangelo non esiste un solo versetto su cui basare un'idea sì strampalata. Così scriveva il frate il 20 settembre 1912: "Il Signore si sceglie delle anime e tra queste ha scelto la mia per essere aiutato nel grande negozio dell'umana salvezza". Ma Gesù non chiese a nessuno di collaborare all’opera di redenzione. L'atto redentore del Cristo fu perfetto e sovrabbondante, unico ed irripetibile.L'autore del libro dimostra di non conoscere queste cose...
Francesca Ribeiro
Voto: 1 / 5 |
Roberto (09-12-2007) Un altro capolavoro di Socci. Può piacere o meno l'autore, anche per il suo modo di porsi presumibilmente altezzoso che, in verità, è profondità di fede. Il libro ti incanta dal primo istante. Una radicata spiritualità emana questo testo, che dà modo di scoprire il senso della vita e del dolore (che non è masochismo). Grandi spunti di teologia che farebbero molto riflettere anche tanti porporati di oggi. Voto: 5 / 5 |
hans (07-12-2007) Non sono mai stato un fanatico estimatore di Socci ma quest'ultima fatica è davvero un bel lavoro, originale, su una figura controversa e particolare come quella del santo frate del Gargano. Dal punto di vista teologico, che poi sotto sotto è l'intento dell'autore, è ineccepibile: emerge tutta la vera spiritualità di Padre Pio e la totale adesione a Cristo in tutto e per tutto. Dalle tentazioni alle lotte furibonde col nemico (non presunte, dato che ci sono fior fior di testimonianze, anche di alte personalità della Chiesa. Ci si informi su un alto esponente ecclesiastico il quale sostando nel convento di sant'Anna a Foggia, che ospitava padre Pio in quel periodo, fu testimone di avvenimenti che lo costrinsero a lasciare il convento in fretta e furia per la paura, ma questa è un'altra storia)al donarsi come 'vittima sacrificale' per il prossimo. Padre Pio come alter Christus, uomo di virtù e prescelto dall'alto come missionario di pietà ma anche di scandalo. Già, perchè è proprio di scandalo è pervasa la vita del fraticello innamorato di Dio, come Gesù, come i suoi apostoli, come i martiri, come tutti i santi da duemila anni a questa parte è lo scandalo, il segno di contraddizione che è una costante per tutti coloro che hanno ben capito cosa vuol dire essere nel mondo ma non del mondo! Socci riesce nell'intento di non fare l'ennesima cronoca degli avvenimenti del personaggio simbolo del secolo scorso ma di inserirlo in tutta la sua dimensione religiosa, spirituale e teologica! Finalmente un'opera teologica su padre Pio che pur partendo ed evidenziando gli aspetti miracolistici, alla fine riesce nell'intento di mettere alla luce quella verità di fede portata dalla Chiesa di Pietro e dal messaggio evangelico fino in fondo. Padre Pio è stato un personaggio scomodo e lo è tutt'ora proprio perchè altro Cristo. Onore a Socci per quest'opera teologica veritiera, trasparente, profonda e magnifica. Voto: 5 / 5 |
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