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Boyne John; Herman Mark - Il bambino con il pigiama a righe. Con DVD | Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini. Età di lettura: da 12 anni.
valina91 (24-10-2010) Conoscevo la triste storia di Bruno già dal film omonimo tratto dal libro, ma leggerla è stata tutta un'altra cosa. Emozioni del genere, provocate dalla durezza della trama, sono davvero rare. Questa è la storia di due bambini: Bruno e Shmuel. Il primo tedesco, figlio di un Comandante che aveva il compito di dirigere il campo di concentramento di Auschwitz (o Auscit come diceva Bruno), l'altro un ebreo, prigioniero di quello stesso campo. L'amicizia tra i due bambini, molto insolita a quel tempo, procede tra alti e bassi fino al tragico finale.
Leggere queste pagine è stato come vedere di nuovo il film, migliorato dal linguaggio e dallo stile utilizzato dall'autore che rispecchia pienamente la mente di un bambino. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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