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Flavio e Francesco sono fratelli. Il primo è un pragmatico uomo d'affari, dirige con successo l'azienda di famiglia e ha saputo far sua una vita che ha trovato già pronta. Il secondo, musicista e viaggiatore, è di quelli che fin da piccoli vanno a sbattere contro il mondo, e da grandi si ritrovano disillusi pur senza perdere l'ironia. Difficile immaginare due vite più diverse, due orbite più distanti. Eppure la corrispondenza tra le certezze di Flavio e le inquietudini vagabonde di Francesco è troppo precisa per non far pensare a due opposti che, inesorabilmente, tornano ogni volta ad attrarsi. E poi ci sono le donne, ad aggrovigliare i destini: c'è Laura, moglie di Flavio da sempre innamorata di un altro, ed Elisa, l'incontro travolgente, la scintilla che Francesco non sapeva neppure di stare aspettando. "Io no" è la storia di questi amori: sovrapposti, sfasati, ricambiati, nascosti; è, soprattutto, il racconto esilarante e drammatico di un grande viaggio, quello che ognuno intraprende alla ricerca di se stesso. O di qualcuno che gli assomiglia.
14 recensioni presenti. Media Voto: 4.07 / 5Alessandra (31-07-2011) Talmente prevedibile da risultare rassicurante, sono tutti uguali i personaggi, senza storia, senza spessore, piatti come piadine romagnole, e noiosetti.
Due pecche imperdonabili, la totale mancanza di stile, questo libro potrebbe averlo scritto chiunque, anche un bambino, e le 'citazioni' che suonano di pubblicità occulta. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
elda (14-05-2011) Ironico, a tratti divertente e a tratti commovente, è un romanzo piacevole che ho letto tutto d'un fiato.
Mi ha molto intrigato il personaggio di Francesco, sensibile, inquieto, scombinato giovane uomo alla ricerca di se stesso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Andre (23-02-2011) Molto bello. L'ho letto tutto d'un fiato come raramente mi succede e a dispetto di un inizio un po' lento la continuazione della lettura é stata coinvolgente ed entusiasmante. Assolutamente consigliato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sergio (18-02-2011) E' stato detto che tutte le storie sono state già scritte, e si trovano tutte nell'Iliade e -soprattutto- nell'Odissea.
Cosa cambia allora da un autore all'altro?
Il modo di proporre il tema ricorrente.
Credo che questo bel romanzo ne sia l'ennesima dimostrazione.
Il protagonista, Francesco, è infatti l'ennesima reincarnazione di Ulisse, e tutto il racconto è incentrato sul tema viaggio e del ritorno a casa.
Lo stile è molto personale, scorrevole, i personaggi a volte sembrano tutti un pò stereotipati, è vero, ma tutti hanno un'intensa vita interiore, ben tratteggiata.
Al termine della lettura ho pensato che forse questo romanzo vuole lanciare questo messaggio: abbiamo tutti diritto alla nostra personale Odissea, forse tutti noi siamo come Ulisse, abbiamo bisogno di perderci per il mondo per capire che vogliamo solo tornare a casa.
P.S.: ho letto questo libro proprio durante un viaggio (aereo treno), e mi ha fatto molta, molta compagnia. Se pensate di leggerlo, non vi consiglio di farlo sul divano di casa vostra. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianluca Minieri (06-01-2011) Sara' che venivo da 6 mesi di letture pesantissime, ma questo romanzo di Licalzi mi e' piaciuto. Nessun capolavoro, si intende, ma il libro mi sembra ben scritto e scorrevole, si legge in due serate. Interessante la tecnica narrativa dei racconti incrociati dei personaggi. La trama e' coinvolgente, fa sorridere, sorprende, emoziona e fa riflettere, in parte perche' i personaggi sono un po' scontati e prima o poi ci si rispecchia anche solo parzialmente in uno di loro. Un unico neo: la sua predilezione a creare colpi di scena ''in negativo'', a far finire male i personaggi, tanto che ad un certo punto la trama diventa prevedibile. Cio' nasconde forse un limite alla sua tecnica narrativa, quasi avesse paura di non riuscire a generare emozioni raccontando in positivo. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
stefano (10-03-2010) sembra una buona sceneggiatura per un film commedia all'italiana. Infatti ne hanno fatto un film commedia all'italiana. Scontato in molte parti, personaggi e situazioni stereotipate. Originale l'intreccio. Nel copmplesso senza lode ne infamia. Un libro per pubblico, senza pretese, femminile, che troverà nel protagonista l'antitesi dell''uomo da loro definito perfetto e di cui pertanto si innamoreranno. si legge in due sere, per fortuna, perchè se fosse più lungo sarebbe faticoso portarlo a termine. relativamente all'aspetto ironico del libro (premesso che non mi piacciono i libri comici), questo di Licalzi sembra uno stile che vorrebbe far ridere, piuttosto che uno stile naturalmente ironico.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giovanni b. (05-03-2010) Altro splendido romanzo di Licalzi, da bere tutto d'un fiato. Si sorride e ci si diverte, ma anche si riflette e ci si commuove. Insomma, un alternarsi di sentimenti ed emozioni che avvinghiano il lettore ad una storia complicata e struggente.
Da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dancy (13-02-2010) Avendolo letto in meno di 24 ore posso dire che scorre che è una bellezza. Leggero, ironico, divertente, drammatico. C'è di tuttò, l'amore e il suo contrario, la follia e la seriosità, i viaggi, e tanto altro.
Senza dubbio è un libro da leggere, in qualsiasi momento o fase della vostra vita. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Guia (19-11-2009) Quando un autore riesce nell'arco di 153 pagine a farti ridere fino a che fa male la pancia e piangere lacrime di vera commozione ha vinto davvero. Questo è senz'altro il libro di Licalzi meglio riuscito. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fosca (11-11-2009) L'inizio non mi ha convinto, ma mano a mano che si va avanti con la lettura...
Bellissimo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lorenzo (16-10-2009) Licalzi riesce con il suo stile a farci entrare nella mente di tutti i personaggi e riesce a raccontare la storia con delicatezza, ironia e sensibilita'.
Putroppo e'un libro un po'sottovalutato ed ancora poco conosciuto, nonostante ne sia uscita una versione cinematografica.
E'facile da leggere, ed una volta finito si sospira. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
manuel broccardo (08-10-2009) Ultimo libro di Lorenzo Licalzi che ho letto (letti 7 su 7 mai successo prima) e primo che lui ha scritto. Questo percorso a ritroso disordinato mi ha aiutato a capire l'anima dei suoi libri incollando idee. L'idea di questo libro è molto bella, bello il gioco di vedere da angolature diverse la storia. Bella la morale e molto particolare il finale che lascia sospesi.Forse questa idea di sospensione che mi porto dietro è il collante di questo viaggio Licalziano; un grande scrittore che merita più spazio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex (14-05-2009) molto molto carino, senza pretese e scorrevole soprattutto per chi sta tra i 30 ed i 40 anni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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