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Barbacetto Gianni - Il grande vecchio | C'è una lunga stagione della storia italiana in cui forze sotterranee e occulte si sono di volta in volta incrociate, sommate o scontrate con le forze visibili della politica, dell'economia, della società in una guerra segreta tra l'Occidente e il blocco comunista. Una guerra a bassa intensità, non ortodossa, non convenzionale, che però ha provocato tantissime vittime e ha inquinato per sempre la vita della nostra Repubblica. Oggi questa guerra è finita, ma la verità resta indicibile. E i processi - piazza Fontana, piazza della Loggia, Italicus, Gladio, P2 - si chiudono e si riaprono, senza quasi mai poter accertare in via definitiva i colpevoli. Due generazioni di magistrati si sono spesi a cercare la verità. Sono sempre stati fermati poco prima di svelarla. Eppure, le loro inchieste e le loro sentenze hanno dimostrato che, senza l'intervento dei servizi e le coperture internazionali, non una delle stragi italiane sarebbe stata commessa e, se commessa, non sarebbe potuta rimanere impunita. E che solo guardandole tutte insieme se ne può capire il senso. Perché il Grande Vecchio altro non è che un sistema di poteri. Nel quadro della guerra fredda e della sovranità limitata dell'Italia, alla legalità ufficiale si è sostituita una "legalità" sotterranea con regole inconfessabili che, al di là degli obiettivi iniziali, è cresciuta a dismisura: l'eversione di Stato ha nutrito la corruzione politica e si è saldata con la criminalità organizzata.
Media Voto: 3.33 / 5Marco (30-11-2011) E' davvero un gran libro. Scritto in modo chiaro e avvincente, fa capire in quale paese viviamo, la nostra perenne situazione di sudditanza verso gli USA e tanta parte oscura della storia italiana del Novecento. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massi (22-12-2009) Bel libro. Da accostare ad altre letture per il semplice fatto che in 400 pagine non è "fisicamente possibile" riuscire a spiegare con completezza tutti gli argomenti trattati dall'autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Claudio (18-12-2009) Solita ricostruzione dietrologicamente semplificata di cose molto complesse. L'autore racconta del lavoro di valenti magistrati che si oppongono al "potere occulto" che vige sui misteri italiani, omettendo, aspetti che più gli fanno comodo nella ricostruzione, come per esempio i dissidi tra questi magistrati e le motivazioni per i quali insorgono. Mi riferisco alla polemica Salvini-Mancuso, o a quella (per vie legali) tra Salvini e Casson. Nel caso Gladio, visto che si tratta di una ristampa avrebbe potuto pure fare un cenno alla sentenza del 03/07/01 della Corte di Assise di Roma che chiude definitivamente (i PM non se la sono sentiti di ricorrere) la vicenda Gladio con un esito che all'autore forse non è andato giù.
Nel caso Mancuso poteva fare riferimento alle assurdità della vicenda giudiziaria sulla strage di Bologna.
Per concludere il mio parere è che, le trame e i complotti in questo nostro paese ci sono stati veramente, ma tali ricostruzioni sebbene più "appetibili" ai lettori appassionati di misteri, non forniscono un grande contributo alla conoscenza della nostra storia recente. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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