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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Carofiglio Gianrico - Non esiste saggezza

Non esiste saggezza TitoloNon esiste saggezza
AutoreCarofiglio Gianrico
Prezzo € 5,90
Dati2010, 244 p., rilegato
EditoreRizzoli  (collana Scala italiani)
 
Disponibile anche usato a € 2,95 su Libraccio.it

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Descrizione
I racconti di "Non esiste saggezza" provengono dai luoghi della realtà quotidiana: sono volti che emergono dalla folla dei viaggiatori, in zone neutrali di transito. Soprattutto, figure di donne: con esse, la voce del narratore è partecipe, solidale, protettiva, come a voler condividere il peso di un segreto in varie forme doloroso, a volerle affrancare da un destino ostile. Appaiono improvvisamente: a un casello autostradale, la bambina solitaria chiede a un automobilista ignaro di accompagnarla verso il mistero. L'attesa notturna in un aeroporto è colmata dai versi di una poetessa russa, dalla sosta sfuggente di una sconosciuta. E, improvvisamente, queste donne scompaiono: dall'ambulatorio di una missione umanitaria, ultimo posto in cui sono state viste una dottoressa volontaria e la ragazza colombiana sua compagna, nella rischiosa sfida a ingiustizie e prevaricazioni. I personaggi maschili si trovano a cercare, a inseguire: un'impressione, un sospetto, una curiosità che li spinge oltre i limiti del prevedibile, talvolta del lecito. E la raccolta si completa con un vero e proprio romanzo di formazione in miniatura, ambientato negli spazi metafisici della Murgia. "Le cose non esistono se non abbiamo le parole per chiamarle."

La recensione di IBS
Secondo l’opinione di alcuni, scrivere racconti è più semplice che scrivere romanzi, perché il processo creativo, per uno scrittore solerte, potrebbe esaurirsi nello spazio di un giorno. Ma scrivere dei buoni racconti è un’altra cosa. È l’arte di imbrigliare una storia in poche pagine. L’arte di trattenersi.
Gianrico Carofiglio, pur avendo raggiunto la notorietà grazie alla serie di romanzi polizieschi che hanno per protagonista l’avvocato Guido Guerrieri, non disdegna questa forma espressiva, anzi forse proprio nei racconti riesce ad esprimere tutta la sua abilità nel mantenere l’equilibrio tra la ricchezza della trama e la sua sintesi. Riesce a imbastire una storia, tratteggiare i personaggi con rapide pennellate, creare coinvolgimento e suspense suggerendo possibili percorsi alternativi, sperimentare nel finale e anche strappare un sorriso al lettore, tutto nello spazio di trenta pagine. Dieci minuti di godimento. E ci riesce perché il magistrato barese è quello che si dice “uno scrittore di razza”.
In questa raccolta di racconti, che include alcuni testi già pubblicati precedentemente (tra cui Vigilie, La doppia vita di Natalia Blum, Giulia, Mona Lisa, Il paradosso del poliziotto e naturalmente Non esiste saggezza, che dà il nome alla raccolta) è compreso anche un inedito, Il maestro di bastone, che può considerarsi un racconto di formazione. Si tratta della storia di un adolescente che, durante la turbolenta separazione dei suoi genitori, viene mandato in vacanza a casa di alcuni parenti, nella Murgia. In questa villa di campagna il protagonista del racconto, Enrico, scoprirà il fascino dell’avventura e il coraggio dell’incoscienza, scoprirà che il ruolo che ciascuno di noi si ritaglia nella vita è il risultato degli incontri e delle strade che ha percorso. Si tratta quindi del classico racconto scritto in prima persona sui turbamenti e le conquiste di un adolescente, ma Carofiglio li descrive usando uno sguardo quasi femminile, lo sguardo di quelle donne che dalla vita hanno imparato più di quanto non lascino intendere.
Gli altri racconti della raccolta sono invece accomunati da un’atmosfera noir e da personaggi pieni di mistero. C’è il viaggio in treno di un giovane poliziotto e la vigilia di Natale passata alla stazione Termini del maresciallo Bovio; c’è la storia di una bambina violata e quella di una donna perduta a un semaforo; l’inchiesta di un sostituto procuratore della Repubblica e quella di un famoso scrittore di romanzi gialli. Nonostante l’autorevolezza con cui si presentano i personaggi maschili, sono sempre le donne a calamitare l’attenzione del lettore. Pieni di fascino, i personaggi femminili di Carofiglio sono ombre senza passato che compaiono in queste storie e in queste vite destando stupore e spesso stupendosi di loro stesse. Il magistrato barese gli tributa una raccolta che è quasi una lezione su come si debbano tratteggiare i personaggi letterari e inserisce un racconto, Intervista a Tex Willer, che finisce per essere un metadiscorso sui personaggi e sulla loro esistenza, spesso autonoma, rispetto agli scrittori:

«Tex W.- Lei sa cosa c’è negli spazi fra le vignette?
…C’è tutta la vita che non è mai stata raccontata. Ci sono le vicende che non diventano storie – per scelta o più spesso per caso – e si perdono nei gorghi del tempo che passa. Ci sono le occasioni non colte, le cose che non vogliamo ricordare o non vogliamo sapere di noi stessi e degli altri. Gli spazi fra le vignette sono il sottosuolo della nostra coscienza».

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 31 recensioni presenti.  Media Voto: 3.09 / 5 | Invia recensione

Ritochka (22-02-2014)
Non ho assegnato il massimo dei voti perché il racconto non è il mio genere preferito. Ad ogni modo in questo libro, come in altre occasioni, la scrittura di Carofiglio è fluida ed attraente. Ne consiglio sicuramente la lettura, specie a chi voglia avvicinarsi all'autore a piccoli passi.
Voto: 4 / 5
migliettaser (14-06-2013)
il pezzo migliore è la citazione della poesia di Anna Achmantova che si trova nelle prime pagine e che da un senso a tutto il libro. Lui è bravo , elegante e si legge con lo stesso piacere che si ha respirando l'aria dopo un temporale. Non è forse una delle sue opere migliori ed io sono prevenuto contro i racconti che spesso non mi soddisfano appieno, ma se vi8 capita leggete questo libro e non rimpiangerete il tempo impiegato
Voto: 3 / 5
Gino Fienga info@ginofienga.com (19-04-2012)
Quello del racconto è sicuramente un genere molto insidioso, ed è una falsa credenza che scrivere prosa 'breve' sia più facile che scrivere romanzi. Non è banale riuscire in poche pagine a sintetizzare, emozionare, trovare l'equilibrio fra il coivolgimento e lo spazio ristretto della narrazione. Questo libro, purtroppo, ne è la prova. Premesso che quando si raccolgono cose così eterogenee, semplicemente per mettere insieme un libro e fare un'operazione meramente commerciale (e questo, ahimé, sembra essere proprio il caso), il risultato 'estetico' nel suo complesso non può che essere fallimentare. Pezzi disomogenei e inconsistenti, assolutamente non all'altezza dell'autore che ricordiamo soprattutto per la saga dell'Avvocato Guido Guerrieri, dove le 'trame processuali' riescono ad intrecciarsi con destrezza e raffinatezza a quelle della vita vissuta. Detto questo è ovvio che qualcosa di buono c'è. Carofiglio è un buon narratore e, anche in questi racconti di varia provenienza, con altalenante fortuna, riesce ad avere qualche spunto interessante e originale. Degno di nota è sicuramente il pezzo che chiude il libro La doppia vita di Natalia Blum, che tuttavia è la prova che i risultati migliori sono laddove c'è più 'spazio' per sviluppare un intrigante intreccio 'poliziesco'.
Voto: 2 / 5
Fabio Marchioni (09-12-2011)
Decisamente convincente, l'ho letto per " intervista Tex Willer" non conoscendo minimamente l'opera di Carofiglio. Ho incontrato uno scrittore dotato e profondo di cui leggerò a breve altre opere.Raramente nelle poche pagine di un racconto si riesce a raggiungere l' intensità di questo libro, peraltro molto leggibile.
Voto: 3 / 5
Maunakea (25-07-2011)
Carino, ma più di carino non vado, vedo che siamo in molti, anzi forse la maggioranza a non amare i racconti, continuerò a leggere Carofiglio perchè mi piace molto ma non consiglio questo libro ammenochè non si decida di seguire la produzione dell'autore al completo.
Voto: 3 / 5
paolo (08-04-2011)
Sinceramente preferisco il Carofiglio nella struttura del romanzo. Molti di questi racconti sono inutili e noiosi, altri appena discreti. L'unico che mi è piaciuto molto è "il maestro di bastone", un racconto di formazione molto divertente nel quale ho ritrovato i tratti caratteristici della scrittura di Carofiglio, tanto apprezzati. Ma da solo non vale il prezzo del libro.
Voto: 3 / 5
carli71 (23-02-2011)
Amo Carofiglio.Ho letto tutti i suoi libri, meno "La manomissione delle parole",e mi sono piaciuti. Anche questo libro di racconti mi è piaciuto.Emozionanti. Carofiglio non si è smentito. Bravo!
Voto: 4 / 5
Nino (14-01-2011)
Se devo essere sincero non mi ha convinto. Ho letto altri romanzi di Gianrico che pur non essendo proprio il mio genere ho trovato di un certo interesse. Ma questa raccolta di racconti e in generale le ultime prove del Carofiglio mi appaiono alquanto infiacchite, lasciando la sensazione di qualcosa di poco espresso e poco ispirato. Questi racconti sono altalenanti, alcuni leggibili, altri li ho lasciati perdere. Non illeggibile ma sicuramente non un libro imperdibile.
Voto: 2 / 5
paola (21-11-2010)
bel libro in cui i racconti sono molto interessanti molto suggestivo il racconto della bimba e della doppia vita di Natalia Blum
Voto: 4 / 5
Brunella (01-11-2010)
Ho letto tutti i romanzi di Carofiglio e quando ho acquistato questo non pensavo si trattasse di racconti e all'inizio ne sono rimasta delusa perchè mi aspettavo una storia dell'avvocato Guerrieri. Invece a mano mano che li leggevo cresceva la mia curiosità e alla fine non posso dare un giudizio negativo, anzi. I miei preferiti in primis "non esiste saggezza", poi "la doppia vita di Natalia Blum" e "Il maestro di bastone". Ma la vera chicca è lo spazio tra le vignette di "intervista a Tex Willer".
Voto: 4 / 5
Federica Fa (20-10-2010)
E' la prima volta che leggo un libro di Carofiglio. La sua scrittura è molto fluida, accattivante. Il libro si legge con molta faciltà. Essendo una raccolta di racconti, ovviamente alcuni piacciono più di altri ma devo dire che nel complesso il libro non mi è affatto dispiaciuto. Bellissimo l'ultimo racconto "La doppia vita di Natalia Blum" che ti tiene incollato fino all'ultima riga. Anche intervista a Tex Willer l'ho trovata alquanto originale (io non ho mai letto il fumetto ma l'intervista rende benissimo l'idea del personaggio Tex). Bravo Carofiglio! Lettura assolutamente consigliata.
Voto: 4 / 5
Sandro free.sandro@inwind.it (04-10-2010)
Salvo la massima di Tex Willer riguardante lo spazio tra le vignette, non mi è rimasto assolutamente nulla. Decisamente al di sotto delle aspettative, suggerirei a Carofiglio di scrivere le sue memorie o fare le parole crociate quando ha tempo libero ed è privo di ispirazione, altrimenti corre il rischio di rovinare la buona nomea. Già con "Le perfezioni provvisorie" ci è andato molto vicino.
Voto: 1 / 5
xyzeta (27-09-2010)
Come tutte le raccolte di racconti non sempre piaccioni tutti, ma in questo libro la maggior parte sono geniali come c'era da aspettarsi da Carofiglio.
Voto: 4 / 5
F.L. (22-09-2010)
Non del tutto all'altezza delle aspettative. Alcuni racconti sono piacevoli altri sembrano aggiunti per fare numero. Secondo me bastava scrivere qualche altro racconto e fare una selezione migliore. Comunque gli do un tre di stima. Faccio i complimenti all'autore per la sua spigliatezza come intrattenitore a teatro (ho visto un suo recital sotto la pioggia a Verona) ma la vera scoperta è stata il fratello Francesco, che pensavo fosse solo un illustratore. Si è rivelato un attore irresistibile, brillantissimo e scopro in questi giorni anche uno scrittore bravissimo. Consiglio di leggerlo a tutti, sarà una vera sorpresa. E poi è pure gnocco.... :)))
Voto: 3 / 5
Raffaele (13-09-2010)
Una piacevole lettura, un buon libro da ombrellone. Seppur fedele a Carofiglio, spero in una pubblicazione che ribalti questo libro. Lo consiglio.
Voto: 3 / 5
Massimo (08-09-2010)
Non posso dire che non mi sia piaciuto, però mi sembra che la dimensione del racconto non esalta il Carofiglio che a me piace. Mi sarei aspettato qualcosa in più da questa prova
Voto: 3 / 5
Claudio S. (07-09-2010)
Inizio col dire che ho preso il libro in biblioteca e supero d'un fiato il discorso del prezzo e di trovarmi di fronte a una raccolta di racconti disparati e messi insieme per un'operazione non priva di risvolti commerciali. Alcuni racconti (Il maestro di bastone in particolare)sono veramente buoni. L'intervista a Tex Willer, per me, è scadente. In ogni caso c'è di peggio.
Voto: 3 / 5
Giovanni (06-09-2010)
Un libro che non è all'altezza della bravura del suo autore.
Voto: 1 / 5
A.V. (14-07-2010)
Il mio giudizio non può essere positivo. Sono una lettrice che ama il genere racconto, e conosce molto bene molti autori che si sono cimentati in questo genere insidioso, con alterne fortune. Carofiglio Gianrico, che considero un buon autore di romanzi gialli, non ha il passo per la grande scrittura che può far diventare una storia breve una piccola storia indimenticabile. I suoi racconti, disomogenei nella composizione, sono quasi tutti piuttosto banali e prevedibili, e non hanno a sorreggerli una qualità di scrittura che è un ingrediente indispensabile per la narrativa di serie A. Forse, come dice qualcuno, questa è una mera operazione commerciale, che fa vendere il prodotto ma non lascia traccia nel ricordo dei lettori attenti.
Voto: 1 / 5
lorenzo lory64@gmail.com (07-07-2010)
Mi piaccioni molto questi racconti, in particolare "Il paradosso del poliziotto", "il maestro di bastone" e "La doppia vita di Natalia Blum". Per rispondere a Gennaro, consiglio di cominciare con "Il passato è una terra straniera", un noir intenso che narra la vicenda del classico studente modello di buona famiglia che, a causa di un'amicizia sbagliata, discende progressivamente nel baratro del gioco d'azzardo e del traffico di droga. Consiglio anche di vedere l'omonimo film che ne è stato tratto, con l'ottino Elio Germano nei panni del protagonista. Buon divertimento!
Voto: 4 / 5
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