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Machiavelli Niccolò - Il principe | Nessun libro italiano è stato ed è tanto diffuso e conosciuto nel mondo quanto Il Principe. Nel momento forse più buio della storia d'Italia, mentre potenze straniere si contendevano i ricchi ma deboli Stati regionali, Machiavelli, allontanato dalla politica attiva, trasfuse il sapere acquisito in quindici anni di amministrazione dello Stato in un'opera amara e disincantata nella quale, tracciando il profilo del principe ideale, analizzò le ragioni dell'agire umano, separò la politica dalla morale e dette avvio al pensiero politico moderno. Questa nuova edizione del testo, accompagnata da un commento linguistico e storico e da una silloge di letture critiche, si propone di esaminare la genesi dell'opera e le ragioni ideologiche a essa sottese. Raffaele Ruggiero è ricercatore di letteratura italiana presso la facoltà di Lingue a Bari.
| La recensione de L'Indice |
 Quest'edizione si colloca nel quadro di un progetto di eccellenza, i "Classici italiani" pubblicati nella collana "Bur" della Rizzoli in collaborazione con l'Adi (Associazione degli Italianisti). Presenta il testo del Principe accompagnato da un ricchissimo commento a più dimensioni, che spazia da informazioni di carattere filologico a un'attenta esegesi dei contenuti filosofici, dai necessari rimandi storici a opportune osservazioni di carattere lessicale. L'introduzione del curatore colloca l'opera nella biografia di Machiavelli e ne precisa l'orizzonte argomentativo: Il Principe non nasce da un'astratta riflessione filosofica o storica, ma dall'umana urgenza di Machiavelli di veder nuovamente riconosciuta dai Medici, nuovi padroni di Firenze, "la propria competenza di sagace amministratore della cosa pubblica". A questo scopo Machiavelli condenserà nel suo libretto "il precipitato coerente di quattordici anni di alta amministrazione della repubblica": i topoi della tradizionale dottrina politica classica e umanistica forniranno soltanto la cornice di una prosa densa di fatti e maturata in una lunga pratica della macchina statale. Prosa complessa e attraversata da irriducibili contraddizioni, quale non può non essere quella di un libro "per i politici" scritto da un uomo che politico non era, e di un libro di precetti stilato da un autore che alle regole non credeva. È proprio partendo da queste contraddizioni che il curatore mette a punto una lettura del testo molto lucida e aggiornata, nutrita di amplissimi riferimenti bibliografici. La integrano, in appendice, i suoi utili Appunti sulla fortuna del Principe e un'antologia di letture critiche in cui troviamo Meinecke, Croce, Gramsci, Pocock e Senellart. Mariolina Bertini |
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