|
|  |
Andreoli Vittorino - L' uomo di vetro | In un'epoca che ha fatto del decisionismo e dell'arroganza delle virtù, sostenere che la fragilità è un valore umano potrebbe suonare come un'eresia. Qualsiasi studioso del comportamento animale potrebbe spiegarvi quanto sia indispensabile la paura per la sopravvivenza, ma ammetterebbe solo controvoglia che quella regola vale anche per noi. Eppure ogni giorno i piccoli passi e le grandi svolte della nostra vita ci insegnano che non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell'affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione, aprendoci - quando serve - al loro dolore. Seguendo le fasi della nostra crescita, Andreoli coniuga i mille volti della fragilità, rappresentandola non come una calamità per sventure, ma come uno scudo che da queste ci difende, perché quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino. Con "L'uomo di vetro" Andreoli dimostra, grazie alla familiare immediatezza delle sue parole, una tesi solo in apparenza paradossale: il fragile è l'uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.
Media Voto: 3.33 / 5Leonardo (29-09-2010) Mi associo alla recensione di Tinama. Andreoli non si dimostra scrittore tanto bravo quanto psichiatra; questo libro, pieno di concetti in buona parte condivisibili, risulta davvero difficile da leggere, per la forma un po' impetuosa, quasi senza ordine, piena di ripetizioni. Sembra un libro scritto per sfogo, e senza revisioni. Personalmente non ho provato molto coinvolgimento o emotività, come mi aspettavo, quanto piuttosto difficoltà a capire perché avesse scelto quegli esempi, quella forma ecc. Poi, pure apprezzando il tentativo di aiutare, quasi educare, il prossimo alla comprensione della fragilità, si arriva, secondo me, in alcuni casi all'esagerazione opposta, a farne un'apologia; ma davvero non vale nulla la forza (anche di chi non si riconosce fragile), o la ricchezza, o l'ambizione? Restano, ovviamente, il grande messaggio di speranza, il tentativo di aiutare il prossimo, e il carisma indiscutibile. Però lo preferisco quando parla in TV, mi sembra riesca ad essere più profondo e diretto (almeno, rispetto a questo libro; non ne ho letti altri suoi). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tinama (26-03-2009) “Ho trovato a fatica, il coraggio di vivere. Ora, mi manca, completamente, il coraggio di morire”.
Con questa frase si presenta l’autore senza timore di svelare tutta la sua fragilità di uomo. La consapevolezza e l’accettazione della sua fragilità, che ha amato, lo ha aiutato a vivere ma non gli serve per morire. L’ultima delle nostre fragilità è proprio questa: sentirci impreparati ad affrontare l’evento ultimo della nostra vita.
La forza della fragilità sta nel riconoscere la propria fragilità.Tutti siamo fragili, ma forte è solo chi ne è consapevole.
Profondamente vero il messaggio dell’autore, tanto più che gli proviene da un’esperienza di vita non solo privata ma soprattutto professionale. Chi meglio di lui ha conosciuto le fragilità dell’uomo?
Peccato, però, che lo scorrere del pensiero sia quasi senza interruzione, come un fiume in piena, perché impedisce al lettore quelle soste necessarie per entrare in se medesimo e scoprire le proprie fragilità. Anche la lettura ne risulta appesantita.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maria Francesca (29-02-2008) Uno psichiatra capace di provare compassione... Una vera rarità ai giorni nostri! Una toccante riflessione su una vita vissuta con tutti i suoi patimenti, ma capace di scovare piccole gioie quotidiane. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Andreoli Vittorino |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|