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Boyne John - Il bambino con il pigiama a righe |
Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5anya (05-10-2009) "il bambino con il pigiama a righe" è indubbiamente una storia commoventissima, straziante, ricca di significati e di emozioni, importante nel modo in cui riesce a far riflettere chiunque. tutti quelli che lo leggono non possono non chiudere l'ultima pagina del romanzo senza sentirsi profondamente sconvolti, delusi, rammaricati e cambiati nel profondo da questa vicenda cosi dura e sconvolgente, soprattutto se si pensa che il mondo che vi è descritto all'interno è esistito realmente solo al'incirca una sessantina d'anni fa...la storia è ancora più toccante per il fatto che tutto cio che è raccontato è filtrato dagli occhi ingenui e semplici di un bambino vittima della Storia e del mondo stesso che lo circonda; la sua inconsapevolezza di quello che realmente gli succede intorno rende i fatti del libro ancora più difficili da accettare e nessuno potrebbe affermare che questo libro non abbia un grande significato morale e umano; in questo senso il romanzo è altamente consigliato a tutti e lo reputo molto bello. Però purtroppo devo dire che sono rimasta abbastanza delusa dalla forma e dallo stile impiegato dallo scrittore: il fatto che la storia sia raccontata dal punto di vista ingenuo del bambino(fattore che poi è allo stesso tempo il punto di forza del romanzo)rende la narrazione a volte troppo superficiale, sempliciotta e apparentemente sbrigativa o quasi se vogliamo "indifferente" ai fatti narrati. molti elementi non vengono approfonditi nè spiegati al lettore, ma se ne accenna brevemente im modo che esso se ne faccia solo un'idea e poi deduca tutto da solo. tematiche basilari del racconto non vengono affrontate, e l'autore si sofferma a descrivere ambienti e semplici fatti concreti, piuttosto che emozioni e pensieri dei personaggi.solo il finale è soddisfacente nel modo in cui lascia in sospeso la storia, quando allude a ciò che è accaduto senza descriverlo (questo è molto suggestivo e rende tutto ancor piu straziante).inoltre a volte risulta essere veramente troppo ripetitivo nel linguaggio.Cmnq molto toccante Voto: 3 / 5 |
Alex (22-09-2009) Davvero bello e commovente...Bruno e Shmuel ci accompagnano in qualcosa che è più grande di loro (e di noi tutti) e fino alla fine non sai mai se sei tu a tenerli per mano oppure loro, con il candore e la speranza propria dei bambini...consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |
francesca (19-09-2009) L'ho letto d'un fiato. Raccontato con l'ingenuità di un bambino che vive cose molto più grandi di lui. Di una tenerezza infinita. Da leggere Voto: 5 / 5 |
luca paoletto (01-09-2009) Da leggere. Storia sui campi di concentramento, ai tempi del nazismo, che sicuramente può essere letta anche dai giovani. Da leggere Voto: 5 / 5 |
ferdinando ferdinando.roma@yahoo.it (31-08-2009) E' vero, è interessante, è scorrevole, è commovente. Allo stesso tempo, però, lo trovo superficiale e piuttosto modaiolo: 'furbetto'. Me l'hanno regalato, ma non lo regalerei. Voto: 2 / 5 |
Massimo mafabb@tin.it (29-08-2009) Un interessante e delicato racconto, scritto con un linguaggio semplicissimo e strutturato come una semplice favola seppur intenso sino all'ultima pagina. Continuando nella lettura, pur consapevoli del dramma storico di cui stiamo parlando, vorremmo quasi che il temuto finale prendesse un'altra piega e la purezza e l'ingenuità del piccolo Bruno venisse in qualche modo premiata. Consigliato a tutti, grandi e piccoli. Voto: 5 / 5 |
luchino (11-07-2009) Un libro da leggere e da consigliare. Una favola attualissima con un finale che fa pensare molto.
Voto: 5 / 5 |
Claudia (08-07-2009) John Boyne ha davvero scritto un capolavoro. Ritengo di non aver mai letto un libro così triste e allo stesso tempo così significativo. Il lettore si ritrova catapultato negli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando gli ebrei venivano ingiustamente rinchiusi in campi di sterminio, perchè considerati una razza inferiore. Il tragico finale strappalacrime è adatto all'atmosfera tetra e cupa del campo di Auschwitz. Ottimo libro, lo consiglio. Voto: 5 / 5 |
Stefano88 (23-06-2009) Come sempre mi stupisco nel vedere quanto certi libri vengano spinti dalla critica e dell'incessante lavoro pubblicitario dei mass-media. "Il bambino con il pigiama a righe" è un buon libro, che si legge velocemente, dalla seconda parte in poi, che però non è efficace come l'idea avrebbe suggerito. Non possiamo dare cinque stellette solo perchè il finale ci ferisce e vorremmo che ci fosse un'alternativa. Nel considerare questo romanzo, bisogno guardare l'insieme e purtroppo inevitabilmente il paragone con l'amico ritrovato è scontato. Avrei preferito qualche pagina in più, da dedicare alla costruzione dell'amicizia tra i due bambini...La pressione sorta intorno a questo libro è deleteria, avrebbe dovuto poter compiere da solo il suo ciclo e forse sarebbe stato apprezzato di più. Voto: 3 / 5 |
Lucia (09-06-2009) Questo libro è bellissimo! è molto toccante. Mi devo complimentare con l' autore!
Mi dispiace molto per chi ha dato un giudizio negativo, non ha di sicuro compreso la chiave di lettura di questo meraviglioso libro:
l' innocenza. A me è piaciuto, perchè è visto tramite gli innocenti occhi di Bruno che non vede differenza tra lui, ricco e agiato bambino tedesco e Shmuel, sfortunato bambino polacco, questo perchè il suo cuore riesce a superare il reticolato che li divide. Voto: 5 / 5 |
Fabio (07-06-2009) Piccolo romanzo di forte impatto. Semplice e scorrevole, le ultime pagine drammatiche nascondono un filo di speranza: può un gerarca nazista redimersi, quando realizza che la sua fede perversa è la causa della morte del figlio? Da leggere, e soprattutto da far leggere. Voto: 5 / 5 |
MARIARITA (12-05-2009) e così in guerra siamo tutti tragicamente vittime.
provo tanta frustrazione nel sapere che milioni di vite umane sono state distrutte per un si o per un no da individui che credevano di far parte di una razza pura. Mi chiedo fino a che punto la sete di potere spinge gli uomini? L'ingenuità di Bruno, il suo sogno di diventare esploratore in un mondo la cui realtà è stata un incubo che per quanto mi sforzo non riuscirò mai a definire fino in fondo. spero k noi ragazzi impariamo a rispettare i nostri simili e a creare un futuro in cui la "shoa" richiami tempi passati. Voto: 5 / 5 |
Ari (12-05-2009) Io ho letto il libro ma non ho ancora guardato il film. Il libro l'ho trovato meraviglioso. Mi è piaciuto molto questo racconto fatto da un bambino che vede le cose a modo suo senza malizia nè cattiveria. Peccato per il finale triste, ma già a metà del libro io mi aspettavo che finisse così.
Consiglio a tutti di leggerlo, qualsiasi età abbiate e di qualsiasi sesso siate. Voto: 5 / 5 |
Federico Federici (24-04-2009) Carino, ma mi sarebbe piaciuto un approfondimento maggiore sull'amicizia tra i due bambini: è un po' troppo breve. Voto: 4 / 5 |
Laura A. (23-04-2009) Un romanzo semplice ma intenso k si può leggere a qualsiasi età. L'amicizia k anke nel pericolo si è creata tra bruno e Shmuel mi ha ftt piangere, un'amicizia k si formava nell'anonimato, un'amicizia vera e sincera k anke a distanza cresceva e si arrikkiva.
Un libro emozionante k mi ha ftt sognare ma anke piangere un sacco..lo consiglio a ttt.
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Voto: 5 / 5 |
pado11 (15-04-2009) Ho letto numerosi romanzi riguardanti la Seconda Guerra Mondiale e l'Olocausto, ma questo è diverso da tutti: la visione attraverso gli occhi innocenti ed "ignoranti" (passatemi il termine) di un bambino fanno vedere il tutto da un'ottica differente, in certi punti ho quasi riso delle osservazioni del protagonista incredulo di quello che vedeva e di quali spiegazioni gli venivano date...non fraintendetemi, di certo non è un libro troppo leggero e superficiale ma mostra l'orrore dei campi di concentramento in modo più "soft"; terminando invece nel modo più duro possibile.
A me è piaciuto, lo consiglio anche a voi... Voto: 4 / 5 |
DonCoca don_coca@live.it (12-04-2009) semplicemente tre lettere: wow
è stato l'unico libro che ho letto fino ad ora ke mi ha fatto piangere. un libro senza precendeti. Voto: 5 / 5 |
tina (18-03-2009) Nel complesso il libro mi è piaciuto, la sostanza della storia lascia un pò a desiderare, impensabile tra l'altro che un bambino di 9 anni e la sorella di 12, abitanti in parte ad un campo di concentramento, non abbiano la minima idea di cosa stia succedendo al di la della rete. Il finale comunque mi è piaciuto. Voto: 4 / 5 |
lauracarta (17-03-2009) tenerissimo romanzo, tenerissimi i protagonisti, bella la trama in tutta la sua sempliita' carica di intensi sentimenti cosi' puri e profondi come solo i bambini sono capaci di provare......consiglio a tutti di leggerlo Voto: 5 / 5 |
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