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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

McCullough Colleen - L' indipendenza della signorina Bennet

L' indipendenza della signorina Bennet TitoloL' indipendenza della signorina Bennet
AutoreMcCullough Colleen
Prezzo
Sconto 15%
€ 18,28
(Prezzo di copertina € 21,50 Risparmio € 3,22)
Prezzi in altre valute
Dati2008, 444 p., rilegato
TraduttoreZuppet R.
EditoreRizzoli   

Disponibilita immediata
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Descrizione
Elizabeth la saggia, Lydia la mondana, Jane la bella, Mary la timida. Generazioni di lettrici hanno pianto, sperato, sognato insieme alle sorelle Bennet, indimenticabili protagoniste di "Orgoglio e pregiudizio". Vent'anni dopo l'epilogo del romanzo della Austen, le ritroviamo qui al fianco di mariti devoti, distratti o crudeli; assediate dalla malinconia o dai pettegolezzi: impegnate a crescere i figli o a frequentare circoli alla moda; alle prese con le gioie, i dubbi e le debolezze del tempo che passa. Tutte tranne Mary, la più docile, la più riservata... Non si può dire che, fino a qui, la vita sia stata troppo generosa con lei: bruttina, ignorata dai pretendenti e inchiodata alle convenzioni, ha trascorso più di un decennio al capezzale di una madre capricciosa e malata. Ora, alla morte di questa, si ritrova improvvisamente sola e libera, con un futuro tutto da inventare. Sfidando le convenzioni e le proprie più profonde paure, Mary si getta in un'avventura imprevedibile, complicata e appassionante quanto la vita stessa.

I vostri commenti
12 recensioni presenti.  Media Voto: 2.83 / 5

SILVIA (31-10-2011)
Come romanzo non è male, la lettura è scorrevole .... ma penso che parecchi personaggi di Orgoglio e Pregiudizio ne escano completamente stravolti! Soprattutto non riconosco più Elizabeth e Darcy che ho lasciato fidanzati e innamorati e qui ritrovo sposati e infelici (certo tutto è possibile nella vita, ma un Darcy così freddo e spietato nei confronti di moglie e figli mi sembra troppo lontano dal personaggio che ho conosciuto e amato nel romanzo della Austen).
Voto: 3 / 5
Dani Giordano giopad@vipnet.it (06-04-2010)
Il romanzo, in complesso, è piacevole e di facile lettura. Non quanto ‘Orgoglio e pregiudizio’ ma comunque godibile, anche se mi pare che traspaia eccessivamente il fatto che a scrivere il romanzo, ambientato all’inizio dell’Ottocento, sia una scrittrice di due secoli dopo. Ho trovato stonati i continui richiami alla solidarietà, alla beneficenza e all’altruismo, concetti che sanno troppo di epoca contemporanea.
Voto: 4 / 5
Giorgia (21-02-2010)
Non capisco il perché di tutti questi commenti negativi...a me è piaciuto molto, l'ho trovato avvincente e scorrevole. Forse l'autrice avrebbe potuto dare un ruolo più attivo al Signor Sinclair, comunque a parte questo è un libro che conisglierei a chi ama i romanzi senza troppe pretese.
Voto: 4 / 5
Fosca (24-11-2009)
Sono solo a pagina 100, ma sento il bisogno di dare un giudizio... Ho trovato in queste poche pagine descrizioni degli aspetti caratteriali e fisici dei personaggi che, secondo me, demoliscono il libro - che dico, il capolavoro - di Jane Austen. Pagina 18 - 19. Ecco cosa pensa Darcy: "Finalmente la vecchia megera (la signora Bennet) è morta. E' una cosa umiliante sposare qualcuno di ceto inferiore al proprio, a prescindere da quanto sia grande l'amore o da quanto sia tormentoso il desiderio di consumare quell'amore. E non ne è valsa la pena. La mia regale e bellissima Elizabeth è una zitella avvizzita quanto sua sorella Mary. Ho un figlio malaticcio ed effemminato e quattro orribili bambine. un bello smacco per me, signora Bennet! Che il diavolo prenda voi e tutte la vostre splendide figlie. Il prezzo è stato troppo alto". Sarebbe questo il signor Darcy di cui mi sono innamorata in Orgoglio e Pregiudizio?! Non trascriverò altri capoversi, ma Kitty parla male di Elizabeth e Jane insinua che Lizzy abbia sposato Darcy in seguito all'aver ammirato i suoi possedimenti a Pemberley; Lydia è descritta come una vecchia trasandata (anche se nel periodo in cui si ambienta il libro dovrebbe avere sì e no trentaquattro anni), i suoi capelli sono definiti unti e addirittura verdognoli! Jane è rimasta incinta venti volte in diciassette anni, e Mary ne parla usando un'espressione del tutto indelicata e volgare... da far rigirare Jane Austen nella tomba!
Voto: 2 / 5
maria rezza barba.mauro@virgilio.it (04-11-2009)
E' uno dei libri meno belli che io abbia mai letto. Primo non si può rovinare così una delle più belle storie d'amore di tutti i tempi poi non ha una trama avvincente, anzi direi che è proprio talmente assurda da risultare ridicola. l'ho finito solo perchè non sopporto di non terminare un libro ma è stata veramente dura!!!!
Voto: 2 / 5
Laura (06-07-2009)
Non sarò una che se nè intende molto ma credo che siano troppo forti le critiche per questo libro. Io adoro i romanzi e ho trovato molti momenti di suspance che mi lasciavano con fatica chiudere il libro.E' un romanzo bellissimo e forse perchè sono una femminista affermata che ho adorato la protagonista e stringevo i denti per lei.Il finale mi ha sorpreso e mi è davvero piaciuto. Lo rileggerei molto volentieri.
Voto: 4 / 5
Roberta (21-05-2009)
no, non è un brutto libro. leggero e scorrevole. tuttavia, avendo letto quasi tutti i romanzi di questa scrittrice (tutta la saga dei Cesari, per esempio), ho trovato questo un po'... sciatto! perdonatemi il termine, ma questa signora sa fare molto, molto meglio!
Voto: 2 / 5
Dj (02-04-2009)
Senza infamia e senza lode. Indipendentemente dal principio ispiratore di cui non bisogna assolutamente tenere conto per apprezzarne la lettura, il libro è ben scritto e scorrevole. Tuttavia il rigore storico lascia molto a desiderare soprattutto nella dimensione psicologica dei personaggi, oltre che nei modi di dire che l'autrice mette loro in bocca (Lord Darcy: 'partire in quarta' In un secolo dove ci si muoveva solo a cavallo...un po' ridicolo...). Comunque un libro leggero e piacevole per una lettura poco impegnativa. Uno dei tanti tipici romanzi 'rosa' con pretese storiche. Se non vi aspettate troppo sarà godibile di sicuro!!
Voto: 3 / 5
Paolo (11-03-2009)
Dimentichiamo Jane Austen, dimentichiamo Orgoglio e Pregiudizio ed accingiamoci a gustare un romanzo che NON vuol essere un sequel ma prende spunto da personaggi, luoghi ed epoca già trattati da altri. Solamente così si può veramente leggere senza (scusate l'accostamento) pregiudizi vari questa avventura d'altri tempi. Non capisco l'accanimento contro una scrittrice non alle prima armi e che ci ha già dato affreschi storici di buon livello. Leggetelo senza fare paragoni inutili.
Voto: 4 / 5
lalli (14-01-2009)
HO LETTO MOLTI DEGLI INNUMEREVOLI SEQUEL DI O&P, GENERALMENTO NON SONO ESEMPI DI ALTA LETTERATURA MA A VOLTE SI PUO' APPREZZARE LA RICERCA STORICA E LINGUISTICA DEGLI AUTORI..QUESTO ROMANZO E' ASSURDO IN OGNI SENZO PERCHE' TRASFORMA IL GRANDE CLASSICO IN ROMANZACCIO DI AVVENTURA ED I PROTAGONISTI PARLANO COME SCARICATORI DI PORTO E DEGLI ORIGINALI HANNO SOLO IL NOME. E' UNA VRGOGNA SFRUTTARE COSI' IL NOME DI JANE AUSTEN!
Voto: 1 / 5
Elena (04-12-2008)
Non mi è piaciuto per niente, è uno dei romanzi più brutti che abbia mai letto! I caratteri dei personaggi sono stati completamente stravolti, in particolar modo il mitico Darcy. Ho letto altri tentativi di seguito di Orgoglio e Pregiudizio ma questo è senz'altro il peggiore. Sconsigliatissimo!
Voto: 1 / 5
abby (25-11-2008)
Possibile che Darcy sia davvero cinico come l’aveva giudicato inizialmente Elizabeth Bennet? Di più, senza cuore, impietoso verso il primogenito, addirittura capace di dire alla sua Lizzie: “Se potessi tornare indietro non ti sposerei”? Sì, Darcy pare cambiato, in peggio. Aspira alla carica di primo ministro. Vuole che il suo onore sia senza macchia. Così confinare la vecchia signora Bennet in una grande dimora controllata a vista dalla figlia Mary, rientra non tra i doveri del parente ricco ma nell’ossessione di preservare il proprio nome. Non tutto però si può controllare. Imprevedibile è che Mary dopo la morte della madre voglia conquistarsi l’indipendenza dai tipi come Darcy, magari viaggiando e scrivendo dei mali della società, salvo infilarsi in un guaio dopo l’altro e gettare nello sconforto l’intera famiglia. Ma nulla è votato a durare per sempre, anche le persone più impeccabili hanno segreti e Darcy è tra questi. Forse la sua bramosia di potere, consenso, autorità si fondano sulla consapevolezza di essere meno legittimati di altri a dirsi rispettabili. Come potrebbe essere altrimenti quando nella propria famiglia si nasconde il seme della malvagità, qualcosa da negare con qualsiasi mezzo, a scapito della propria felicità e di quella dei familiari, ignari di tutto, come Elizabeth incapace di credere al fallimento del suo matrimonio. Fino a quando gli eventi costringono a venire a patti con la propria coscienza, a rimediare al male subito e fatto, a disvelare l’infamia, ad emanciparsi da un passato di cui non si è responsabili. Così Darcy rimedia agli errori/orrori del padre Harold, riconciliandosi con il proprio figlio, la stessa Elizabeth, i suoi amici. Mary sarà ritrovata, intraprendente più che indipendente, capace di mandare in crisi le teorie di un vecchio pazzo, di sopravvivere in condizioni di clausura estreme e salvare tanti innocenti. E c’è anche il tempo per scoprire che solo una forma di dipendenza è accettabile: la dipendenza dall’amore, e a quella Mary non può fare a meno di cedere.
Voto: 4 / 5

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