|
|  |
Fallaci Oriana - Gli antipatici | Pubblicato nel 1963, "Gli antipatici" torna in libreria in una collana dedicata a tutte le opere di Oriana Fallaci. Gli antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de "L'Europeo", agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo, Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragón, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordoñez, Cayetana duchessa d'Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti: in un faccia a faccia implacabile e sottile, ironico e pungente, si trovano alle prese con un magnetofono e una intervistatrice alla quale, ancor più che al mezzo tecnico, nulla sfugge, neppure "uno scintillare di occhi, un agitarsi di mani". Ogni intervista è preceduta da una breve presentazione in cui la Fallaci, con grande senso dello humor e una dote innata per il racconto, esprime il suo giudizio. Come lei stessa scrive, i suoi antipatici sono "quasi sempre simpaticissimi".
Media Voto: 4 / 5Simone (14-09-2009) La solita, grande Oriana Fallaci. Vera maestra per chi, come me, di mestiere fa il giornalista. Concisa, originale, schietta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Intrevado Nicola (01-03-2009) La Fallaci ha inventato l' intervista e, non che questa tecnica non esistessi e lei l' abbia creata dal nulla.Intendiamoci.Inventata , nel senso di avergli dato nuova vita viva , nuova linfa crativa , nuova metodologia investigativa , nuovo slancio passionale.Non e' piu' l' intervistato oggetto della discussione in corso, nella quale egli , esibisce se' stesso con il suo codazzo di piume a mo' di pavone nel quale l' intervistatore e' solo la sua cassa di risonanza.Vivecersa , nelle interviste della Fallaci ,egli diventa , semmai , il pretesto ,o un pretesto , per argomentare di altre cose. Diversissimi e umane.Fin troppo , talvota.Certo queste dei primi anni sessanta , sono le prove alle grandi manovre che seguiranno di' li' a dieci anni , ma sono tentativi a volte molto riusciti ( Ginzburg , Magnani , Menotti ) e a volte un po' meno ( tante altre ), in alcuni casi , persino , molto meno ( il resto ).E, molto e' dato dai personaggi , poiche' lei , e solo lei , rimane la stessa.Quella di sempre e quindi , da sempre.Al posto di un giocatore di calcio quale Rivera , siedera' KISSINGER il segretario dei destini del mondo, al posto della Spaak , attrice da primi esordi, ci sara' la GHANDI di un India affamata o la MEIR di un Israele in ansia, al posto di Rubirosa diplomatico di insulsa fama , ci sara' NENNI il padre del socialismo italiano e , magari in quello di Pignatari un oscuro Playboy , sara' la volta di PANAGULIS.Ed e' tutto dire.Ma , in tutto questo , rimane intatto , il valore del libro quale documento che , cristalizza un' epoca , uno stile , un modo di essere e di intendere la vita.La Fallaci con ironia lo riporta , con astuzia lo descrive , con fantasia lo illustra , con grandi capacita' di racconto, nei cappelli indroduttivi lo presenta. Lo spiega.E di li' , in questo testo , ci rimane la lezione di grande maestra di scrittura anzitutto , poi di grande professionista nella sua onesta' espositiva. Infine di grande donna che parla non solo all' ospite di turno ma all' anima di chi legge. Grazie ancora 'O. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Fallaci Oriana |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|