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Hardt Michael; Negri Antonio - Comune. Oltre il privato e il pubblico | Dopo il comunismo e il capitalismo, oltre Karl Marx e Adam Smith c'è la vera alternativa: il "comune", ovvero il bene comune. Insieme di conoscenze, linguaggi, affetti, energie, mobilità e natura, questo patrimonio generale è ciò a cui deve tendere la moltitudine se vuole modificare davvero, dalle radici, l'impero economico odierno. Non attraverso l'insurrezione armata o la violenza sovversiva. Ma con una serie di pratiche che mira a restituire alle masse quello che appartiene loro di diritto, da sempre: la sovranità. In questo ultimo capitolo della trilogia inaugurata da "Impero" e proseguita con "Moltitudine", Michael Hardt e Antonio Negri delineano un modo rivoluzionario di pensare la nostra epoca, completando un'opera destinata a essere per il XXI secolo ciò che il "Capitale" è stato per il XX. Dalla critica alle teorie del fascismo globale alla marginalizzazione umiliante delle classi produttive, dalle contraddizioni del sistema mondiale alla fine progressiva della funzione del capitale, dal fallimento dell'uni-lateralismo alla crisi che fa ormai da sfondo alla nostra vita, gli autori ci guidano in un percorso in cui modernità e tradizione, passato e futuro convivono.
| La recensione de L'Indice |
 Punto di approdo della trilogia avviata un decennio fa con Impero e proseguita con Moltitudine (2004), questo lavoro di grande respiro culturale e politico si incentra sul progetto "etico" di costruzione "di una possibile democrazia globale". In polemica con varie ipotesi di democrazie cosmopolitiche "socialdemocratiche" di ispirazione kantiana (Giddens, Beck, Habermas, Held), alle quali gli autori dedicano pagine di notevole lucidità critica, Hardt e Negri sostengono la piena valorizzazione, nelle vite delle "singolarità" che costituiscono la "moltitudine" dei "poveri" ("poveri, migranti e lavoratori precari") del pianeta, del cosiddetto "comune". Con questa espressione deve intendersi, dicono Hardt e Negri, "in primo luogo, la ricchezza comune del mondo materiale l'aria, l'acqua, i frutti della terra e tutti i doni della natura" e "con maggior precisione, tutto ciò che si ricava dalla produzione sociale, che è necessario per l'interazione sociale e per la prosecuzione della produzione, come le conoscenze, i linguaggi, i codici, l'informazione, gli affetti e così via". Ricco di riferimenti sociologici e di filosofia politica, il libro, come altri lavori di Negri, soffre sul piano della specifica analisi storica (si veda Michael Merrill, in "International Labor and Working-Class History", autunno 2010) e denuncia, per così dire, un eccesso di "immanenza", come se il "comune" fosse già una realtà pienamente operante. Ma resta una coraggiosa e visionaria provocazione con la quale pare difficile non confrontarsi. Ferdinando Fasce |
Francesco (04-05-2011) Un testo fondamentale, suggestivo, intrigrante. Spiazza la retorica del riformismo, studia in maniera approfondita e limpida la globalizzazione, prendendo anche le distanze dalle forme di antagonismo improduttive che finisco per essere funzionali al capitale. Oltre il pubblico, oltre il privato, c'è il Comune. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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