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Mazzetti Loris - Il libro nero della RAI | Che fine ha fatto la Rai di cinquant'anni fa? Quella dei grandi sceneggiati, delle commedie musicali di Garinei e Giovannini, di Canzonissima, quella delle grandi inchieste e della Tv dei ragazzi, quella di Carosello e poi i bimbi tutti a letto? Che fine ha fatto quella Rai che, prima di tutto, era e si sentiva servizio pubblico? Per capire che cosa è diventata oggi la televisione di Stato, Loris Mazzetti si interroga su chi comanda davvero, chi prende le decisioni e chi preferisce non prenderle. Si chiede che rapporto ci sia tra il potere e l'informazione. E perché in questi ultimi anni la politica si sia fatta così invadente, occupando tutti gli angoli di uno spazio non suo. Un viaggio per i corridoi della grande mamma, tra editti bulgari, valzer di poltrone, oscuramenti ed epurazioni, al cuore di un mondo sempre più immobile e opaco. Per i contribuenti, e per porre un freno alla cattiva qualità dei programmi, bisogna lasciar fare la televisione a chi la sa fare, con rispetto e senza demagogia, con la consapevolezza che ci si rivolge a milioni di persone. E che, come dice Enzo Biagi, l'unico vero padrone è quello che paga il canone.
Media Voto: 3.5 / 5Piero (29-06-2008) Insieme a "Regime" di Gomez-Travaglio sono la Bibbia dell'odierno sistema televisivo in Italia. Due facce della stessa medaglia per capire perchè la Rai è scesa così in basso e perchè siamo costretti a vedere programmi e/o fiction di scarsissima qualità. Per dirla alla Mazzetti: "perchè la Rai si e mediasettizzata".
Purtroppo però devo confermare quello che dicono i precedente recensori. Il libro si presenta confusionario, senza un filo logico preciso e che troppo spesso entra nei meandri delle dinamiche aziendali che risultano troppo difficili da comprendere per chi non è del settore.
Un libro comunque da leggere per capire meglio gli odierni intrighi di potere Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sasso (28-02-2008) Sono d'accordo con Leo su tutta la linea. Vi è anche qualche errore d'ortografia (d'ortografia, non di stampa) di troppo. Quello di Mazzetti è indubbiamente un libro utile, ma non necessario. In questo campo resta inarrivabile il talento di Marco Travaglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Leo (09-01-2008) Certamente un gesto d'amore verso la propria azienda ma un testo confuso e non lineare, nonostante l'interesse che riesce sicuramente a destare. Le vicende non sono narrate con ordine, i capitoli si succedono con un criterio non chiaro e spesso il libro incorre in delle vere e proprie ripetizioni. Mancano spesso riferimenti a quanto viene dichiarato, in alcuni casi l'autore si abbandona a degli excursus politici di nessuna attinenza e il tono, gia' dal suo inizio, e' un po' troppo elegiaco per essere un libro di giornalismo e di attualita'. La vicenda Biagi, raccontata con grande dettaglio, si intreccia continuamente ad altre vicende e alla fine non si capisce se il libro sia dedicato alla orrenda gestione che della RAI e' stata fatta negli ultimi 10 anni o alla vicenda tristissima e vergognosa della quale e' rimasto vittima l'amato giornalista recentemente scomparso. Non mancano comunque gli spunti notevoli. Alcuni personaggi vengono descritti con estrema ed originale chiarezza e viene fatta dettagliata menzione di altre vicende assolutamente ignote al grande pubblico. Nel complesso il libro rimane pero' deludente, paga forse il confronto con altri best sellers dello stesso genere che recentemente hanno sbaragliato il mercato della editioria giornalistica e di attualita' politica. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo (08-12-2007) Saviano scrive: "che questo libro è l'analisi più disciplinatae veritiara del meccanismo RAI, un gesto d'amore verso l'azienda. Una critica verso chi l'ha distrutta." Ha proprio ragione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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