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Galli Giovanni - La vita ai supplementari | Giovanni Galli è stato un portiere d'eccezione, uno di quelli che se lo hai in squadra può fare la differenza. E la differenza l'ha fatta nel Milan, con cui ha vinto uno scudetto e cinque coppe tra il 1987 e il 1990. Ma nel 2001 arriva il rigore imparabile: il figlio Niccolò, diciassettenne speranza del calcio, muore in un incidente di motorino mentre torna a casa dagli allenamenti; una morte assurda, quando una strada scivolosa e un guardrail rotto potrebbero distruggere una famiglia. Ma la rete di affetti di Giovanni, quella davvero non si è mai bucata: restando uniti, il dolore può trasformarsi in un'occasione per essere ancora di aiuto agli altri. Con la moglie Anna, le figlie e un manipolo di amici del figlio, Giovanni crea la Fondazione Niccolò Galli, che da anni sostiene anche economicamente ragazzi la cui vita è stata cambiata da un incidente stradale. Con la coscienza di chi ci è passato aiuta le famiglie a trovare, anche là dove pare impossibile, un senso e una nuova forza. Questo libro è il racconto di una vita vissuta al massimo: gli esordi nel calcio, i trionfi nel Milan, le emozioni dei grandi tornei internazionali, la quotidianità in città diversissime come la sua Firenze, la disordinata Napoli e la Milano da bere, la "scoperta" della televisione assieme a Raimondo Vianello, i problemi con i proprietari e i bilanci delle squadre. Sullo sfondo, una vita familiare pulita, dalla tenera storia d'amore con Anna alla prova più dura che una coppia possa trovarsi ad affrontare.
Media Voto: 2.66 / 5frederica (22-09-2010) L'ho comprato per regalarlo a mio marito che, al contrario mio, non è un grande amante della lettura ma è appassionato di calcio. Lui non l'ha nemmeno aperto, alla fine l'ho letto io durante un weekend in cui ero rimasta a secco di letture. Dall'inizio alla fine è una lode sperticata di sè stesso e del figlio prematuramente scomparso, opportunamente "mascherata" da un velo di modestia e di incredulità. Non mi piace come lezione morale e non posso fare a meno di pensare che ,anche un dolore così tragicamente comune come la perdita di un figlio, viene vissuto "meglio" con le spalle coperte da soldi, amicizie importanti, diversivi quali la beneficenza, la Tv, i viaggi alle Maldive per tutta la famiglia....Insomma è sempre meglio piangere in rolls Royce, e poi puoi anche dare una lezione di vita a tutti. Se siete amanti del calcio, milanisti, molto cattolici e Berlusconiani, potrebbe piacervi.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (13-02-2010) Un campione dello sport che mette a nudo la sua anima,anima lacerata da un dolore terribile: la perdita del figlio diciottenne a causa di un banale incidente in motorino.Libro che si divide in 2 parti,la prima dedicata alla carriera sportiva e alle notizie riguardanti i tanti anni di calcio giocato in varie città italiane.
Tantissimi gli spunti da riportare, però non si può e allora voglio evidenziare solo alcune cose:
1)gli inizi e le andate e ritorno Pisa-Firenze in bus o treno lui all'epoca ragazzino quattordicenne 2) Gli anni dei trionfi al Milan 3) L'esperienza in Nazionale, e qui ci sono delle pagine memorabili dedicate al gol subito da Maradona ai Mondiali 86,gol che a detta di Galli ha caratterizzato nel bene e nel male la sua carriera(lui si aspettava un tiro fortissimo, invece Maradona sovvertendo le leggi della fisica riuscì ad imprimere un tocco liftato al pallone..lasciandolo di sasso!
4) le esperienze col Napoli, al Parma al Torino e alla Lucchese.La parte dedicata alla perdita del figlio Niccolò.Qui veramente senza fronzoli e senza togliere nulla si avverte con impeto il dramma umano di un papà che si vede mancare un figlio nel fior fior degli anni.Galli descrive molto bene il carattere di Niccolò, già da ragazzino motivato e preciso e le piccole gioie e dolori di un giovane che si allena duramente per sfondare nel mondo del calcio.Molto ben delineate le esperienze in Inghilterra e sopratutto l'esordio in serie A 18 anni col Bologna, poi un giorno di febbraio...
Ecco ,qui Galli e sua moglie non si sono abbattuti, ci son pagine e pagine di iniziative a favore di persone o enti in difficoltà
La voglia di poter essere d'aiuto verso chi soffre ha preso il soppravento in quest'uomo, a discapito della naturale predisposizione ad abbattersi e queste sensazioni arrivano tutte.
L'unica nota di critica che mi sento di fare
è il tono troppo morbido usato verso Moggi
e verso il doping,ma magari per questi argomenti è meglio leggere ...Carlo Petrini!
Libro emotivamente parlando cmq intenso, bello Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabrizio (22-01-2010) Ho voluto fortemente comprare questo libro non solo perché sono appassionato di autobiografie ma anche, e soprattutto, perché stimo Giovanni Galli in modo particolare: è una persona perbene, pacata che trasferisce in tv e nella vita la sua filosofia di vita.
Nella brevità delle 150 pagine, l'ex portiere ripercorre la sua carriera e la sua vita, sottolineando (fossero tutti come lui!) la fortuna avuta nello svolgere un lavoro del genere. Parla a cuore aperto dei giorni del lutto, ben rappresentati dalla lettera con cui si apre il libro (commovente la frase pronunciata dalla figlia più piccola, Carolina, tempo dopo la morte del fratello: "Vorrei poter morire per andare a trovare Niccolò e poi tornare da voi").
Galli poteva lasciarsi sopraffare dal dolore, ma, in nome di un figlio tanto amato, è andato avanti e aiuta tantissime persone con la Fondazione a lui dedicata (l'elenco finale delle attività svolte ne è un esempio).
Unico neo: l'inutile prefazione di Agasso, che "spoilera" alcuni concetti chiave del libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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