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Fallaci Oriana - Quel giorno sulla luna | Come un bambino curioso la scienza va avanti, scopre cose che non sapevamo, provoca cose che non immaginavamo: ma come un bambino incosciente non si chiede mai se ciò che fa è bene o è male. Dove ci porterà questo andare?" Così Oriana Fallaci a Wernher von Braun, considerato uno dei capostipiti del programma spaziale americano. Sono gli anni Sessanta del secolo scorso e la grande scrittrice e giornalista, fin da bambina lettrice appassionata dei capolavori di Jules Verne ed estimatrice da adulta dell'opera di un maestro della fantascienza come Ray Bradbury, si avvicina all'avventura nello spazio affascinata dagli scenari che il futuro preannuncia. Per comprendere a fondo l'esplorazione dell'universo, lo sbarco del primo uomo sulla Luna, la vita nel cosmo, non esita a partire per gli Stati Uniti, inviata da "L'Europeo", e a trascorrere lunghi periodi nel centro della NASA a Houston e nella base di Cape Kennedy. "Quel giorno sulla Luna" racconta la sua esperienza: Oriana incontra gli astronauti, condivide la loro preparazione, segue i dettagli tecnici, discute con gli scienziati e i medici, espone i propri dubbi, sottolinea i rischi e rivela, anche con spirito critico, le difficoltà. Il materiale che raccoglie è sorprendente per ricchezza e completezza documentativa, per varietà di voci e punti di vista. Nel momento in cui il missile Saturno V si solleva, prevale l'emozione di poter vivere in diretta un avvenimento straordinario.
Media Voto: 4.25 / 5Fabio fabio_colpani_geo@tiscali.it (24-12-2009) Per chi come me non ha potuto assistere in diretta allo sbarco sulla Luna questo è il miglior reportage non scientifico di quell'evento. L'autrice coglie e trasmette con passione il pathos del grande evento, la tranquillità mascherata da un misto di arroganza e robotismo dei tre astronauti, gli inaspettati "buchi" nella maniacale organizzazione della NASA, il tam-tam mediatico, la disillusione degli scienzati al primo sguardo dei campioni lunari...
Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa in più sulla missione russa Luna 15 contemporanea a quella dell'Apollo 11, che portò a schiantarsi una sonda sulla Luna mentre gli astronauti americani si trovavano anch'essi sul suolo lunare. Infine mi piacerebbe sapere cosa ha provato Michael Collins, l'astronauta rimasto solo a bordo della navicella Columbia mentre Armstrong e Aldrin erano sulla Luna, tutte le venti e passa volte che orbitando intorno al nostro satellite transitava innanzi al lato scuro della Luna e per parecchi minuti perdeva il contatto radio con la Terra e con gli altri astronauti. Da solo nel cosmo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dino (27-10-2009) Quel giorno sulla Luna.... visto prima e dopo il 21 Luglio 69 ma scritto a ridosso di quei giorni. Magnifica la prima parte, dove Oriana ci parla al futuro di quello che sarebbe stato, dei dettagli della missione, della psiche disumana dei 3 non-eroi, dei timori e dubbi per una contaminazione globale.... Commovente il suo entusiasmo al telefono quando il saturno V si alza dai cieli della Florida. Piacevole lettura a 40 anni da quell'Avventura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (27-09-2009) Sono stati meraviglisi gli anni sessanta.Lo dice anche il mio amico Mina'.E anche i settanta.Lo dico io.Ricordo che, ero molto innamorato della mia fascinosa insegnante di lettere di prima media, la baronessa P.R.De G,, i comunisti erano davvero rossi, i fascisti erano davvero neri, i socialisti erano perlopiu' rosa e non ricordo se i Premier andavano alle feste di compleanno delle diciottenni.Credo di no.Erano austeri, vestiti di un grigio spento e triste e ci guardavano senza alcuna indulgenza da una foto da sopra la cattedra dalla quale i nostri maestri, dispensavano un sapere, allora, del tutto insindacabile.E molto fatto in casa.E, quindi se questo libro della Fallaci e' stato adottato ad uso scolastico devo dedurre che, io appartenessi a coloro che quanto a decisioni di materiale didattico da adottare si erano soffermati a cose di minore attualita' e meno valore d' informazione.Non ricordo che mia madre abbia protestato per questo, non ricordo se ci sono stati gruppi di genitori che rivendicarono il loro diritto di acculturare i propri ignari figlioli con i reportage della Fallaci.Non credo. La dittatura didattica non ammetteva tregue, condizioni e opinioni. Abbiamo avuto insgnanti favolosi e insegnanti da codice penale cileno ma ,comunque,nonostante i loro catttivi insegnamenti, non ci hanno impedito di riuscire nella vita.E nello studio.Malgrado loro.Certo,i miei, ci hanno defraudato di un' autrice che avrei amato molto negli anni a venire.Quindi hanno solo frenato il nostro bisogno di qualita' didattica.Non lo hanno fermato e questo perche', un' idea, quando la si perseguita con accesa passione, con convinzione assoluta, con la giusta attesa dei tempi, non puo' morire.Mi auguro che alcuni di loro siano ancora vivi, molti di loro erano gia' allora, culturalmente morti. Solo , non ancora sepolti.Ai vivi suggerisco con il rispetto, dovuto,di allora : leggetevi questo libro.Non e' mai troppo tardi.Neppure per voi, poiche' tutto cio' che non sappiamo, lo abbiamo imparato a scuola. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AG (20-07-2009) Entusiasmante. Non ci si può staccare dalla prima all'ultima parola. mi chiedo perchè sia stato fuori catalogo negli ultimi 20 anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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