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Vrba Rudolf - I protocolli di Auschwitz. Aprile 1944: il primo documento della Shoah | È l'aprile del 1944. Due ebrei slovacchi, Rudolf Vrba e Alfred Wetzler, riescono a fuggire dal lager di Auschwitz-Birkenau e dettano ai capi della comunità ebraica un rapporto dettagliato e preciso sullo sterminio e sul folle progetto della "soluzione finale", nella speranza di arrestare i terribili piani di Adolf Eichmann. La storia seguì un corso diverso e i treni carichi di deportati continuarono a viaggiare, portando centinaia di migliaia di persone verso le camere a gas, con uno strascico di accuse infamanti. Nella loro drammatica semplicità, "I protocolli di Auschwitz" costituiscono la prima testimonianza concreta dell'esistenza dei lager circolata fuori dal Reich. Nel saggio introduttivo lo storico Alberto Melloni ripercorre il cammino dei due fuggiaschi e le infinite vicissitudini di questo documento unico ed eccezionale, che ha attraversato la storia della Shoah fino ai giorni nostri.
Media Voto: 4.5 / 5monica (09-03-2012) E' un documento storico importantissimo e fu usato nei processi contro i criminali nazisti. Stilato grazie ad una rocambolesca fuga di due ragazzi dal Lager di Auschwitz-Birkenau che furono interrogati separatamenti affinche' le loro versioni sul genocidio di massa che si consumava in campo coincidessero. Quel campo di sterminio si stava preparando al massacro di tutta la popolazione ebrea ungherese e l'intento dei due ragazzi era quello di informare il mondo affinche' si fermassero le deportazioni. Fu tradotto in molte lingue e spedito in Vaticano ai Governi ungheresi americai inglesi in Turchia Svizzera e Palestina, si implorarono gli Alleati di fare qualcosa per fermare il genocidio ma fu troppo tardi. Solo pochi ungheresi riuscirono a sfuggire alla deportazione per inerzia degli Alleati e per la solerte determinazione di Eichmann di compiere al meglio il lavoro per il quale veniva pagato. Un documento importante che non lascia nessun dubbio sul vero scopo di quei campi definiti dal nazismo "campi di lavoro per ebrei" e sulle informazioni che li riguardavano che circolavano gia' da molto tempo prima dei "Protocolli di Auschwitz". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Susy kalamazoo83@tiscali.it (25-02-2009) Libro stupendo,che illumina le straordinarie figure di Rudolf Vrba e Alfred Wetzel e il grande gesto da loro compiuto. Narrazione concisa ed efficacissima, che offre importanti spunti di riflessione sulla Shoah,in particolare la quasi incredulità da parte degli ambienti ebraici sul fatto che potessero veramente accadere certe mostruosità nei Lager. Ne consiglio vivamente la lettura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuel (24-07-2008) Una testimonianza importantantissima dal campo di sterminio di Auschwitz, l'organizzazione e l'impostazione gerarchica dei nazisti. Oltre a questo la spettacolare fuga, ormai semi-impossibile, da questo campo e il viaggio verso casa con la speranza nel cuore dello scrittore di poter salvare milioni di persone.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nihil (12-02-2008) Libro da leggere assolutamente. L'autore fugge da Auschwitz con lo scopo principale di raccontare al mondo la tragedia in atto, di cui pochi sono a conoscenza. Pochi gli credono, viene perso tempo e migliaia persone che potevano essere salvate con un intervento rapido dei Potenti, finiscono cremate.
L'autore può solo assistere impotente al continuo perpetrarsi dello sterminio, a cui lui stesso era sfuggito in modo rocambolesco. N.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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