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Mankell Henning - Il ragazzo che voleva arrivare ai confini del mondo | Joel, quindici anni, rivede la mamma che l'ha abbandonato bambino e si è rifatta una famiglia e cerca di convincere il padre a mantenere la promessa che gli aveva fatto quando era piccolo: viaggiare insieme fino alla fine del mondo. Infine si imbarca da solo su una nave da carico e scopre il mondo da solo. Tornerà appena in tempo per congedarsi dal padre in fin di vita e tre anni dopo, di ritorno dall'isola del Pacifico dove aveva sognato di andare con lui, deporrà sulla sua tomba una noce di cocco portata da laggiù. Età di lettura: da 12 anni.
| La recensione de L'Indice |
 Mankell, giallista di grande successo e direttore di un teatro in Mozambico, ha scritto anche libri per ragazzi, tra cui Il segreto del fuoco (Fabbri, 2002), storia di una bambina africana che perde le gambe su una mina, ma riesce a costruirsi un futuro con una macchina da cucire, anche se non potrà più ballare (ovvero l'Africa tra disperazione e speranza). Nell'ultimo capitolo della quadrilogia, Joel ha quindici anni, ha terminato le scuole e sta attraversando con passi incerti e dubbiosi la sottile linea d'ombra dell'adolescenza. Le atmosfere nordiche ricordano Bergman, Vacanze all'isola dei gabbiani di Lindgren, Casa di bambola di Ibsen, la Scania del commissario Wallander. Silenzi, dialoghi scarni, rimuginio di pensieri, gesti minimi. Joel, che vive con il padre ex marinaio, decide di andare a Stoccolma per conoscere la madre che se ne è andata da casa quando lui era piccolo perché non se la sentiva più di vivere in un paese minuscolo e freddo. Ovvero, la faccia triste della Svezia. Poi si imbarcherà su una nave sognando di vedere l'Africa, i mari del Sud, Pitcairn Island, dove si rifugiarono gli ammutinati del Bounty. Vedrà le ragazze in vetrina di Amsterdam, arriverà in Liberia e poi a diciotto anni toccherà Pitcairn. Quando il padre muore, torna al paese per far scrivere come necrologio sul giornale: "Partito per il confine del mondo". "L'infanzia era finita. Joel aveva cominciato il suo lungo viaggio verso il futuro": un viaggio che non ha confini certi a cui si possa arrivare, ma solo una stella lontana che non si può raggiungere, ma che comunque indica una direzione. Non è una banalità dire che è un libro (ben scritto) di viaggio, soprattutto interiore, e di formazione, con un ritmo lento ma inesorabile come il procedere dall'adolescenza verso l'età adulta. Da dodici anni. Fernando Rotondo |
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