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Pausch Randy; Zaslow Jeffrey - L' ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che...

L' ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore
Zoom della copertina
TitoloL' ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore
AutorePausch Randy; Zaslow Jeffrey
Prezzo € 15,00
Prezzi in altre valute
Dati2008, 231 p., rilegato
TraduttoreCarrozzo L.; Chiapponi F. S.; Coratelli F.
EditoreRizzoli   

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Descrizione
Nell'agosto 2007, il professor Randy Pausch ha saputo che il cancro contro il quale combatteva era incurabile e che gli restavano pochi mesi di vita. Ha scelto di lasciare subito il suo lavoro all'università per stare vicino alla moglie Jai e ai loro bambini. Prima, però, il 18 settembre 2007, ha tenuto davanti a 400 studenti e colleghi la sua "ultima lezione", intitolata "Realizzare davvero i sogni dell'infanzia". Con ironia, fermezza e coraggio, ha ripercorso le tappe della sua esperienza, e il suo discorso è una testimonianza toccante e profonda di una vita resa straordinaria dall'intensità con la quale è stata vissuta. Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su internet l'ultima lezione di Randy Pausch. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un libro capace di parlare al cuore di ciascuno individuo. Pausch non vuole rivelare il senso della vita; più modestamente, mostra perché vale la pena vivere.

La recensione di IBS
The last lecture, l’ultima lezione, di solito la tengono i professori che vanno in pensione. Quella che leggiamo in queste pagine, invece, è la lezione di un uomo che muore: Randy Pausch, docente di informatica, tra i pionieri della realtà virtuale. Ha dieci metastasi al fegato e solo pochi mesi di vita davanti. Ha deciso di trascorrere il tempo restante, non solo a preparare la moglie e i tre figli alla sua assenza, ma anche a trasmettere ciò che avrebbe detto nei prossimi anni. Nell’agosto 2007, quando la cura del cancro al pancreas non ha più funzionato, Pausch ha mantenuto l’impegno di tenere la lezione alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh perché, come “un leone ferito vuole sapere che è ancora capace di ruggire”, ha voluto catapultarsi in un futuro che non avrebbe vissuto.
Pausch dedica ai figli Dylan, Logan e Chloe (di 5, 2 e 1 anno) queste parole, che potranno raccontare loro, tramite il web, il dvd e il libro, chi era loro padre, cosa pensava, quali erano le sue idee. È un discorso sulla vita, non sul cancro e sulla morte. S’intitola “Realizzare davvero i sogni dell’infanzia”, ciò che ci rende unici, secondo Pausch. La sua vita è racchiusa nel portatile, un’ora di file e Powerpoint. Pausch indossa una polo maniche corte sbarazzina, non è depresso o imbronciato, parla davanti a 400 studenti. Non fa finta di niente, ha interrotto una chemioterapia devastante e si è trasferito in Virginia vicino ai familiari della moglie Jai perché possano aiutare lei e i bambini. Dopo aver mostrato al pubblico la lastra del suo fegato e la foto della nuova casa, racconta dei suoi genitori molto curiosi, colti e caritatevoli, due persone ottimiste. Dichiara di aver vinto alla “lotteria dei genitori”, perché – scrive – “i bambini, più di ogni altra cosa, devono sapere che i loro genitori li amano. E non è indispensabile essere vivi per questo”. Ripensa ai dipinti sui muri della cameretta, al sogno giovanile di superare la gravità; racconta l’amore per il football americano e per i suoi fondamentali, il mito del capitano Kirk di Star Trek. La lezione prosegue con l’anno entusiasmante alla Walt Disney, nel ‘95, per un progetto di realtà virtuale, quando era già professore in Virginia. Poi, nel 2006, inizia l’odissea sanitaria e il dottor Wolff è costretto a dirgli: “Godrà di buona salute dai tre ai sei mesi”. Parole che a Pausch ricordano il personale del Disney World, quando diceva “il parco è aperto fino alle 20”.
Ecco il lascito spirituale di Randy Pausch: uno scienziato che sogna malgrado il fegato zeppo di metastasi, che coglie l’attimo, che gira sulla decapottabile con il braccio fuori dal finestrino e le dita tamburellanti al ritmo della musica. Un uomo che dà giudizi onesti, che versa la bibita sul sedile posteriore dell’auto per insegnare ai nipoti che le persone contano più delle cose. Una persona che racconta la gioia di amare la propria moglie e che ci restituisce una toccante lezione sul senso del tempo, su come vada apprezzato e non buttato via. Perché è tutto quello che abbiamo. .

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti.  Media Voto: 4.18 / 5

Madame selle 24 tranzocchicinzia@gmail.com (03-10-2009)
…il destino! …che strani scherzi che lancia! C’è dell’affinità tra la storia narrata in questo libro e quello che sto vivendo ora… Randy è affetto da cancro al pancreas e nonostante l’intervento, le pesanti medicine, la chemioterapia i dottori gli dicono che per lui non c’è più niente da fare e che tra soli pochi mesi non sarà più ne un brillante insegnante, ne un bravo marito, ne un adorabile padre: non sarà più al suo posto. Il suo destino è segnato per sempre! A differenza di ciò che succede a tantissime altre persone con questa condanna, non si abbatte ed anziché sfidare la sorte per cercare di salvarsi decide solo di combattere la malattia per vivere al meglio e al pieno la breve permanenza che ancora gli è concessa. Decide di affrontare la sua ultima lezione: un vero inno alla vita per tutti coloro che lo conoscono, per tutti coloro con sui ha lavorato, per sua moglie, per i suoi figli, per i suoi amici. Randy… un protagonista fantastico, il migliore in tutto, il primo della classe, un ottimo giocatore, un marito esemplare, un padre pazientissimo…proprio lui! Un libro che fa riflettere, fa sorridere, fa tenerezza… non fà mai compassione, mpm fa piangere. Invita tutti malati e sani a godersi sempre la propria vita, a divertirsi, a stare bene con gli altri. Sono contenta di averlo letto ora, anche se non riesco a far tesoro in maniera ottimale dei consigli che da… perdere una persona che si ama fa sempre troppo male!!!!
Voto: 5 / 5

Susy (25-09-2009)
Ho letto commenti discordanti riguardo questo libro. Per alcuni di voi che hanno lasciato una recensione è un libro toccante e straordinario, per altri è una dimostrazione di arroganza e protagonismo dell'autore. Io credo che questo libro vada letto e basta, senza dare giudizi netti. Bisogna leggerlo e ascoltare ciò che dice un uomo alla fine della sua vita; può piacere o non piacere, ma credo non si possa avere la presunzione di giudicarlo, perchè questo libro è il suo testamento di vita e come tale va rispettato.
Voto: 5 / 5

Vittorio (25-07-2009)
Credo sia difficile commentare questo libro. E' fin troppo facile commuovere il lettore quando si parla di malattie terminali, e da questo punto di vista il libro non offre molto di più a quanto tutti noi - temo - abbiamo vissuto direttamente, o a quanto molti altri scrittori abbiano già detto, e sicuramente con toni più efficaci, con più stile, di Pausch. Tuttavia è una bellissima lezione di vita, molto americana mella misura in cui propone alcuni elementi fondamentali di quella cultura - l'uomo fatto da solo, la terra delle opportunità, il metodo universitario - ma che evidenzia comunque principi e valori universali. Straordinario il video su youtube.
Voto: 5 / 5

Simone simociccio@tiscali.it (05-06-2009)
Ci ho messo molto ad iniziarlo. L'ho tenuto in libreria per molto tempo senza avere il coraggio di prenderlo in mano e cominciare a leggerlo. Avevo timore. Avevo paura di farmi travolgere dalla commozione e dalla tristezza. Poi ho cominciato ed è stata rivelazione. Ho guardato l'ultima lezione su youtube. Ho pensato che in effetti, chi ha avuto Randy Pausch come professore, è stato veramente fortunato.
Voto: 5 / 5

Maurizio (30-04-2009)
Il messaggio che ho raccolto io dopo aver letto questo libro è che non importa che viviate 40 o 80 anni se nel corso del tempo che vi è stato dato non avete avuto un sogno da realizzare e non avete fatto di tutto per realizzarlo; che poi Randy abbia espresso tutto questo in maniera semplice e a tratti anche banale per alcuni per me non ha importanza, lui non è (era) uno scrittore ha solo cercato, nel modo che gli riusciva più congeniale, di lasciare una piccola traccia del suo passaggio su questa terra.
Voto: 5 / 5

Marco (20-01-2009)
Certamente è un testo semplice, che può anche essere considerato "banale" per i contenuti e le situazioni che richiama.. certo non lo è più di quello che oggi ci propinano stampa e televisione in genere! Il Signor Randy Pausch è una persona quasi normale, è una persona che mette a nudo la fine della vita, cioè la morte, con semplicità e naturalezza: non la nega, anzi invita a tenerla ben presente per poter godere a pieno del tempo che nella nostra vita ci è concesso.. NON E' INFINITO!! Ecco secondo me la lezione numero uno per eccellenza, ecco da dove partire ogni giorno per compiere quotidianamente le scelte più disparate.. Ciascuno è libero di giudicare questo semplice testo ma starei molto attento nel giudicare ciò che una persona ha tentato di comunicare a chi resta! Un saggio indiano recita: "prima di giudicare prova a percorrere 7 miglia con i calzari del tuo fratello.."
Voto: 5 / 5

vale (19-12-2008)
libro poco significativo e con una scrittura decisamente troppo semplice e poco articolata, non credo ci voglia grande preparazione e grande bravura per scrivere un libro del genere; un racconto che avrebbero potuto scrivere in molti. Non mi è arrivato per niente.
Voto: 2 / 5

Mariacarol (28-10-2008)
Ho intrapreso la lettura di questo libro con molto entusiasmo ma ho impiegato, per terminarlo, circa due mesi e questa la dice lunga riguardo il mio indice di gradimento. Dell'autore non ho condiviso la palese arroganza e convinzione del fatto che la sua fosse una vita straordinaria che meritasse di essere ricordata con una serie di testimonianze. Purtroppo il signor Pausch non sarà l'ultimo che si troverà in questa situazione. Nella mia famiglia lo stesso dramma è stato vissuto con discrezione e semplicità; il poco tempo rimasto è stato dedicato alla famiglia. La vita di ognuno è straordinaria, preziosa ed irripetibile e senza il bisogno di eventi spettacolari, come quello organizzato minuziosamente dal signor Pausch, rimane impressa nei ricordi di coloro che hanno condiviso tanti momenti con chi, purtroppo, non c'è più.
Voto: 2 / 5

Demi80 (23-10-2008)
Un libro sensazionale da portare sempre con sé e aprirlo ogni qualvolta ci si ritrova in difficoltà per una decisione importante, per un semplice consiglio di vita. Un vero inno alla vita!!! Da leggere e rileggere.
Voto: 5 / 5

Ciro (23-10-2008)
5 al professore, che avuto il coraggio di racconarsi pur conoscendo il destino della sua vita; 3 al libro, in quanto mi sento di affermare che, pur avendo una scrittura scorrevole, sono state elencate parecchie banalita'; 1 a me stesso, perche' le mie aspettative riposte erano esageratamente ottimiste rispetto al reale valore del libro.Media finale 3.
Voto: 3 / 5

eloisa (14-10-2008)
Addio Prof. Randy Paush e Benvenuto al tuo spirito che con questa tua Ultima Lezione vivrà per sempre in tutto il mondo e non solo a vicino a coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti, amarti ed essere contraccambiati!
Voto: 5 / 5

Munéver (11-10-2008)
Mi ha deluso. Non posso che chinarmi di fronte a questo uomo e capisco le motivazioni, più che nobili, che l'hanno spinto a scrivere questo libro... ma non riesco ad accettarne la presunzione e l'arroganza - du cui egli stesso è consapevole - con la quale cerca di insegnare agli altri a vivere. Se dietro questo testo non ci fosse stata una situazione così tragica probabilmente sarei stata ancora più inclemente. Ad ogni modo ne apprezzo il coraggio, la forza e l'ottimismo... è sostanzialmente un inno alla vita che può aiutare le persone a dare il giusto valore alla vita.
Voto: 3 / 5

Biondo (23-09-2008)
Purtroppo il libro ha un pò deluso le mie aspettative. Ammirazione per l'autore che è riuscito a mantenere tutta questa positività pur sapendo di dover morire, ma mi sembrano una serie di consigli di vita un po scontati e banali. So che nella vita di tutti i giorni sono proprio le cose semplici alle quali non badiamo, ma il libro è troppo, PARADOSSALMENTE, ottimista!
Voto: 3 / 5

gianluca guidomei sidner@libero.it (07-09-2008)
"Alla fine le persone ti mostreranno il loro lato migliore.Bisogna sapere aspettare.Verrà fuori." E' un libro che parla della vita e non della malattia e della morte. Randy Pausch ha commosso milioni di lettori,la sua "ultima lezione" ha fatto il giro del mondo su youtube, con una ricetta molto semplice:"Dite sempre la verità. Vali quanto le tue parole." E lui non tace nulla, è consapevole di essere malato di cancro, che gli rimangono pochi mesi di vita e allora decide di fare un regalo ai suoi figli di 5, 2 e 1 anno, troppo piccoli per capire un discorso diretto. Davanti a 400 studenti e colleghi racconta la sua vita, la sua positività, la potenza dei suoi e dei nostri sogni, ( "realizzate davvero i sogni dell' infanzia!" ), ma una frase in particolare rimane impressa:" I muri esistono per una ragione. Non certo per allontanarci, ma per darci la possibilità di dimostrare quanto davvero desideriamo qualcosa." Un uomo sincero e gentile, che ci suggerisce tre regole: "Cercate di dire - ho sbagliato -, - mi dispiace averti ferito - , e soprattutto - come posso rimediare? -. Un' ultima, grande lezione di vita. Rilettura. Il 25 luglio 2008 è morto Randy Pausch e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato riprendere in mano il suo libro e rileggerlo piano piano. Un piccolo omaggio ad un grande uomo. Vorrei ricordarlo con una bellissima frase di Krishnamurti: "Dite al vostro amico che con la sua morte, una parte di voi muore e va con lui. Ovunque vada, sarete con lui. Non sarà solo." Grazie signor Pausch.
Voto: 5 / 5

umberto73 umbertoparri@yahoo.it (29-08-2008)
Bellissimo una lezione di vita!Se lo sogni lopui fare,bellisima frase un insegnamento a tutte le persone che se la prendono x le cavolate della vita,le cose importanti sono altre,vivere la vita fino in fondo con tutta la sua bellezza!
Voto: 5 / 5

Andrea (25-07-2008)
Questo libro non vuole svelare il segreto della vita, ne fare del facile qualunquismo sulla morte. Oggi 25 luglio, Randy Pausch è morto, ed il suo libro,bello brutto che sia, resta una cosa vera. Per questo credo meriti di essere letto.
Voto: 4 / 5

Angela M. (19-06-2008)
Non ha risposto alle aspettative, che avevo. Sicuramente commovente e pieno di buon senso, ma al di là della tragicità della situazione, sembra uno dei tanti libri americani sui rapporti interpersonali, sia che su tratti di lavoro (vari libri di management), che di autorealizzazione più ampia (intelligenza emotiva ed altro)
Voto: 3 / 5

enzo1968 enzo.scardamaglia@alice.it (12-05-2008)
E' un libro che consiglio. Malgrado si legga velocemente, ti lascia dentro tante considerazione sugli affanni quotidiani, le cose che fai e quelle che ti perdi per strada per inseguire denaro, carriera o solo per pigrizia. Forse non raggiunge i livelli intimistici che un vero scrittore saprebbe toccare ma forse ne uscirebbe una situazione troppo pesante. In me qualcosa è cambiato
Voto: 4 / 5

ivan (24-04-2008)
Un libro emozionante dedicato a tutti coloro che non hanno ancora apprezzato il valore della vita.
Voto: 5 / 5

M. T. (12-04-2008)
Un libro che di certo ti fa riflettere e inevitabilmente ti metti nei panni del professor Pausch... Ho ammirato l'entusiasmo e la serena accettazione della morte dell'autore, purtroppo si sente forte l'influsso del cieco ottimismo americano che fa apparire tutto scintillante e patinato. Forse di fronte alla morte tante parole rendono anche le cose belle e vere troppo sdolcinate.
Voto: 3 / 5

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