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Pressfield Steven - Uccidete Rommel | Richmond L. Chapman è un eroe della seconda guerra mondiale, anche se non ha mai amato parlarne, forse per modestia, forse per non riaprire ferite troppo dolorose. Eppure, giunto al suo ultimo giorno su questa terra, si decide ad affidare le sue memorie, da tempo chiuse in un cassetto, all'uomo che ama come un figlio. Sono mesi duri per gli alleati, quelli a cavallo fra il '42 e il '43. Il Nord Africa è un teatro di sabbia e di sangue, le sue dune una foresta di croci. La forza d'urto nazista si sta rivelando devastante, e gli inglesi, nonostante la strenua resistenza, non sembrano in grado di arginarla. A guidare l'inarrestabile macchina da guerra dell'Afrika Korps è Erwin Rommel, leggendario e geniale stratega dotato di eccezionale carisma, pronto a combattere al fianco dei propri uomini e a condividere con loro rischi e privazioni. Ma il Long Range Desert Group, unità dell'esercito inglese specializzata in azioni di attacco e ricognizione dietro le linee nemiche, prepara una missione segreta che potrebbe capovolgere le sorti dello scontro. Una missione con un unico scopo: catturare e uccidere Erwin Rommel, la Volpe del Deserto.
Media Voto: 4.75 / 5baghy (30-11-2009) Un bel libro per chi ama il genere che mi fa tornare indietro di tanti anni, a quando cioe' i libri di guerra erano molto piu' immediati e senza effetti speciali. Un libro che testimonia come la guerra sia stata fatta da persone normali come noi e che di fronte al pericolo e alla paura della morte hanno saputo reagire con coraggio ed abnegazione. Descritte bene le vicende storiche del periodo cosi' come i sentimenti dei vari personaggi, ivi compresi i rimorsi per le tante vite inutilmente perse in questa immane tragedia che e' la guerra. Pressfield dimostra di sapersi muovere benissimo sia nella polvere delle Termopili che nella sabbia del deserto. Sicuramente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gio (17-07-2008) Lo trovato un po troppo sobrio e ripetitivo nella parte centrale ma, forse perché sono abituato a romanzi storici più romanzati, comunque veramente una bella storia di guerra. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio (11-06-2008) Un gran bel libro di guerra, come si scrivevano una volta (senza troppi ideologismi o "effetti speciali"). Pressfield coniuga le sue capacità di storico con quelle di narratore, intrecciando una trama raccontata in prima persona che descrive con sobrio realismo le esperienze nel deserto di un gruppo di commandos britannici. Attingendo a dati storici e a "fatti realmente accaduti" confeziona un prodotto asciutto che non puo' che deliziare gli appassionati che erano orfani di un testo del genere dai tempi di Bravo 2-0. Non è un testo storico, non e' un romanzo romanzato, sono brandelli di guerra vissuta abilmente tessuti insieme. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo (07-06-2008) Un eccellente (falso) memoriale di guerra, nello stile dei vecchi Guerra d'Eroi o dei Super Pocket Guerra che Longanesi sfornava nei primi anni '70. Falso perche' l'Autore afferma di aver "ricostruito" tutto partendo da storie vere (e infatti c'è una discreta verosomiglianza - anche nelle divagazioni occasionali - e un corretto uso del gergo tecnico - fatto salvo alcuni svarioni nella traduzione). Ma l'Autore è un maestro nel romanzo storico (anche se in passato si è dedicato essenzialmente alla Grecia classica) e il risultato finale è un eccellente bagno di gioventù per chi è cresciuto tra le due collane. Difetti ? Il prezzo, non certo contenuto e l'illustrazione di copertina che riprende un vecchio manifesto di propaganda che con il tema trattato non ci azzecca proprio.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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