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Costa Lella; Càsoli Andrea - La sindrome di Gertrude. Quasi un'autobiografia | "Dice Andrea Càsoli che forse non è del tutto chiaro il titolo di questo libro. Per me invece è chiarissimo. Ovvio: la sindrome di Gertrude è quella che ha portato la Signora in questione, meglio nota come monaca di Monza, a rispondere di sì a uno che invece avrebbe fatto meglio a ignorare. Per passione, per noia, per ribellione, per curiosità, per sfinimento, perché sapeva resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Ecco, io più o meno funziono così: quando mi chiedono qualcosa, tendo a rispondere di sì. L'idea che a qualcuno possa interessare un libro su di me, detto tra noi, continua un po' a turbarmi. Però in fondo mi piace, e anche tanto, e mi lusinga un po', anzi parecchio. A patto, naturalmente, che sia chiaro in partenza ciò che questo libro non è e non vuole essere: niente agiografia, niente pettegolezzo, niente eccesso di autoreferenzialità; piuttosto il gusto di provare a raccontare quella sorta di molteplicità che ha finito per caratterizzare la mia vita. Dunque, in sintesi (quella di Càsoli: io ne sono priva), in questo libro racconterò di carcere e cinema, scarpe e solidarietà, teatro e teiere, musica e memoria, doppiaggio e diritti civili; ma anche di musicisti, attrici, cantanti, scrittori, poetesse, stilisti (wow!), soubrette, registi, chirurghi, e soprattutto di quegli esseri di sovrumana generosità che vanno sotto l'etichetta riduttiva di "pubblico". In questo libro ci siete anche voi, con me. Parola di Gertrude."
Media Voto: 4 / 5linda (22-11-2009) Ironica, sincera, e anche in certi passaggi come lei stessa si descrive, un poco vanitosa..Vi sono capitoli i cui argomenti meno interessanti sembran scritti per riempire il libro. Infine una precisazione, il capitolo dedicato agli amici e in particolare a face book, concordo quando sostiene che definire amici persone dalla conoscenza superficiale o addirittura quando nemmeno si conoscono, sia uuna parola troppo grossa e impegnativa, ma la pagina a lei dedicata da chichessia in questo social network, non è per chi sia interessato a diventare amico di Lella, ma suo fan, che ad ogni modo, per rispetto delle sue idee ho voluto rimuovermi. Continuerò certamente a restare sua ammiratrice per l'impengo nel sociale, il suo essere poliedrica, generosa e l'amore per la cultura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianna (14-11-2009) adoro Lella Costa ed ho letto tutto ciò che ha scritto..questo libro è un'autobiografia..scritto nel suo stile frizzante, coinvolgente e vivace ripercorre tappe e persone importanti della sua vita..tutti incontri ricchi di grandi opportunità professionali ma anche umane..peccato che a questi incontri dedica nulla più che poche righe...vabbè, dopotutto, come si fa a raccontare una persona? si legge piacevolmente anche se penso sia troppo presto tirar le somme di una carriera artistica a 57anni..molti libri da lei amati sono citati nel testo e perchè no....ho deciso di comprarli tutti... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rosanna (08-10-2009) Lella Costa come la conosciamo,a teatro e nella vita: generosa, disponibile, brillante, colta, ironica, intelligente.E' bello ritrovarla in questo libro gradevolissimo da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina (06-10-2009) Credo che il titolo porti un po' fuori strada e non incoraggi la lettura, in realtà questo libro ci fa conoscere meglio questa brava attrice e autrice di testi teatrali e non solo. Ci racconta la sua partecipazione civile, i libri che ha amato, i compagni di lavoro e di vita, senza rinunciare ad un tocco di femminile frivolezza... Complimenti Lella! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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