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Eliade Mircea - Un' altra giovinezza |
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Titolo | Un' altra giovinezza |
| Autore | Eliade Mircea | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2007, 160 p., rilegato | | Traduttore | Fantechi C. |
| Editore | Rizzoli
(collana Scala stranieri) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| "Credo non abbia la minima possibilità di farcela. Non ha un solo centimetro di pelle intatto." E invece Dominic Matei, colpito da un fulmine e ridotto a un tizzone ardente la notte di Pasqua del 1938, non solo riesce a sopravvivere, diventa un fenomeno. Il professore rumeno, arrivato a Bucarest per suicidarsi, si ritrova d'un tratto ringiovanito di trent'anni, e affetto da una sensazionale forma di ipermnesia: ricorda tutto, troppo, anzi sa addirittura ciò che ancora deve accadere. La polizia segreta comincia ben presto a diffidare di lui e la Gestapo vuole studiarne le straordinarie facoltà mentali. È solo l'inizio di una serie di paradossali, strabilianti avventure. In pagine visionarie e feroci, venate di grottesca ironia, Mircea Eliade, storico delle religioni, studioso di yoga e sciamanesimo, orchestra una metafora della vita moderna. Mette in scena se stesso: Dominic è un "mutante", ma è prima di tutto un diverso, condannato alla solitudine e all'incomprensione dal peso della sua stessa sapienza. Una storia che ha stregato Francis Ford Coppola, tornato sul set per la prima volta dopo dieci anni per dirigerne la versione cinematografica.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5GB (27-04-2011) Originalissimo romanzo fantascientifico-parapsicologico-avventuroso-spionistico. Ci mancano gli extraterrestri per il resto c'è tutto. Già dall'inizio è fantastico (il fulmine che fa ringiovanire) poi ci sono "accelerazioni" nel campo del balordo davvero strabilianti. Mi piacerebbe davvero leggere altri libri come questo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Guglielmo Amore guglielmo.amore@gmail.com (24-09-2009) Un’opera serena quella di Mircea Eliade, a mio avviso lontana da qualunque obiettivo di sfoggio formale e tecnico narrativo per un autore che si è guadagnato una solida celebrità su ben altri territori e che sicuramente non cerca, nel più recente dei suoi romanzi, di assurgere ad arditezze narrative che ne stabiliscano il valore. Eliade si prende così la libertà di creare un romanzo veloce, fatto di immagini improvvise, apparentemente disarticolate ma al contempo concatenate tra loro, pennellate che esprimono, attraverso il personaggio di Dominic Matei, sensazioni intense, timori, desideri, idee proprie dell’autore ma non solo: la sete di conoscenza, la lotta contro il tempo, la sfida delle capacità umane portate al massimo, la volontà di migliorarsi, elevazione pagata con la solitudine e l’emarginazione; c’è sicuramente Mircea Eliade dietro Dominic Matei, uno studioso dall’eccezionale grado di erudizione che parlava correntemente otto lingue e che ha segnato il 900 con la propria saggistica, ma al contempo, compreso nell’iperbole di Dominic, c’è tutto l’Uomo, nelle sue espressioni indifese e possenti di creatura in cerca della propria dimensione e finalità a contatto con una società che tende all’omologazione o rifiuta, pervasa da timore e aggressività. Poco contano l’impianto cronologico e lo schema narrativo, per una vicenda surreale che si potrebbe svolgere in qualsiasi tempo, ed effettivamente lo fa: con continui colpi di scena si sposta avanti e indietro tra la giovinezza di Dominic, la sua vecchiaia, la sua “seconda giovinezza” ed il cammino a ritroso fino agli albori del linguaggio umano, disseminata qua e là di inserti e riflessioni alla maniera meyrinkiana. Il film di Coppola ripropone quest'opera sugli schermi con la fedeltà del lettore affascinato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Stefano (04-12-2008) Un libro rapidissimo con le sue 160 pagine, ti investe con la forza di un'onda e mano a mano che le pagine scorrono instilla dubbio e viva curiosità nella mente del lettore, e ti scopri a leggerlo tutto d'un fiato.
Dimostrazione di grande stile e capacità narrativa, talvolta forse non semplicissimo da seguire ma certamente una ottima lettura.
Conoscevo la fama dell'autore in quanto storico delle religioni ma in questo romanzo breve dimostra una eccezionale ecletticità.
Ampiamente promosso e consigliato.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vito calabrese (03-05-2008) Mircea Eliade è stato un emerito studioso. Quando si occupa di religione comparate ha il dono dei "grandi", come ad es. Freud, che scrivono chiaro e comprensibile, ti prendono per mano e ti accompagnano in una grande avventura intellettuale, senza schiacciarti come interlocutore. Mi sono avvicinato a questo romanzo senza preconcetti. La vicenda narrata è interessante ed intrigante. Punto e basta. Per me una delusione, perché sa troppo di costruzione.
Coppola ne ha tratto un film, che non ho visto ma è uno di quei casi che è facile che sia più bello del romanzo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Michela (27-12-2007) Ho ricevuto questo libro in regalo e non sapevo nemmeno chi fosse l'autore perciò il mio giudizio sembrerà poca cosa rispetto agli eruditi pareri che lo precedono. L'ho trovato un libro originale, a volte un po' confuso però l'ho letto con piacevole curiosità. Insomma, qualcosa di diverso dal solito il che spiega il mio voto alto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Un lettore (26-11-2007) Sono sempre stato poco entusiasta di Eliade narratore, e questo racconto non ha certo contribuito a farmi cambiare opinione. Le "strabilianti avventure" (come recita la presentazione editoriale) del protagonista colpito da un fulmine relegano la vicenda a livello della fantascienza: Dominic ringiovanisce di colpo, ricorda ogni minimo dettaglio del proprio passato, ma è anche in grado di conoscere il futuro, indovinare i numeri alla roulette e, prodigio dei prodigi, di conoscere il contenuto di tutte le scienze e di tutte le letterature, in un crescendo sempre piu' inverosimile e assurdo. Anche lo stile è quello della letteratura di terz'ordine, dal frasario tipo: "Il professore si alzo' dalla poltrona e si diresse verso la finestra.." o, peggio, "La ragazza si accese una sigaretta e, dopo la prima boccata, continuo': ..." (pag 95). Comunque sia, Eliade è sempre Eliade, e anche in un racconto cosi' modesto troviamo disseminati alcuni dei motivi di fondo della sua opera: innanzitutto l'amore per i libri (secondo me nessun altro autore è in grado di comunicare come Eliade la passione per la lettura, i libri , la ricerca: testimonianza in questo senso è il "Giornale", che spero Boringhieri ripubblicherà presto), l'angoscia di fronte alla Storia, la fiducia nelle forze interiori dell'uomo (ma quest' ultimo aspetto si colora di occultismo a tratti grossolano a base di "ipermnesia", "estasi paramedianiche" ecc.). Quanto alla traduzione, la nota editoriale recita "tradotto dal romeno", ma l' indicazione "proprietà letteraria Gallimard" (la casa editrice francese proprietaria dei diritti d'autore di un'opera in romeno?) e alcune espressioni lasciate in francese nel testo fanno piuttosto pensare che la traduzione sia avvenuta da quest'ultima lingua. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luca Ormelli lormelli@hotmail.com (20-11-2007) Mircea Eliade, il più insigne storico delle religioni del XX° secolo, traduce e condensa in un breve romanzo decenni di studi e anelito alla "comprensione dell'intero scibile". Il risultato è una "summa" imperfetta di erudizione e autobiografismo; imperfetta in quanto l'autore non padroneggia la propria diegesi in ragione di una cifra stilistica che è del saggista di vaglia e non del narratore di prose. La scrittura ne risulta così vieppiù oscura, ben oltre le necessità interne dell'intreccio. Eliade dissemina lacerti di Eneide, di Commedia, del Faust goethiano e delle Upanisad a guisa di pietre miliari per circoscrivere, seppur sommariamente, la magmatica ed enciclopedica, sincretica vastità sapienziale del suo alterego protagonista, che preda di ossessioni tardoromantiche attraversa il "secolo breve" sul tripartito crinale di conscio (Dominic Matei), subconscio (il doppio esperito oniricamente) e l'inconscio collettivo junghiano. A margine: magnificamente irrisolta, e non diversamente avrebbe potuto esserlo, la trasposizione filmica operata da Francis Ford Coppola. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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