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Fallaci Oriana - Intervista con il potere | Nel 1974 Oriana Fallaci pubblica "Intervista con la storia". È un libro che fa epoca, viene tradotto nel mondo, studiato nelle università, continuamente ristampato. Con quelle interviste Oriana ci consegna "una indimenticabile galleria di protagonisti internazionali del suo tempo: statisti di governo e di opposizione, leader democratici e dittatori, pacifisti umanitari e guerrieri, capi spirituali, ideologi, uomini d'azione...". Così Federico Rampini, nella Prefazione alla riedizione nella nuova collana Bur delle "Opere della Fallaci". Da anni i lettori attendevano le nuove interviste, e lei stessa aveva lavorato alle bozze, lasciando note e appunti, e un testo che partiva dai famosi incontri con Khomeini e Gheddafi per lanciarsi in una riflessione appassionata sul potere. Nessuno, come lei, era riuscito ad avere accesso a personaggi di quel calibro, quelli che potevano realmente decidere del destino dell'umanità. La vita privata della Fallaci e quella professionale si sono sempre intrecciate: la scomparsa di due persone profondamente amate la spinge a un totale isolamento, "i miei tre inverni nel tunnel" li definisce; ma poi, dopo la pubblicazione di "Un uomo" nel 1979, mette a segno per il "Corriere della Sera" i due straordinari reportage dall'Iran di Khomeini e dalla Libia di Gheddafi, che compongono la prima parte di questa "Intervista con il potere". Nella seconda parte, dal 1964 al 1982 sfilano davanti al lettore i nomi che hanno fatto la storia della seconda metà del Novecento.
Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (05-12-2009) C'e' stato un tempo, in verita' non molto remoto, nel quale era un piacere leggere il giornale. Qualsiasi giornale.E non solo perche' ci scriveva la Fallaci. Io ricordo il Corriere della sera con un titolone in prima pagina " IO & GHEDDAFY " era il 1986 e, in alcune pagine c'era questo bel pezzo, di vera arte giornalistica, di morale, di racconto, persino di poesia. Di lezione. Poi, la Signora si chiuse nel suo eremo newyorkese, in quella sua casa alla 61^ strada East al n° 222, quella di mattoni giallini, e si chiuse dietro di se' anche i due cancelli neri, il primo che dava direttamente sulla strada, il secondo, pesantissimo, a difesa del massiccio portone d' ingresso. E in questa casa ci rimase dieci anni, fino ad offrirci Insciallah. Chiudendosi, si nego' di colpo al giornalismo ed ai giornali, forse perche' , gia' allora aveva intuito la caduta del " senso " ti tale scrittura. La perdita di credibilita'. Dignita'. E si offri' completamente a quella letteratura che aveva gia' frequentato ma che, definitivamente, la rubo' al suo primo amore. Ecco, queste interviste sono il ricordo , la prova, di cio' che e' stato il lavoro della Signora del giornalismo, di cio' che ha cercato e che ci ha donato. Grandi pezzi di scrittura che si offrono per ben 600 pagine, dove si avverte la sua chiara posizione di perfetta indipendenza poltica, la sua ferrea, nota, incrolabile passione civile, il suo buon senso della giustizia, del pudore in disuso, della misura urgente. E ogni incontro Komheini, Logan , Pertini , Malagodi, La Malfa, Sharon, Walesa, e' unico e irripetibile perche' cristalizzato al periodo storico nel quale e' stato pensato, costruito, concepito, scritto. E offerto in una forma di qualita' totale. Impeccabile. Dobbiamo molto alla Signora Fallaci, dobbiamo molto alla sua lezione di persona perbene innanzitutto, di personaggio irripetibile, di donna davvero. E leggendo questo bel libro saremo sicuramente migliori del giorno prima di averlo finito di amarlo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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