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Stella G. Antonio; Rizzo Sergio - La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio |
Dalle infrastrutture bloccate da lacci e lacciuoli di ogni genere all'attività legislativa farraginosa, dai ritardi nell'informatica che ci fanno arrancare dietro la Lettonia agli ordini professionali chiusi a riccio davanti ai giovani, dal declino delle Università-fai-da-te alle rivolte di mille corporazioni, dalle ottusità sindacali ai primari nominati dai partiti: l'Italia è un Paese straordinario che, nonostante la sua storia, le sue eccellenze, i suoi talenti, appare ormai alla deriva. Un Paese che una classe politica prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi non riesce più a governare. È la tesi di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: quella Casta, denunciata nel libro che ha rappresentato il più importante fenomeno editoriale degli ultimi anni, non è soltanto sempre più lontana dai cittadini ma è il sintomo di un Paese che non sa più progettare e prendere decisioni forti. E il confronto con gli altri Paesi, senza una svolta netta, coraggiosa, urgente, si fa di giorno in giorno così impietoso da togliere il fiato.
18 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Mark (12-01-2009) ho appena finito di leggere questo libro.
La forma espositiva è discutibile, comunque nel complesso piacevole da leggere e più scorrevole de "La Casta". Argomenti interessanti ma, a tratti, ripetitivi dei contenuti de "La Casta". Voto: 7 Voto: 4 / 5 |
Luigi Romano (22-10-2008) Il libro è semplicemente un'altra ottima inchiesta giornalistica. Quindi non aspettatevi che vi tenga svegli. Questa inchiesta è inaspettatamente precisa e chiara fin in ogni minimo dettaglio, data la quantità di nomi credo che sia stato addiritura controproducente affrontare un "sequel" in una maniera così pesante.
Voto: 3 / 5 |
Lucio (16-09-2008) Agli autori, il merito di illustrare il declino di una società con linguaggio semplice e spietata crudezza. Peccato manchi il capitolo dedicato al declino della dignità. Quella di chi in ogni cosa cerca solo la conferma dei propri preconcetti. E la critica se non li soddisfa.
Da leggere a piccole dosi e da regalare ai più distratti.
Voto: 5 / 5 |
Pierrot (07-07-2008) Quelli che la sanno sempre più lunga degli altri, che non si fanno infinocchiare, già li sbeffeggiano. Sono anticaglia. Ma certo, la colpa è dei politici e non di Tizio o di Caio...ehhhh ingenuotti. L'ennesimo spaccato di realtà di due giornalisti che hanno il grande demerito di non essere schierati, se non a favore della civiltà. Un libro che non pretende di svelare gli altarini, quelli sono già stati svelati nel libro precedente, e quindi indigesto agli avanguardisti di cui sopra, che ne sanno sempre una più del diavolo. Salvo poi avere tessere di partito o di sindacato nel taschino, o andare a votare (per Maradona, s'intende). Voto: 4 / 5 |
Stefano zio_stefano@yahoo.it (25-06-2008) Forse andrebbe capito, e solo dopo un'attenta riflessione, criticato. Come si fa a dire che gli autori si schierano con chi ha smesso di combattere e si piegano ai compromessi? Far presente che in altri paesi le alte sfere si sono mosse in maniera più efficiente che da noi anche su temi delicati che spesso scatenano le ire e le invettive degli ambientalisti, mi sembra solo un modo per scuoterci e farci capire che qualcosa si può fare, basta volerlo. Finchè siamo disposti a svenderci come l'ultima delle "stradaiole" non potremo mai progredire come civiltà. Purtroppo dobbiamo riconoscere che come popolo molti in Europa ci considerano facilmente corruttibili e per questo ci trattano come partner di serie B. E' vero che il libro si presenta come un'accozzaglia di brutture storiche e moderne, ma è soltanto la nostra quotidianità messa su carta. Sconsigliato a chi chiagne e fotte e a tutti quelli che preferiscono infingardamente vivere sotto una campana di vetro. Voto: 5 / 5 |
stefano (14-06-2008) Prima di comperarlo lo avevo sfogliato distrattamente e ,a quanto avevo visto come voto avrei dato di meno .Ora dopo averlo letto direi che si tratta di un libro discreto piu o meno in tutti i capitoli che arriva nel pessimo nel capitolo sull' energia ( lodi su lodi all' energia nucleare e agli inceneritori vorrei vedere come si comporterebbero i due autori se venisse istallato fuori dalle loro case un bel reattorino ) , e poi per Rizzo e Stella un paese migliore si valuta da quanti conteiner vengono movimentai nei porti ? Voto: 2 / 5 |
Stefano (13-06-2008) Dopo averci raccontato con "La casta" i privilegi dei nostri politici, Stella e Rizzo ci portano a conoscenza, o meglio ci formalizzano, tutto quello che questa inefficiente e corrotta classe, totalmente avulsa dai problemi dei comuni cittadini senza distinzione di partito, produce di corrotto e di marcio.
Da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |
max (06-06-2008) Fagocitato in pochi giorni devo ammettere che quando ci si riferisce a politici con nome e cognome è una goduria (La Casta) quando invece si narrano vicende anonime il discorso cambia e rischia di diventare palloso.
Importa solo come l'Italia (e non solo lei) è destinata a far la fine dei vari Cile, Argentina, Venezuela, etc. Voto: 4 / 5 |
CLAUDIO (02-06-2008) Ennesimo libro dopo la cui lettura uno si chiede cosa fa ancora in Italia. E' vero che molte cose sono già note a chi legge sul Corriere gli articoli di Stella e Rizzo o alcuni libri usciti recentemente come FINE PENA MAI o CAPITALISMO DI RAPINA. Non sono assolutamente d'accordo con chi taccia di partigianeria gli autori: anche nel caso dell'energia vengono riportate tutte le contraddizioni italiane. Voto: 5 / 5 |
alberto (01-06-2008) Si tratta di un libro che si avvicina molto alla realtà delle cose in italia. Un paese che ha smesso di credere in se stesso e nelle proprie capacità. Voto: 4 / 5 |
maurizioliberti.style.it (30-05-2008) L'indignazione e lo sdegno per i fatti raccontati sono direttamente proporzionale alla cura con la quale l'inchiesta è stata svolta e documentata. Meno leggibile del precendente (che aveva dalla sua parte anche l'innegabile effetto novità), ma pur sempre quasi un dovere civico acquistarlo al di là dell'essere d'accordo o meno su alcuni passaggi. Voto: 3 / 5 |
Enrico (29-05-2008) Decisamente deludente e soprattutto molto lontano dalla realtà scientifica quando si mette a pontificare sul solare, sul nucleare, e sugli inceneritori.
Grazie ad internet sono partito un poco prevenuto e prima di decidere l'acquisto ho voluto "toccare con mano" la copia già in possesso di un amico.
Sconsigliato. Voto: 1 / 5 |
Paolo Rigamonti (24-05-2008) Alla fine, la colpa è sempre loro: dei politici.
Non dei dipendenti pubblici assenteisti, delle corporazioni e degli ordini profesionali che impediscono ai giovani di emergere, dei baroni della medicina e di quelli delle università, innamovibili per definizione, qualsiasi scempio compiano; nemmeno nostra, quando non seguiamo le regole della raccolta differenziata e quando consideriamo una scadenza tributaria un optional, o quando, alla fine, andiamo noi dal "politico" a chiedere il favore.Peccato però che in democrazia il re (e il sovrano è il popolo)è nudo e il ceto politico è l'immagine di un paese, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ed è il bello della democrazia.
Voto: 2 / 5 |
Stefano (19-05-2008) Con grande rammarico quoto totalmente Ilaria, nel senso che sono stato profondamente deluso da questo capitolo riguardante le fonti di energia. In esso Stella e Rizzo si sono dimostrati totalmente privi di obiettività giornalistica e hanno preferito lanciare invettive contro i presunti talebani ecologisti facendo di tutta l'erba un fascio per poter portare avanti la loro tesi. Le argomentazioni a favore del nucleare sono a dir poco sterili e piuttosto pretestuose. Una vera delusione. Voto: 1 / 5 |
Maria.B (19-05-2008) Un libro che vale la pena leggere, poco "ideologico" sopratutto si limita a sciorinare dati ed statistiche da confrontare con paesi simili, e a volte anche dissimili (tipo i cinesi)per capire quanto può fare l'uomo se s'impegna. Il libro pur essendo molto pieno di dati e numeri, è scorrevole nella lettura e interessante nei contenuti. Evidenzia una decadenza dell'Italia che dipende in fondo solo dagli italiani.
Vedo un lettore che valuta il libro con un punteggio minimo (1) in quanto gli autori sono a favore del nucleare.....Ecco... Voto: 4 / 5 |
Ilaria (08-05-2008) Analizzando le arretratezze del nostro paese, purtroppo gli autori passano dalla parte del potere (capitolo 6) esprimendo opinioni a favore del nucleare, affermano più o meno che l'energia solare è un'utopia e "sponsorizzano" i termovalorizzatori. Si scagliano contro coloro che sono contrari chiamandoli "talebani ecoligisti" accusandoli di essere in gran parte la causa della dipendenza energetica dell'Italia dall'estero e dell'arretratezza. "Un termovalorizzatore inquina [con le polveri] meno di 15 automobili Euro2"... Basta l'opinione di un esperto per affermare questo...
Mah! Voto: 1 / 5 |
Paolo Bernardini pb@bu.edu (05-05-2008) Dopo la lettura di questo libro, ci si domanda davvero: "Fino a quando?". Il progetto risorgimentale appare terminato, e l'Italia sopravviverà solo tornando ad essere quello che era per Metternich, un'espressione geografica. Al suo interno vi saranno numerosi stati liberi e indipendenti, possibilmente non federati o confederati. Era una delle possibilità che si presentavano agli italiani nel 1815, una delle possibili strade da intraprendere. Ma purtroppo non venne intrapresa allora. Adesso, è l'unica salvezza, e libri come questo e il precedente, La Casta, anche se non è nelle intenzioni degli autori, lo mostrano pienamente. Altrimenti, gli italiani (dell'Italia non interessa più a nessuno) saranno condannati ad immiserirsi sempre più. Non c'è altra via d'uscita. Voto: 5 / 5 |
Piergiorgio Lupoli (03-05-2008) Drammatico, viene voglia di emigrare Voto: 5 / 5 |
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