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Deaver Jeffery - Nero a Manhattan | Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso l'imprevisto si chiama Rune, ha vent'anni, è bella ed eccentrica, cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi lontano dai guai. È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, "Nero a Manhattan", che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è sempre lei - che con il vecchio ha stretto un'improbabile quanto sincera amicizia - a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile. Con "Nero a Manhattan" Jeffery Deaver costruisce un intreccio intenso e d'atmosfera come un noir degli anni Quaranta, che avviene svelando il volto di una New York insolita e affascinante. L'opera prima di Jeffery Deaver, uno degli scrittori di thriller americani più apprezzati al mondo, venduta in 150 paesi e tradotta in 50 lingue. Doveva ancora vedere la luce Lincoln Rhyme, il geniale criminologo tetraplegico protagonista de Il collezionista di ossa e degli altri otto romanzi della serie a lui dedicata, quando negli Stati Uniti un giovane autore pubblicava questo romanzo. Il titolo originale Manhattan is my Beat è il titolo di un vecchio film del 1947 che Robert Kelly, il protagonista di questo libro, continua a guardare ossessivamente. Si tratta di un vecchio poliziesco, preso a noleggio in una videoteca, in cui due rapinatori muoiono lasciando in una valigia il bottino del loro ultimo colpo in banca. Un film in bianco e nero, capace di trascinare anche nelle pagine di questo avvincente romanzo tutta l'atmosfera retrò degli anni cinquanta. Il signor Kelly è un ex militare che, dopo la pensione, conduce una vita tranquilla e solitaria nell'East Village. Veste ogni giorno con giacca e cravatta, è allegro e pronto alla battuta e ama guardare vecchi film. Questo è tutto quello che Rune sa di lui, ed è quello che ha ripetuto anche al detective Manelli, il giorno in cui la polizia lo ha trovato morto sulla sua poltrona. Lei, l'impiegata alla videoteca, andava ogni giorno a consegnare al signor Kelly lo stesso film, immaginando per lui una vita che forse non esisteva. In fondo non sapeva niente di lui, aveva solo provato una simpatia inspiegabile e istintiva, proprio come istintiva era la sensazione che la chiave di volta dell'omicidio non fosse affatto legata a un maldestro tentativo di rapina, ma fosse nascosta nei fotogrammi di quella vecchia pellicola. Inizia in questo modo l'indagine parallela di Rune, una ventenne dai capelli viola, geniale e ribelle, affascinante ed eclettica, costretta a battere una strada piena di pericoli. Un personaggio estremamente brillante e complesso, che anticipa il grande estro cretivo che Jeffery Deaver ha saputo dimostrate durante la sua lunga carriera. Un piccolo gioiello per tutti gli estimatori del genere, ma anche per coloro che hanno voglia di addentrarsi nei fitti misteri di Manhattan.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Recensioni 1 - 20 di 25 recensioni presenti. Media Voto: 2.4 / 5M@rta (29-06-2010) ...sono una voce fuori dal coro probabilmente ma a me questo libro è piaciuto!certo non è un cimelio da avere a tutti i costi in libreria... ma nella sua leggerezza l' ho apprezzato!è scritto in modo scorrevole! l'ho letto in vaporetto in 2 giornate e mi ha tenuto compagnia durante il tragitto =) non sentivo neanche il vociare quotidiano dei turisti, tanto ero coinvolta nella vicenda!! certo alcune cose le ho ritenute un po forzate e improbabili... ma non me la sento di dare un giudizio totalmente negativo, anche perchè è la prima cosa che leggo di Deaver! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Theo75 (01-12-2009) Premetto che amo Deaver;...
ok,è la prima opera di colui che diventerà uno dei grandi nel genere,ma non giustifico,...
i soldi li ho spesi e nessuno me li ridarà indietro!...
Un' operazione solo commerciale,e ci sono cascato come un pollo!
Una noia tremenda.Ho faticato molto a finirlo.Per le prime 200 pagine non succede praticamente niente.
Poi non parliamo del personaggio principale,questa Rune ,descritto nella recensione come un personaggio brillante e complesso...ma per favore...lo descriverei meglio come un personaggio insignificante contornato da altri che come questa Rune cercano di stare a galla nella storia.Il Racconto è patetico senza senso!Un libro per me inutile! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
jonathan (23-11-2009) primo libro di jeffrey deaver che leggo e,visto le grandi raccomandazioni su di lui ed il prezzo del romanzo, è stata una delusione. Ritmo un po' troppo basso secondo i miei gusti anche se la trama è abbastanza originale . Il finale pero' risolleva un po' il voto. Spero che il prossimo libro di Deaver mi soddisfi di piu' per il momento pero' posso solo dire,a mio modesto parere, che il migiore del genere resta Michael Connelly. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
paola (02-10-2009) Deaver è giustificato solo perchè è il suo primo romanzo e si sente che è datato. Potevano risparmiarci la pubblicazione di questo libro a mio avviso debole e inutile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Silvia shiondgl@interfree.it (26-08-2009) Non sapevo fosse il primo ormanzo scritto da Deaver, ma un po' l'ho pensato. Sicuramente non e' intenso come gli altri che ho letto, si sente che era agli inizi. In ogni caso, l'idea iniziale secondo me e' buona, avrebbe dovuto delineare meglio e piu' relisticamente i personaggi. Leggero. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fiorella (28-07-2009) E' sicuramente il libro di uno scrittore esordiente ma le recensioni molto negative che ho letto sono a mio parere eccessive. E' un "romanzo-noir", certo non un triller, ma io l'ho trovato gradevole ed è stato intrigante scorgere qua e là l'embrione dei romanzi successivi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano Rupolo (18-07-2009) Forse il peggior libro di Deaver. Visto il calibro dell'autore ci si aspettererbbe ben di più. Diverse spanne sotto i suoi standard. Sconsigliatissimo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
cristiana (26-06-2009) Non è il Deaver che mi appassiona e mi tiene con il fiato sospeso. La lettura non è spiacevole, però sembra di leggere le vecchie storie di Pellam.
L'eroina è un incrocio tra Lisbeth Salander (anche se Deaver è arrivato prima di Stieg Larsson)e Alice nel paese delle meraviglie. Poco convincente come personaggio.
Nel complesso il libro scivola via con una leggera impronta del thriller ai quali ci ha abituato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Robin (11-06-2009) Il libro è decisamente diverso dal genere alla Lincoln Rhyme a cui i fan di Deaver sono abituati. Comunque ho apprezzato questo giallo che mi ha dato la giusta dose di emozione. Piacevole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
A-Man andreaammannati1951@libero.it (19-05-2009) Prima parte e anche oltre da dimenticare,qualcosa del vecchio D.si intravede nel finale,ma non basta per consigliarlo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
stefano (16-05-2009) sono solo a pagina 110 ma mi annoio da morire.
Non sapevo che fosse stato scritto diversi anni fa. Mi chiedevo infatti se l'avesse scritto veramente lui o l'avesse solo firmato. Troppo diverso lo stile dai suoi romanzi successivi.
Ma se è uno dei suoi primi romanzi ci puo'stare... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Hit_Man (29-04-2009) Io credo che per quanto poco smaliziati si possa essere, dare 5/5 a qusto libro è del tutto fuori misura, oltreché disonesto nei confronti di chi magari vorrebbe leggere recensioni indicative anche per gli acquisti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
maurizio (20-04-2009) spiacente di aver letto un romanzo inferiore ai precedenti ,pare quasi uno di quei romanzi degli esordi magari rimasto nel cassetto .
molte recensioni mi sembrano false Voto: 2 / 5 |  |  |  |
juri (14-04-2009) mi spiace, ma nemmeno mosso dal più ottuso buonismo potrei affermare di aver apprezzato questo romanzo: la vicenda non decolla mai, i personaggi hanno lo spessore della cartavelina, le metafore medievaleggianfantasy sono al limite del ridicolo e anche le citazioni cinematografiche non sono certo per palati fini. insomma, è tutto un alludere senza mai concludere, tranne quando a concludersi è la lettura del libro, ed è forse il momento più bello. meno male che Deaver poi col tempo è cresciuto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mauro (30-03-2009) Ho davanti agli occhi tutti i romanzi di Deaver.
L'investigatore paraplegico, attore d tante avventure, poi i bellissimi "L'uomo scomparso" e "Nel giardino delle belve" ma, amici miei (essendo lettori come me permettetemi) debbo dire che nulla di Deaver mi ha colpito come "Nero a Manhattan" che ho appena terminato.
Oh, certo, la parte centrale del romanzo è noiosissima, ma il finale, con la giovane Rune semplicemente grande, per le emozioni che ci regala, e l'ennesimo colpo di scena, che lo chiude, mi convincono di aver toccato con mano il talento, allo stadio embrionale, del futuro romanziere.
Alle corte : il più completo, il più intrigante, il più bello dei gialli da me letti sinora.
E mi dispiace che siamo in pochi ad averlo apprezzato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco_77 (25-03-2009) Per la prima volta sono costretto anch'io a dare un voto basso al mio scrittore preferito, questo era il suo primo libro e si vede.....comunque il suo stile è facilemente riconoscibile e nonostante non sia un capolavoro scorre via velocemente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Roberto (24-03-2009) DELUDENTE! a parte le prime 30 e le ultime 20 pagine, le rimanenti sono di una noia sconcertante; per fortuna nel 1988 si procurava da mangiare facendo l'avvocato e il giornalista altrimenti se la sarebbe passata parecchio male!
speriamo che la prossima pubblicazione sia degna del nome e non solo una mossa puramente speculativa. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Daniele (18-03-2009) Semplicemente deludente.La storia non è avvincente,personaggi anonimi,nessun colpo di scena....Jeffery mi hai deluso!
Inutile leggerlo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
silvia (07-03-2009) Di bellezza evocativa, in questo libro, c'è solo il titolo: " Nero a Manhattan ".
Il resto è silenzio.. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
annalisa (06-03-2009) Ho letto TUTTO Deaver, non solo la serie di Rhyme.
Tant'è che tra i migliori in assoluto, quelli che sono un manifesto della genialità dell'autore, reputo "Pietà per gli insonni" e "Il silenzio dei rapiti". Impareggiabili per la prosa e i colpi di scena che si susseguono fino ad finale che lascia senza fiato.
Conoscendo ben l'autore, IL MAESTRO del thriller moderno, ribadisco che, purtroppo, questo non mi è piaciuto per niente, noioso nella scrittura, lento nel racconto. Voto: 1 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 25
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