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Giannuli Aldo - Bombe a inchiostro | Italia, anni Settanta. Mentre piombo e tritolo infiammano il Paese, si combatte una guerra più sotterranea e silenziosa tra le cosiddette fonti ufficiali dell'informazione e i molti rivoli della militanza democratica. Di fronte alle azioni di depistaggio dei servizi segreti "deviati", nascono gruppi di controinformazione impegnati a costruire, svelare e diffondere le notizie attraverso strumenti nuovi e alternativi: non più solo i giornali, ma anche il cinema, la radio, il teatro, i fumetti, la canzone, la satira. Per la prima volta, una generazione attenta e politicizzata tenta di smascherare le menzogne del potere. Grazie a numerosi documenti inediti, Aldo Giannuli ricostruisce con il rigore dello storico una stagione tormentata, dal Sessantotto al sequestro Moro, che ha contribuito in modo fondamentale alla costruzione dell'identità italiana.
| La recensione de L'Indice |
 Il libro ripercorre la storia della controinformazione dal 1969 al 1979, ovvero dalla strage di piazza Fontana al caso 7 aprile. La controinformazione, in questo contesto, è qualcosa di più del giornalismo di inchiesta. Esce da un condensato di militanza politica, avanguardie culturali, artistiche e lavoro di intelligence. Il frutto più noto è La strage di stato su piazza Fontana, libro redatto nel 1970, dove si smonta la "pista anarchica" e si apre, con due anni di anticipo, nonostante imprecisioni, la "pista nera", che ha, nell'estrema destra, la manovalanza e, in alcuni apparati dello stato, la progettazione e la copertura. Il successo dell'opera, con oltre trecentomila copie vendute in dieci anni, mostra la realtà sommersa del sistema e spinge i giornalisti a non registrare passivamente le versioni del governo mentre partiti e opinione pubblica si confrontano sugli esiti di questa inchiesta. La controinformazione agisce su altre vicende come le schedature della Fiat, i tentati colpi di stato, l'affiorare del Sid parallelo e il ruolo incontrollato dei "neri di servizio" che produce le stragi di piazza della Loggia a Brescia e dell'Italicus in provincia di Bologna. La controinformazione presenta due orientamenti, quello militante, legato all'estrema sinistra appunto della Strage di stato, e quello democratico, che annovera prestigiose firme del giornalismo italiano, su tutti Giorgio Bocca. Risente dell'esperienza dell'orientamento democratico "la Repubblica", nella cui redazione entrano anche giornalisti già appartenenti alla controinformazione militante. In definitiva, il testo è molto di più di una storia della controinformazione. È una storia dei partiti ed è una storia della strategia della tensione particolarmente accurata, grazie alla conoscenza della documentazione che l'autore ha vagliato come consulente di varie procure e della Commissione parlamentare sulle stragi. Mirco Dondi |
Nicola (31-01-2008) Libri sulla storia recente d'Italia è sempre un bene sia leggerli che pubblicarli, e meglio ancora quando a scriverli sono storici di professione e non giornalisti di parte; inoltre questo argomento non è molto trattato nella saggistica. La pecca è che Giannuli è abbastanza schierato, e da uno che disse sulla tv pubblica che la DC governava non perchè la votavano ma perchè c'erano i neofascisti in armi che la difendevano non ci si può aspettare una chiave di lettura inedita e innovativa di quel periodo storico. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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