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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Vichi Marco - Per nessun motivo

Per nessun motivo TitoloPer nessun motivo
AutoreVichi Marco
Prezzo
Sconto 15%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
Prezzi in altre valute
Dati2008, 194 p., rilegato
EditoreRizzoli  (collana Rizzoli best)

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Descrizione
Dopo venticinque anni di serena vita in comune, un fulmine si abbatte sul rapporto fra Antonio e Loredana: una lettera aperta per caso (e nascosta) da Loredana nei primi giorni del loro matrimonio, in cui Christine, l'ex fidanzata francese di Antonio, gli comunicava di essere incinta di lui. Quando Antonio ritrova la lettera non sa se odiare o comprendere la moglie per il suo silenzio, ma decide di partire per Parigi. Lì scopre che Christine è morta e sua figlia Coco ha venticinque anni e vive in un appartamento ereditato da una zia. Dopo appostamenti e indecisioni, Antonio riesce ad avvicinare la bellissima Coco, non si rivela, comincia a frequentarla e si rende conto, con terrore, che la ragazza si sta innamorando di lui. Ma anche Antonio non è insensibile al suo fascino...

La recensione di IBS
Due figure indistinte passeggiano lungo la Senna, guardando i battelli ormeggiati sul Quai du Louvre e respirando l'aria dolciastra delle notti parigine. Lei è una giovane donna, Corinne, studentessa della Sorbona dai lunghi capelli biondi, lui, Antonio, alla soglia dei suoi cinquantanove anni, sfoggia la naturale eleganza tipica dell'uomo italiano. A prima vista si direbbe che siano padre e figlia, ma gli sguardi, i sorrisi e i silenzi tra loro rivelano qualcosa di diverso.
Solo fino a qualche giorno prima, mentre nel suo laboratorio in Toscana si dedicava al bricolage, Antonio non avrebbe mai immaginato di vivere una seconda adolescenza a Parigi. Poi, invece, una lettera ingiallita dal tempo sconvolge la sua vita: dopo venticinque anni di matrimonio Antonio scopre di avere un'altra figlia, nata da una breve relazione con una donna francese. Per anni Loredana, sua moglie, aveva saputo e taciuto, per paura che la stabilità della loro unione venisse compromessa. Ma un giorno, per caso, riemerge dal fondo di un cassetto una lettera contenente l'amara confessione. è così che inizia l'avventura di Antonio per le strade di Parigi, alla ricerca di una figlia sconosciuta. Nel disperato tentativo di affrontare le proprie responsabilità e di rimediare a un'assenza durata una vita, Antonio si ritroverà a pedinare una giovane donna, a seguirla al lavoro e ad offrirle un caffé prima, poi una cena, poi il braccio durante le lunghe passeggiate nelle sere parigine. Nel tentativo di attraversare la spessa soglia del non detto, che sempre accompagna gli incontri più importanti della nostra vita, Antonio si scoprirà un uomo vile, titubante, insicuro.
Marco Vichi, autore della trilogia dedicata al Commissario Bordelli e di altre antologie e romanzi noir, in questo caso si allontana dal genere, senza però dimenticare gli strumenti del mestiere di giallista. Il lungo e intrigante gioco dell'attesa, il colpo di scena finale, il crescendo di emozioni che sfocia in un finale a sorpresa: la struttura del romanzo è certamente quella di un giallo, ma la storia potrebbe essere il copione di una commedia degli equivoci. Anche in questo caso Vichi trasporta nella vita quotidiana l'intrigo, in questo caso la rete intricata delle emozioni che si possono affastellare nella mente dell'uomo al cospetto di una scelta decisiva. Lo fa attraverso un romanzo che si legge tutto d'un fiato, che fa riflettere, che nasconde tra le righe un miscuglio indistinto di orrore e tenerezza.

I vostri commenti
14 recensioni presenti.  Media Voto: 2.85 / 5

Paolo Pallanti (05-03-2011)
Bel libro. Io apprezzo sempre quando si scava nei sentimenti umani, quando si esaltano le incertezze, i dubbi, gli imbarazzi. Non sarà un libro da premio letterario, forse, ma tutte le mattine l'ho lasciato sul comodino con un senso di nostalgia fino alla sera successiva, ansioso di riprendere la lettura ... secondo me un buon libro, da leggere senza dubbio, per ricordarsi di essere umani.
Voto: 3 / 5
simone (23-09-2010)
E' incredibile come Vichi, pur in un libro non riuscitissimo come questo, riesca a tenere incollato il lettore alle pagine. Io l'ho finito in un paio di giorni, ma se avessi avuto più tempo l'avrei divorato in poche ore. E' sicuramente un merito dello stile e del "mestiere" di alto livello di questo scrittore.Questo libro in particolare, però, ha diverse situazioni che non mi hanno convito: ottimo lo spunto iniziale, bello il colpo di scena finale, ma rispetto ad altri lavori di Vichi "Per nessun motivo"mi è piaciuto meno.Perchè allungare la minestra ripetendo molte(troppe)volte le riflessioni sul dire o non dire la verità del protagonista? Si rischia di risultare ripetitivi, e uno come Vichi non ha bisogno di soluzioni del genere; perchè il protagonista non ne combina una giusta, sbagliando e continuando a sbagliare senza imparare un minimo dai propri errori?E' irritante vedere come , un volta arrivato a Parigi, non ne azzecchi una, soprattutto non riesca dopo settimane a rivelare la verità alla figlia...causando indirettamente il "disastro" finale( non dico di più per non sciupare la sorpresa). In altri libri di Vichi i protagonisti, pur negli errori, risultavano umanamente vicini e soprattutto degni di indulgenza; qui invece questo signore che fa un disastro dietro l'altro e spende migliaia di euro in ristoranti alla moda fa solo rabbia.
Voto: 3 / 5
CLAUDIO D'ANGELO (16-03-2010)
Ecco a voi un puro esempio ostentazione al rimando. Sia chiaro l'idea di fondo è strutturata molto bene e, a primo sguardo, potrebbe catturare subito l'attenzione del lettore, quello che non gira però, è come lo scritore tiri alla lunga il discorso sulla debolezza dell'uomo nell'affrontare la verità in una situazoine di piacere. Sembra quasi infatti che lo stesso Vichi diventi il protagonista del libro e, parallelamente a quest'ultimo, gira e rigira sull'argomento postando di continuo gli stati d'animo di un uomo che, subordinato dalla monotonia della vita a cinquant'anni, alimenta quelle poche emozoini con il gusto del rimando. La storia, di conseguenza, dopo una partenza abbastanza accettabile si perde nei meandri del rinvio, in maniera del tutto inspiegabile. Tralasciando questo senso di dejavu continuo di molte pagine si arriva ad un finale interessante che, addirittura, quasi non ci si aspettava dopo essersi abituati all'ovattatura creata in precedenza; finale che inoltre presenta diversi richiami alla morale, per citarne qualcuna, la classica sul non lasciare nulla di intentato e soprattutto, fulcro sottolineato del libro, sul fatto che anche il destino, a certe situazioni, risulta essere sensibile.
Voto: 3 / 5
Tiziana (24-09-2009)
Mai titolo più azzeccato.... Per nessun motivo infatti rileggerei questo libro. Privo di significato, anonimo e banale. Ho letto altri libri di questo autore che ho sempre trovato divertente e scorrevole nel suo scrivere. Ma questa volta non mi è piaciuto per nulla!
Voto: 1 / 5
ant lomell@libero.it (28-03-2009)
Cattura subito l'attenzione, si espande come storia e curiosità, ma poi l'autore decide di tenere sulla corda il lettore, troppo secondo me...La storia è quella di un padre che scopre per puro caso di avere una figlia mai vista, e decide di partire alla volta di Parigi per conoscerla; e qui il libro s'inceppa. Salvo poi un colpo di teatro finale che ravvviva un pò il tutto..ma la parte centrale del libro e fiacca
Voto: 2 / 5
alessandra alebabs@interfree.it (21-03-2009)
Libro molto bello. Ti fa capire quanto sia necessario essere chiari e parlare, non nascondere. Si legge molto velocemente e arrivare alla fine è un attimo.
Voto: 4 / 5
francesca (25-02-2009)
da evitare. inconcludente, pretenzioso, superficiale. il protagonista è l'emblema dell'inazione sia fisica che mentale. luoghi comuni in abbondanza e nessuno slancio vitale.
Voto: 1 / 5
Sandra (20-01-2009)
Che delusione! Ridateci il Vichi di Guanda perché quello di Rizzoli sembra uno scrittorucolo mediocre (che sia colpa anche dell'editor?). L'ho letto in una notte non perché mi prendesse ma per togliermi il pensiero. Somiglia più allo stradario di Parigi che a un romanzo. Se si tolgono i nomi delle strade e le descrizioni delle cene restano sì e no cinquanta pagine di ostentazione della ricchezza e di stupidità. Da evitare.
Voto: 1 / 5
biby (07-01-2009)
libro meraviglioso... da leggere in un attimo,come sempre marco vichi fa centro.
Voto: 5 / 5
anna maria p. (07-01-2009)
deludente deludente deludente; d'accordo bella e amata Parigi ma quest'uomo che vaga per Parigi, spendendo mucchi di quattrini è veramente insopportabile; personaggi stereotipati, tutti; quanto al finale sarà anche a sorpresa ma è anche molto prevedibile; Meglio tornare ai gialli, Vichi!
Voto: 1 / 5
Guerino Paolini (07-01-2009)
Quando si legge un libro tutto di un fiato ci saranno di sicuro dei validi motivi, non escluso le due o tre ore libere da regalarsi per portarlo a termine, e già questo di per sé è un aspetto positivo. L’ultimo di Vichi è una storia accattivante che ti affascina e ti conduce nella magica atmosfera della luminosa Parigi; ha una scrittura semplice e immediata che però non disdegna l’analisi introspettiva del personaggio alle prese con un colpo di scena insperato per la sua età. La trama, costruita per rimandare continuamente l’epilogo, potrebbe dare l’impressione che si voglia allungare il corso degli eventi più del dovuto, ma Vichi è un autore di livello e non fa diminuire mai la soglia di attenzione, riaffermando la sua vena di giallista. E’ ora che il panorama letterario si accorga della bravura di questo autore sempre capace di trovare soluzioni narrative originali, ma forse per noi, suoi estimatori, è più opportuno che rimanga uno scrittore di nicchia. E’ meglio che le cose piacevoli vengano conservate con discrezione, magari in un cassetto e pronte a saltare fuori dopo tanti anni, quando meno te l’aspetti.
Voto: 5 / 5
Giuliano Sale (16-12-2008)
Ho la fortuna di essere perfettamente padrone della lingua francese e di quella italiana. Per di più ho anche vissuto a Parigi per qualche mese. Si vede che Vichi deve aver vissuto o per lo meno deve essere innamorato pazzo della Ville Lumière, da come le sue descrizioni sono precise, e il francese contenuto nel libro è ben scritto (anche se molto poco). Detto questo Vichi ha sempre la facoltà di sorprendermi, non è mai la fine che ci si puô aspettare, riesce sempre a fregarmi ed è questo che mi piace. Il libro è une meraviglia, non ho potuto smetterre dall'inizio alla fine. Una storia molto di fuori dal comune, ed un finale che non ti aspetti, e non dico di più, sennò i futuri lettori saranno molto dispiaciuti. Ancora una volta Marco Vichi ci regala una storia avvincente, che ti prende completamente dell'inizio alla fine. Per me il miglior autore italiano di sempre. Leggete questa storia, vi darà un piacere immenso. PS : Caro Marco Vichi, se mi legge, a quando la traduzione dei suoi libri in francese ? Ne parlo tanto a mia moglie che non vede l'ora di leggere le sue storie, e per lei in italiano è difficile. Grazie. A+.
Voto: 5 / 5
AGT (14-12-2008)
Che delusione quest'ultimo Marco Vichi!Niente a che vedere con L'inquilino o con Il brigante né col commissario Bordelli...Antonio si dimostra una persona decisamente indecisa e senza carattere e anche la protagonista femminile non è che spicchi per qualcosa in particolare;sembra scritto in fretta,senza cura;l'unica attenzione pare che l'autore la metta nella descrizione di Parigi,delle sue strade,delle fermate del metrò o nelle cene e abbondanti bevute dei personaggi.Sorprendente il finale,si,ma non cambia niente.
Voto: 1 / 5
Michele Vaccaro mister_mike@virgilio.it (23-11-2008)
La grandezza di Marco Vichi è contenuta tutta nella fluidità e semplicità del suo stile, caratteristiche tipiche degli scrittori dal talento autentico. Tutti i suoi libri possono definirsi intellegibili, vale a dire capaci di interessare il lettore colto come la casalinga di Voghera. Non fa eccezione il suo ultimo lavoro-Per nessun motivo-. Trattasi di una storia estremamente intrigante che tiene incollati alle pagine fino al finale beffardo, come a volte la vita sa essere. Ve lo consiglio caldamente. Marco Vichi è senz'altro uno dei migliori autori italiani contemporanei. Leggere per credere.
Voto: 5 / 5

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