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Randacio Emilio - Una vita da spia | Per raccontare come vive un agente segreto, Emilie Randacio dà voce all'esperienza di Marco Bernardini, per molti anni all'interno del Sisde con incarichi in America Latina, nei Balcani, in Francia e in Medio Oriente. A partire dai primi tempi in Autonomia operaia fino ai suoi incontri con Arafat e Fidel Castro e all'affare Telecom, Bernardini vive in prima persona alcuni dei momenti più delicati della storia italiana contemporanea. E attraverso la sua testimonianza ci permette di ripercorrerli da una prospettiva ricca di sorprese.
Media Voto: 3.2 / 5Luca (01-10-2008) bel libro, fa capire in modo veloce l'attività di uno 007 moderno con tutti i pro e i contro. peccato per i pochi approfondimenti di alcune vicende. interessante l'appendice sulla storia dei servizi segreti Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pierre authie (10-09-2008) l'autore mostra tutta la sua frustazione per il suo fallimento: prima vuole servire lo Stato perchè ci crede e poi si lamenta perchè non lo pagano...
e comunque fanno bene a non pagarlo e non volerlo visto il suo sostanziale fallimento. prova ad enfatizzare alcune vicende come se si trattasse di chi sa quali azioni (vedi la storia in francia) quando certi personaggi erano facilmente rintracciabili e non erano per niente nascosti.
insomma, abbastanza inutile come lettura, non offre nessuno spunto interessante se non una certa forma di esibizionismo dell'autore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Dario Giorgianni dariogiorgianni@hotmail.it (30-08-2008) Bel libro davvero,si legge molto velocemente.
Peccato però che approfondisca poco certe tematiche di "dietrologia" del caso.
I Servizi Segreti....chissà quando sapremo di più... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
francesco umwetter@libero.it (21-07-2008) Come Omar Nasiri in "Infiltrato", anche Bernardini scopre da giovane di aver bisogno di avere una seconda vita, non una vita del tutto nuova, ma una alternativa e sovrapposta alla prima. E decide di lavorare per il Sisde. Bernardini non è un agente segreto, come scrive IBS, bensì "solo" una spia; in pratica non fa parte del Sisde, ma collabora con il servizio in attesa (vana) di entrare a farne parte e diventare un agente regolare, come gli viene più volte promesso. Sbaglia il lettore precedente a parlare di tradimento all'italiana, perché questa è una prassi dei servizi segreti di tutto il mondo. Chi tradisce qualcuno, anche se per fini nobili, riceverà soldi, sostegno morale, supporto di ogni genere, ma mai una posizione regolare all'interno di un servizio segreto. Successe a Philby, la celebre spia inglese per conto dei sovietici, anni fa; succede a Nasiri (che non chiedeva un posto ma una considerazione senz'altro maggiore di quella ricevuta) che tradisce gli integralisti per conto dei francesi; vale anche per Bernardini. Il libro è snello, di agile lettura e interessante. Vale senz'altro l'acquisto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Vittorio B. (30-06-2008) Libro senza dubbio interessante e che stimola l’interesse per ulteriori letture in tema di servizi segreti. Lettura agile e scorrevole, purtroppo disseminata di non pochi refusi ed omissioni tipografiche. Merita una segnalazione positiva a parte la brevissima ma efficace storia dei servizi segreti italiani, posta in fondo al volume. Quanto alla storia di Marco Bernardini in sé, non differisce di molto da altre mille storie “all’italiana” in cui si è prima usati e sfruttati (peraltro per scopi ed operazioni, il cui diretto interesse per il nostro Sisde mi riesce diffide da cogliere, v. ad es. l'operazione Cuba) e poi – quando lo Stato non ha più bisogno di noi – si viene liquidati senza alcun riconoscimento. Sul piano emotivo, la storia mi ha lasciato un profondo senso di tristezza e mi spinge a chiedere al Bernardini ma chi glielo abbia mai fatto fare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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