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Carofiglio Gianrico - Il passato è una terra straniera | Premio Bancarella 2005. Giorgio, studente modello figlio di intellettuali borghesi, ha ventidue anni e una vita normale e un po' noiosa. Senza crepe, in apparenza. Francesco è torbido, misterioso e affascinante. E baro. Le loro vite viaggiano separate fino all'incontro che segnerà il destino di entrambi. I due diventano amici e passano da una partita di carte truccata all'altra, da una bravata all'altra, in un vortice ubriacante che a poco a poco diventa un'inarrestabile discesa agli inferi. In parallelo corre un'indagine dei carabinieri su una serie di misteriose violenze. Una storia struggente sull'amicizia e il tradimento. Un'avventura picaresca in una Bari segreta e allucinata.
19 recensioni presenti. Media Voto: 3.78 / 5Alce67 (30-04-2012) Il racconto sul repentino inabissarsi nel vortice del vizio, in una Bari cupa e annoiata. Molto avvincente e godibile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kine (27-02-2012) Discreto libro, ma come al solito una scrittura anonima, che non lascia ricordo, se non le per le vicende della storia.... Il cambio di prospettiva della narrazione (un po' prima persona e una po' in terza) non lo comprendo... Lo vedo come un escamotage, scorciatoia, non mi è piaciuta... Dopo tutto questo, è il suo libro migliore... Voto 3 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
chiara (25-10-2011) Dostoevskji fa dire in delitto e castigo: in verità, commettere violenza non è affatto naturale per un uomo. non si tratta di controllarsi per impedirsi di degenerare in "mostri" ma al contrario, di farsi violenza per scendere sempre più in basso, un passo dopo l' altro. leggere questo bellissimo romanzo mi ha ricordato questo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
umberto (10-10-2011) Bravo Carofiglio! per me, la conferma, dopo la trilogia dell'avv. Guerrieri, di un "narratore" nel senso migliore del termine, leggibilissimo e godibilissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara (06-10-2011) Bel libro, si legge scorrevolmente. Ci ho ritrovato molto dello stile della serie dell'avv. Guerrieri. Non che sia un "male" visto che era uno stile che mi piaceva...ma forse mi aspettavo qualcosa di piu' diverso. Comunque buona lettura. A parte la modalita' con cui Giorgio e Francesco, i due protagonisti, si conoscono...non mi e' sembrata molto realistica... Ora sono curiosa di vedere il film... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tatiana (09-01-2011) Una storia travolgente, narrata in prima persona dal protagonista Giorgio, che accetta di entrare nel gioco, sempre più pericoloso, proposto da Francesco. Il protagonista passa da stati di euforia e di ebbrezza, associati al poker, all'ansia, quando si deve preparare per il viaggio, a depressione e incubi, di notte, alla noia, con le donne, infatti l'amore è inesistente e il sesso mai soddisfacente. Giorgio è uno strumento nelle mani di Francesco e lui ne è consapevole, anche se all'inizio delle varie situazioni non sa mai fino a che punto, lo viene a sapere sempre dopo. L'ultima parte è sempre più incalzante e drammatica e i passaggi un po' forti. Un romanzo da gustare, tutto d'un fiato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elda (18-09-2010) Questo romanzo di G. Carofiglio, caratterizzato da un fine lavoro di scavo psicologico, mi ha appassionato dalla prima all’ultima pagina. Lo stile è lineare ed incisivo, l’impianto narrativo ben strutturato, la trama coinvolgente. Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisabetta (05-06-2010) premetto prima di tutto che la scrittura di carofiglio mi piace molto e la ritengo molto scorrevole.
io avevo un'idea del romanzo diversa da quella che effettivamente poi ho letto.
ben scritto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Miro (04-06-2010) Una riflessione, struggente a volte, sulla memoria e sulla giovinezza. Vorrei consigliare poi al sig. Intrevado di imparare a scrivere in italiano, prima di formulare giudizi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luc!a (28-01-2010) molto molto bello. Scrittura piacevole, lettura rilassante. Complimenti! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (17-09-2009) Assolutamente per caso mi sono imbattuto in questo testo e ho prodotto , dopo averlo letto molto attentamente , questo mio giudizio critico che , vi propongo e sul quale mi piacerebbe confrontarmi con altri lettori. Eccolo. Se per scrivere una storia leggibile abbiamo bisogno di qualche ulteriore tentativo e un bel po' di carta accumulata nel cestino sotto la scrivania , allora , vuol dire che siamo del mestiere. E basta. Se invece , riusciamo a catturare l' attenzione e l' interesse di piu' di un lettore che in virtu' di questa sua lettura personale del nostro lavoro ci promuove ai suoi conoscenti con convinzione , e accorata raccomandazione , allora si ha certamente del talento. Se infine , non senza fatica , riusciamo a mettere insieme un lavoro letterario che incide con un segno inedito , o almeno altamente interessante , nell' immaginario del pubblico - lettore , nella critica letteraria accreditata e seriamente disposta all' analisi di un opera e sopratutto , nel perduraturo ricordo di chi ci legge. E...allora si e' sicuramente un genio. Carofiglio e' a mio modestissimo parere , di lettore malato di lettura , senza alcun dubbio : del primo dei tre gruppi . Scrittori di mestiere. Vale a dire che , conosco tantissima gente che scrive come lui scrive , stessa tecnica , stesso intreccio di fabula , stesso argomentare , e che molto onestamente , almeno la maggior parte di loro , riconosce i propri limiti nell' attribuirsi supposti talenti. Ora , come si spiega il non trascurabile , quanto interessante , particolare che , alcuni di costoro arrivano , addirittura , a ricarvarci un profitto tale da consentirgli di vivere di questa loro scrittura e' per me un grande mistero. Un enigna molto piu' arcano e intricato e complesso di qualsiasi giallo o simili che Carofiglio potra' , vorra' , proproprmi. Senza lasciare in me : alcuna traccia. Duratura. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
umberto73 umbertoparri@yahoo.it (13-09-2009) Un bel romanzo sopratutto perche scorrevole e con personaggi veritieri.Essenziale e senza tanti fronzoli, bello e inquietante il protagonista Francesco! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (18-12-2008) Ottimo romanzo; si rischia di non interromperne la lettura fino alla fine.Alcuni personaggi sono però solo abbozzati e di essi mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più.
Ho avuto anch'io la sensazione che lo scrittore ha dovuto in qualche modo ridurre la lunghezza del romazo.Peccato!
Aspetto ore di vedere il film che è uscito da poco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Picasso lorenzomailing@yahoo.com (14-12-2008) Dopo “Economia all’idrogeno” di J. Rifkin, Carofiglio mi ha allietato le mattinate in spiaggia questa estate. Il libro si legge bene anche se la sensazione è che sia stato un po’ tirato via. Leggendo ho avuto la netta sensazione che lo scrittore dovesse rispettare una scadenza per la consegna del lavoro. Francesco il torbido paradossalmente è più verosimile che Giorgio, l’ex studente modello che viene risucchiato dall’attrazione del peccato, del male. E’ il secondo romanzo che leggo di Carofiglio (dopo Testimone Inconsapevole) ma credo che sarà anche l’ultimo.
Si può leggere di meglio. 3/5.
Ora proverò a recuperare con “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio4tacche (27-10-2008) La storia e' interessante anche se parzialmente prevedibile. La forza della narrazione ti porta a leggere il libro in un soffio.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
roberta (20-10-2008) il migliore dei libri di gianrico carofiglio, non c'e' dubbio: un libro complesso e ambizioso dai molti livelli di lettura, un racconto avvincente e teso come pochi e insieme una riflessione umanissima e profonda sulla perdizione, la memoria, la salvezza (ma e' mai possibile la salvezza, laddove resta la memoria?). straordinario.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovi (16-10-2008) Un'occasione sprecata. Peccato perchè gli ingredienti c'erano tutti ma i personaggi sono solo tratteggiati e la storia non decolla.
Ti rimane addosso una sensazione di superficialità nella costruzione dell'impianto narrativo.
Molto meglio i gialli. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
roberto72 (06-09-2008) La storia ti prende, il libro scorre via facilmente, è vero che i personaggi sono trattati abbastanza superficialmente però Carofiglio ha la capacità di farti restare incollato alle pagine anche se a metà lettura già si intuisce l'epilogo. Buona lettura, consigliato Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luro62 (28-05-2008) Carofiglio scrive meglio i gialli. Il romanzo si legge bene ma non è un capolavoro. Sembra molto una sceneggiatura. I personaggi non sono delineati. La storia per alcuni versi è anche poco verosimile. Il fatto è che con la notorietà di Carofiglio si pensa di leggere un capolavoro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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