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Socci Antonio - Il segreto di padre Pio | Il 20 settembre del 1918, un giovane frate cappuccino del Gargano, che conduce una vita santa nell'anonimato a San Giovanni Rotondo, riceve il dono delle stigmate. Il suo nome inizia a diffondersi e intorno alla sua figura carismatica si crea un popolo di milioni di credenti e di devoti. Attraverso le storie di miracolati e convertiti, i ricordi inediti dei suoi figli spirituali e alcuni documenti di notevole importanza, Antonio Socci indaga il mistero che si cela dietro alla sconvolgente missione del santo di Pietrelcina che si offrì in sacrificio per assumere su di sé le sofferenze altrui, ricevendone un segno tangibile nelle ferite del suo corpo, e che ebbe secondo molti un ruolo centrale nel preservare la vita di papa Woityla nell'attentato del 1981. E, nella vicenda spirituale e umana di padre Pio, trova risposte sorprendenti alle domande che affollano il cuore di ciascuno di noi: perché la sofferenza? Quale significato ha la nostra esistenza? Che senso ha il dolore degli innocenti?
Media Voto: 5 / 5Salvatore Palma (08-09-2011) Una biografia "insolita": bilocazioni, stigmate, guarigioni, tante sofferenze e capacità di "leggere" l'animo umano fanno di Padre Pio un mistico che ha vissuto, a volte incompreso, in simbiosi con Cristo che muore crocifisso. Un libro che appassiona e, molto spesso, sorprende! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GIUSEPPE ONORI (ONANO VITERBO) (29-06-2009) Egregio dottor Socci,ho letto molto attentamente il suo volume e la informo che nella mia giovinezza,erano gli anni '50/'60, ho avuto il piacere e l'onore di conoscere ed anche servire nel monastero di Camaldoli, sua ecc.mons. Maccari. A me sicuramente non ha dato alcuna impressione di essere lui il persecutore di San Pio, come da molti è stato presentato. Ricordo, a distanza di anni, la delicatezza di sua ecc.nza, il rispetto per me così giovane, i paterni consigli che mi ha elargito, il ringraziarmi per le piccole incombenze che svolgevo e soprattutto la grande bontà che ha dimostrato nell'interessarsi alle mie difficoltà ed ai miei turbamenti di adolescente. Prosegua nella sua opera di scrittore perché ha molti ammiratori. Un caro saluto da un pensionato. Giuseppe Onori Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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